SeaWatch 4: assegnare un porto di sicuro senza ulteriori ritardi.

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Dopo il trasbordo dalla Louise Michel, salgono a 350 i migranti attualmente a bordo della SeaWatch 4, la nave di ricerca e soccorso gestita dalla Ong SeaWatch, in collaborazione con Medici Senza Frontiere, che da dieci giorni attende di poter sbarcare in un porto sicuro.

Il personale medico della nave è impegnato a curare le persone per ustioni, disidratazione, ipotermia e lesioni traumatiche causate da abusi e torture subite in Libia. Secondo quanto riferito da Medici Senza Frontiere, la clinica a bordo è ormai al limite delle sue capacità.

Lasciare più di 300 persone in un limbo sul ponte di una nave di soccorso, senza una soluzione in vista per lo sbarco, vuol dire metterne a rischio l’incolumità fisica e psicologica e aggiungere ulteriore sofferenza, dopo la situazione di pericolo vissuta in mare e gli abusi subiti in Libia.

Chiediamo alle autorità maltesi e italiane di facilitare l’assegnazione di un porto sicuro alla SeaWatch 4. Ribadiamo ancora una volta la necessità di superare questo approccio ad hoc, nave per nave, a favore di un meccanismo di sbarco prevedibile e coordinato che coinvolga una ampia coalizione di paesi europei, in modo da supportare i paesi di sbarco senza ulteriori ritardi.

 

Foto credits: Medici Senza Frontiere

 

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