In quella notte del 2013 persero la vita 368 persone, oggi si continua a morire in mare. Più di 30.000 morti in 11 anni nel Mediterraneo, quasi 1000 nel solo 2024. Una ecatombe che scaturisce da precise scelte politiche violente e razziste.

Pochi mesi fa, l’Unione europea ha approvato il nuovo Patto su migrazioni e asilo, ormai legge, che riduce ulteriormente gli standard di protezione e insiste sulle politiche di esternalizzazione delle frontiere, che hanno ampiamente dimostrato di essere fallimentari, repressive e di favorire il traffico e la tratta di esseri umani, rendendo più lunghi e pericolosi i viaggi per arrivare in Europa. Finché non saranno incrementate vie di accesso legali e sicure e si ostacoleranno i salvataggi, le persone continueranno ad affidarsi a pericolosi trafficanti e nel Mediterraneo si continuerà a morire. Questo è inaccettabile. Basta stragi in mare, basta accordi con Paesi terzi per bloccare le partenze.

Per questo chiediamo, al governo italiano e all’Unione Europea, di:

  • creare una missione europea di soccorso e salvataggio in mare;
  • ampliare i corridoi umanitari, estendendoli a tutte le zone di crisi, per permettere alle persone che hanno bisogno di protezione di arrivare in Europa in sicurezza,
  • incrementare le vie di ingresso legali come visti per lavoro, studio, semplificare i ricongiungimenti familiari e ampliare la platea di chi può accedervi.

La migrazione è un fenomeno strutturale delle società contemporanee  che non può essere bloccato ma deve essere gestito, garantendo accoglienza, protezione e tutela dei diritti umani per ogni essere umano.

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