Trasferimenti forzati in Albania: violazioni dei diritti e preoccupazioni per la protezione dei vulnerabili

È iniziata oggi in Albania la terza missione del Tavolo Asilo e Immigrazione (TAI), di cui Refugees Welcome Italia è parte, in collaborazione con il Gruppo di Contatto Parlamentare sull’immigrazione, per monitorare il trasferimento forzato di 49 migranti a bordo della nave Cassiopea della Marina Militare. Questa operazione solleva serie preoccupazioni tra le organizzazioni che difendono i diritti umani, soprattutto in merito alle violazioni del diritto internazionale e alla mancanza di garanzie legali per le persone trasferite. 

Nel corso dei due precedenti trasferimenti operati a ottobre e novembre scorsi, il TAI aveva già denunciato le numerose violazioni del diritto internazionale e di quello nazionale, nonché dei diritti fondamentali delle persone che il Governo italiano trasferisce forzosamente dal Mediterraneo centrale fino all’Albania: le organizzazioni del TAI hanno deciso oggi di tornare nei centri di Shëngjin e Gjadër  per monitorare il rispetto delle procedure e verificare le condizioni materiali di trattenimento.

Le problematiche di identificazione e vulnerabilità

Le persone migranti trasferite forzatamente, provenienti principalmente dal Bangladesh, ma anche da Egitto, Costa d’Avorio e Gambia, sono state portate presso l’hotspot di Shëngjin per le procedure di identificazione e valutazione delle vulnerabilità. Tuttavia, durante il sopralluogo effettuato dal TAI, è emerso che non erano stati completati gli accertamenti riguardo la minore età e le condizioni di vulnerabilità di alcune persone. Secondo le informazioni ricevute, sembrerebbe che uno o due minorenni potrebbero essere stati trasferiti forzatamente senza adeguata protezione e verifica, mentre altre persone con vulnerabilità sono ancora in fase di verifica. Se queste notizie saranno confermate, queste persone dovranno essere subito ritrasferite in ItaliaAnche in questa missione non possiamo che ribadire le gravi criticità di questa operazione: gli accertamenti inerenti minore età e vulnerabilità dovrebbero avvenire prima del trasferimento fuori dall’Italia e nell’ottica del rispetto dei diritti fondamentali delle persone. 

Un modello repressivo che deve essere abolito 

Il Governo sta nuovamente sperimentando il modello albanese con fini puramente propagandistici da un lato, e innalzando lo scontro con la magistratura dall’altro, senza attendere la pronuncia della Corte di Giustizia europea per proseguire le operazioni.
È fondamentale, come già sottolineato, capire come e da chi sia stata realizzata la valutazione delle vulnerabilità, elemento intorno a cui sono emerse gravi criticità già nei primi due trasferimenti effettuati a fine 2024. È inoltre necessario garantire la tutela giuridica delle persone trasferite forzatamente, che non è stata prontamente assicurata nei precedenti arrivi in Albania. Chiediamo al Governo chiarimenti su come le persone possano parlare con un avvocato di loro fiducia, sia in fase di preparazione che di audizione con la Commissione e poi anche in fase di eventuale convalida del trattenimento.

Il trasferimento coatto verso l’Albania rappresenta un grave attacco ai principi fondamentali del diritto e della democrazia. Questo approccio non solo mette a rischio la tutela giuridica e la dignità di chi è costretto a subire queste scelte, ma rappresenta anche un pericoloso precedente e una deriva ancora più repressive delle politiche di esternalizzazione. Per questo, metteremo in campo ogni sforzo necessario per opporci a questa prova di forza ingiustificata e inaccettabile, per fare in modo che non vengano più deportate persone in Albania e che i centri di detenzione vengano definitivamente chiusi. No alla detenzione amministrativa, ovunque essa venga praticata.


Il Tavolo Asilo e Immigrazione riunisce oltre 20 organizzazioni della società civile. La sua missione è difendere i diritti dei migranti e promuovere un sistema di accoglienza basato su rispetto e dignità. A Buon Diritto, ACLI, ActionAid Italia, Amnesty International Italia, ARCI, ASCS, ASGI, Casa dei Diritti Sociali, Centro Astalli, CGIL, CIES, CIR, Commissione Migrantes e GPIC Missionari Comboniani provincia italiana, CNCA, CoNNGI, Europasilo, Fondazione Migrantes, Forum per Cambiare l’Ordine delle Cose, Intersos, IRC Italia, Italiani Senza Cittadinanza, Medici del Mondo, Oxfam Italia, ReCoSol, RED Nova, Refugees Welcome Italia, Senza Confine, SIMM, UIL, UNIRE.

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