Anche quest’anno saremo a Lampedusa, dal 30 settembre al 3 ottobre 2024, per le quattro giornate legate al progetto Protect People Not Borders, organizzate dal Comitato 3 ottobre. L’evento, che si concluderà con le commemorazioni legate alla Giornata della Memoria e dell’Accoglienza, ha come principale obiettivo quello di mantenere viva la memoria delle oltre 30.000 persone che hanno perso la vita nel Mar Mediterraneo nel tentativo di raggiungere l’Europa dal 2013 ad oggi. 

Durante la manifestazione, terremo un workshop, sul tema della narrazione legata alle migrazioni, per gli studenti e le studentesse europei che partecipano al progetto, realizzato con il sostegno del 8×1000 dell’Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai.

Come ospiti e animatori di dibattiti, workshop e testimonianze saranno presenti persone sopravvissute al naufragio, parenti delle vittime, rappresentanti di ONG e agenzie ONU, giornalisti, artisti e rappresentanti delle istituzioni italiane ed europee. Il progetto è finalizzato a rafforzare la consapevolezza e la conoscenza dei/delle giovani delle scuole superiori europee sui temi del fenomeno migratorio, dell’integrazione culturale e dell’accoglienza dei migranti, dei rifugiati e dei richiedenti asilo. 

Dal 2016, il 3 ottobre è diventato la Giornata della Memoria e dell’Accoglienza, in virtù della legge 45/2016. La ricorrenza è stata istituita per commemorare tutte le vittime dell’immigrazione e promuovere iniziative di sensibilizzazione e solidarietà. Un’occasione per onorare le 368 persone morte nel tragico naufragio al largo di Lampedusa avvenuto il 3 ottobre 2013 e per ricordare le oltre 30.000 persone che da allora hanno perso la vita nel tentativo disperato di trovare sicurezza e protezione in Europa.

Le persone in fuga molto spesso non dispongono di alternative sicure e regolari per raggiungere l’Europa. Occorre ripristinare una piena capacità di ricerca e soccorso nel Mediterraneo e stabilire un meccanismo per permettere lo sbarco immediato delle persone soccorse in mare e la redistribuzione dei richiedenti asilo negli Stati membri dell’UE. È necessario, inoltre, promuovere canali sicuri e legali e aumentare le quote di reinsediamento; dare accesso ai visti per ragioni umanitarie e concedere visti per motivi di studio e di lavoro alle persone in fuga da guerre e persecuzioni; facilitare i ricongiungimenti familiari; promuovere sistemi di sponsorizzazioni private.

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