Ospito perché: il racconto di Emilia e Renato

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“Perché, in questo momento storico, abbiamo deciso di ospitare un rifugiato?

Siamo sempre stati entrambi molto impegnati nell’attività sociale e culturale. Queste due dimensioni sono aspetti fondamentali della nostra vita. Anche in questi ultimi anni sentiamo l’esigenza di continuare in questo nostro impegno e lo facciamo seguendo ciascuno i suoi particolari itinerari e i suoi interessi prevalenti, ma cercando nel contempo momenti di incontro, di intersezione.

In questo nostro tempo siamo particolarmente colpiti dalla crescente disumanizzazione della società in cui viviamo. Sentiamo il venir meno del sentimento di solidarietà tra uomini, donne, generazioni diverse, tra Stati. Vediamo, con grande preoccupazione, il manifestarsi di idee e comportamenti razzisti, una società che tende a chiudersi e a innalzare muri, a opporsi con tutti i mezzi al fenomeno migratorio, dimenticando la sua storia: i milioni di italiani che sono emigrati in tutte le parti del mondo alla ricerca di una vita migliore.

Sentiamo il bisogno di contrastare queste spinte e intendiamo testimoniare il bisogno di affermare valori sociali di primaria importanza quali quelli dell’ospitalità, dell’accoglienza, della solidarietà nei confronti di chi fugge dalla fame e dalla guerra e in generale di chi vuole vivere meglio, vuole conoscere il mondo, vuole immaginare e costruire per sé nuove opportunità di vita. Pensiamo che conoscere l’altro, cercare di comprenderne i bisogni e i problemi sia necessario per esprimere solidarietà, ma siamo anche convinti che la conoscenza dell’altro sia una straordinaria occasione di crescita culturale e civile, per ogni singola persona, per un’intera società.

Sono queste le motivazioni con cui abbiamo deciso di ospitare un rifugiato.
Abbiamo voluto inoltre non limitarci a organizzare riflessioni e iniziative di contrasto e di protesta contro chi oggi ha responsabilità di governo del paese, ma compiere anche un gesto di concreta solidarietà.

E avendo già avviato questa nostra nuova esperienza, siamo pieni di gioia e con questo nostro stato d’animo siamo convinti che contageremo il mondo.”

Renato ed Emilia

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