Detenzioni, respingimenti, procedure di frontiera: l’accordo ripropone un approccio securitario che rischia di avere effetti devastanti sui diritti di chi cerca protezione in Europa e causerà ancora più sofferenza.

ll Consiglio e il Parlamento dell’Unione Eeuropea hanno trovato un accordo sui cinque punti principali del Patto su migrazione e asilo, che definirà il futuro delle politiche europee in materia. Il compromesso raggiunto non è un “momento storico”, come alcuni esponenti politici hanno affermato, ma rappresenta una pagina nera nella storia dell’UE. È il fallimento di un’idea di Europa in grado di garantire protezione e sicurezza a chi fugge da guerre e persecuzioni. 

L’accordo è l’ennesima riproposizione di un approccio securitario da “fortezza Europa” che ha ampiamente dimostrato di essere fallimentare e che rischia di compromettere seriamente l’esercizio del diritto di asilo. Invece di introdurre soluzioni in grado di garantire una maggiore protezione alle persone in fuga da conflitti e persecuzioni, questo patto rischia di dar vita ad un sistema disumano, costoso e inefficace, con un impatto devastante sui diritti umani e sul sistema di protezione in materia di asilo. Migliaia di persone, inclusi bambini e bambine, rischiano di essere trattenute in quelli che sono di fatto centri di detenzione alle frontiere.

Il Patto prevede infatti l’uso obbligatorio delle procedure di frontiera, che si tradurrà in situazioni di detenzione prolungata con limitato accesso ad assistenza legale, l’incremento dei respingimenti alla frontiera che hanno causato negli anni gravi violenze e violazioni dei diritti umani, il rafforzamento delle politiche di esternalizzazione con il coinvolgimento nella gestione dei flussi migratori di Paesi terzi, l’espansione della nozione di “Paese terzo sicuro” che consentirà di rimpatriare forzatamente le persone in paesi che sicuri non sono, la normalizzazione dell’uso arbitrario della detenzione per migranti (compresi bambini e famiglie), l’uso della  profilazione razziale. Nessuna reale forma di solidarietà che possa risolvere i problemi strutturali del sistema di accoglienza e garantire una equa ridistribuzione delle persone in arrivo.

È un momento drammatico per chi cerca di protezione in Europa. Il patto è un compromesso politico, fatto sulla pelle delle persone, che non affronta alla radice le questioni irrisolte, ma perpetua una logica securitaria e pericolosa che causerà ancora più sofferenza. Qualsiasi riforma del sistema di asilo dovrebbe porre al centro i diritti delle persone, per questo l’accordo tradisce i valori fondanti dell’Unione europea”, afferma Fabiana Musicco, Direttrice di Refugees Welcome Italia.

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