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[mk_title_box color=”#ffffff” highlight_color=”#6bacd3″ highlight_opacity=”1″ size=”50″ line_height=”72″ font_weight=”bold” font_family=”none” align=”right”]Una casa per Roland[/mk_title_box]
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[mk_blockquote font_family=”none”]La macchina da cucire mi dà serenità: rappresenta la continuità fra la mia vita di prima e quella di ora. È una delle poche cose che non è cambiata e mi fa pensare che non tutto è perduto.[/mk_blockquote][mk_padding_divider]

Quando ripensa alla sua vita in Camerun, a Roland sembra un ricordo lontanissimo, l’evocazione di qualcosa andata perduta per sempre. Gli basta però sedersi alla macchina da cucire per far svanire subito questo pensiero. Sono passati solo due anni da quando è stato costretto a lasciare il suo paese, e una relativa stabilità, per motivi politici. Come molti rifugiati, Roland non ama parlare nel dettaglio dei motivi che lo hanno portato a cercare un posto sicuro lontano dalla propria casa. Un solo accenno è sufficiente per spegnere il suo abituale sorriso.

Arrivato in Italia con un corridoio umanitario, Roland ha chiesto e ottenuto l’asilo politico rapidamente, per poi iniziare il suo percorso all’interno del sistema di accoglienza. A poco a poco, ha rimesso in moto la sua vita, a partire dalla sua grande passione: cucire. Le sue giornate sono intensissime fra i corsi di italiano, quelli di cucito e il lavoro part-time in un ristorante. Per poter proseguire i suoi progetti, ora ha bisogno di una casa. L’idea di vivere con una “famiglia” italiana gli piace molto.

[mk_padding_divider][mk_blockquote font_family=”none”]Sono da sempre abituato a stare con gli altri. Una delle cose più difficili da quando vivo in Italia è la solitudine. Non conoscere molte persone, non avere legami forti. Ti fa sentire ancora più straniero e sradicato.[/mk_blockquote][mk_padding_divider]

Trovare una “famiglia” che lo ospiti permetterebbe a Roland di avere, per almeno sei mesi, la serenità necessaria a completare la sua formazione e a trovare un lavoro migliore che lo possa rendere indipendente. Un gesto concreto di solidarietà che può essere per lui determinante e trasformarsi in una esperienza arricchente per tutte le persone coinvolte.

Se hai una camera in più nella tua abitazione e desideri aiutare Roland a trovare un posto dove stare al sicuro, mettiti in contatto con noi registrandoti, senza impegno, al link che trovi di seguito. Sarai richiamato a breve dai nostri: ti aiuteremo a capire come procedere e risponderanno a tutti i tuoi dubbi e alle tue domande.

Apri anche tu la porta di casa ad un rifugiato. Ora, più che mai, Roland e tanti ragazzi come lui hanno bisogno del tuo sostegno!

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