Il percorso del Patto europeo migrazioni e asilo è alle battute finali per poter essere approvato definitivamente dal parlamento europeo entro il prossimo aprile, prima della conclusione della legislatura. Il testo, infatti, sarà esaminato il prossimo 14 febbraio all’interno della commissione Libe del parlamento, che si occupa, tra le altre cose, di diritti umani e lotta alla discriminazione all’interno dell’Ue. E per l’occasione una vasta coalizione di organizzazioni della società civile si sta mobilitando.  

Il Forum per Cambiare l’Ordine delle Cose, il Coordinamento Nazionale Comunità di Accoglienza (CNCA), Rivolti ai Balcani, Europasilo, Italy must act, Refugees Welcome Italia, Mediterranea Saving Humans, Recosol e Stop Border Violence hanno già lanciato nelle scorse settimane una “Road Map per il diritto d’asilo e la libertà di movimento” che sta attraversando l’Italia, dal Nord al Sud, per informare e sensibilizzare le cittadinanze sui contenuti del testo che, se sarà approvato così come è stato definito nel dicembre scorso nell’intesa trovata tra Commissione e Parlamento produrrà nuove tragedie dell’immigrazione e renderà l’Europa ancor di più una cupa fortezza con uno sgretolamento dello stato di diritto e del livello di democrazia interna, così scrivono le organizzazioni promotrici in un appello rivolto ai parlamentari europei. Detenzione generalizzata, respingimenti, procedure di frontiera: il documento propone infatti un approccio securitario che ha già dimostrato di essere fallimentare e che si tradurrà in un sistema disumano, ma anche costoso ed inefficace.

La rete ha infatti elaborato varie simulazioni che dimostrano come il Patto Europeo migrazioni e asilo rappresenti una strategia profondamente sbagliata perché fondata su azioni di chiusura e aumento dei muri fisici ed elettronici e nuovi respingimenti. Soprattutto i regolamenti screening e procedure prevedono la creazione di centri di detenzione alle frontiere in cui sarà possibile trattenere tutte le persone che hanno scarso successo di poter ricevere asilo, anche le famiglie con minori. Cifre alla mano, nei casi di crisi, di pressione attiva, infine, normale, abbiamo scoperto che oltre alla violazione dei diritti umani che il Patto comporta, c’è un problema di fattibilità di questo piano, e che proprio l’Italia ne pagherebbe il prezzo più alto. 

Il piano prevede inoltre il rafforzamento delle politiche di esternalizzazione con il coinvolgimento nella gestione dei flussi migratori di Paesi terzi, l’espansione della nozione di “Paese terzo sicuro” che consentirà di rimpatriare forzatamente le persone in paesi che sicuri non sono, l’uso della  profilazione razziale. Le misure di solidarietà introdotte, flessibili e poco chiare, non paiono risolvere i problemi strutturali del sistema di accoglienza e garantire una equa ridistribuzione delle persone in arrivo.

Per questo, chiediamo in queste ore ai/alle parlamentari italian*, di ogni estrazione politica, di non votare il Patto europeo migrazioni e asilo, perché provocherebbe un pessimo impatto sulla società tutta, e si tratta di un compromesso al ribasso che non fa né gli interessi delle persone rifugiate, né quelli dei paesi di primo ingresso come l’Italia, né quelli dell’Europa come entità democratica. Ma anche perché il voto negativo dei parlamentari italiani avrebbe il profondo significato politico di restituire all’Europa e al Parlamento lo scettro di una sovranità ormai perduta.

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