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Embracin: al via il progetto con il comune di Padova

Anche a Padova sarà possibile, per chi lo desidera, accogliere in casa un rifugiato/una rifugiata, grazie al progetto europeo Embracin, di cui il Comune di Padova è capofila e che vede la partecipazione, come partner, di diverse amministrazioni locali e organizzazioni europee. L’iniziativa è stata presentata in conferenza stampa mercoledì 21 luglio ore 11:30,  presso la Sala giunta di palazzo Moroni, Comune di Padova, alla presenza di Marta Nalin, Asssore alle Politiche Sociali del Comune di Padova; Valentina Baliello referente di Orizzonti Cooperativa; Loris Ramazzina, Responsabile del gruppo padovano di Refugees Welcome Italia; Maria Letizia Angelini, famiglia ospitante.

La finalità principale del progetto Embracin è promuovere l’autonomia delle persone rifugiate attraverso l’accoglienza in famiglia, che verrà sperimentata sul territorio del comune in collaborazione con il privato sociale, nello specifico la cooperativa Orizzonti, che gestisce il Servizio Asilo e Integrazione dell’amministrazione e il gruppo locale di Refugees Welcome Italia, associazione impegnata nel diffondere l’accoglienza in famiglia a livello nazionale.

Il modello proposto parte dall’esperienza di integrazione diffusa, che contrasta con il tipico approccio di accoglienza dei nuovi arrivati in grandi centri separati dalla comunità locale. La “famiglia” – intesa nel senso più ampio del termine, che include coppie con o senza figli, persone singole – è il luogo ideale per facilitare l’inclusione delle persone rifugiate, rafforzare la coesione sociale e contribuire a contrastare i pregiudizi e gli stereotipi che spesso vengono percepiti dalla cittadinanza. L’accoglienza familiare si configura come un modello per costruire insieme ai cittadini una società attiva, inclusiva e solidale. Questo progetto di accoglienza parte dal presupposto che l’innovazione sociale può realizzarsi quando le politiche pubbliche e l’impegno della società civile lavorano in modo integrato. La riformulazione delle attuali politiche di integrazione – soprattutto a livello locale – e la condivisione delle responsabilità tra pubblico e privato è imprescindibile per un’inclusione delle persone rifugiate efficace e a lungo termine. La sperimentazione dell’accoglienza in famiglia secondo questa modalità potrà, nel futuro, diventare un metodo integrato nel Sistema di Accoglienza e Integrazione del Comune di Padova“Embracin è il progetto sull’accoglienza con cui abbiamo vinto un importante bando europeo, che vede il Comune di Padova capofila di un’ampia rete di soggetti pubblici e del privato sociale. – dichiara Marta Nalin, assessora alle politiche sociali del Comune di padova –  Ora il progetto entra nel vivo, per dimostrare concretamente come l’accoglienza diffusa e l’inclusione possono avere un impatto positivo. Un progetto innovativo, cui teniamo molto, nato dall’ormai nota esperienza del professor Calò, su una questione che riguarda tutte e tutti noi da vicino, ogni giorno. L’obiettivo è promuovere l’autonomia delle persone rifugiate attraverso l’accoglienza in famiglia, supportando chi sceglie di mettersi a disposizione con formazione, operatori sociali, legali, psicologi e sostegno costante. Coinvolgere direttamente la cittadinanza in meccanismi di accoglienza e inclusione capaci di aumentare la conoscenza dell’altro e abbattere muri di diffidenza e indifferenza, è per noi strategico al fine di costruire una città più accogliente. Sono certa che cittadine e cittadini padovani anche in questa occasione risponderanno al meglio.”

Il progetto si prefigge l’obiettivo di individuare almeno 6 nuclei famigliari padovani disposti ad accogliere per un periodo minimo di 6 mesi e massimo di durata del progetto, un rifugiato/una rifugiata e di accompagnarlo/la nel suo percorso di integrazione a Padova. Le persone accolte sono giovani uomini o donne con regolare permesso di soggiorno in uscita dal sistema di accoglienza e vengono identificati dal Comune in collaborazione con la Cooperativa Orizzonti e Refugees Welcome Italia. Chi è interessato ad ospitare può presentare la propria candidatura iscrivendosi sul sito di Refugees Welcome Italia. Le famiglie accoglienti selezionate parteciperanno ad un percorso di formazione e saranno seguite per tutto il corso della convivenza, assieme alla persona accolta, da una equipe multidisciplinare composta da operatori sociali, legali, psicologi, e dai facilitatori di Refugees Welcome Italia. 

“Orizzonti Cooperativa sin dalla sua nascita, nel 2003, si è impegnata in progetti di integrazione sociale centrati sulla persona, tenendo in massima considerazione l’interscambio tra culture e con l’obiettivo di promuove l’autonomia, l’integrazione e la crescita culturale delle persone accolte. Autonomia e interscambio tra culture sono i due pilastri sui cui si erige il progetto Embracin ed è proprio su questi due pilastri che Orizzonti pone le sue fondamenta e vuole costruire il futuro dei migranti che solo in famiglia possono sperimentare la vera accoglienza integrata” afferma Valentina Baliello, coordinatrice di Orizzonti Cooperativa.  “Siamo felici di mettere la nostra esperienza in materia di accoglienza in famiglia al servizio dell amministrazione pubblica per sostenere una innovazione nel welfare e nelle politiche di inclusione a partire da una sperimentazione della società civile. È un’occasione per ampliare le opportunità di inclusione sociale per persone rifugiate e altri titolari di protezione, e valutare l’impatto dell’accoglienza in famiglia sul territorio”, aggiunge Fabiana Musicco, direttrice di Refugees Welcome Italia.

“Crediamo che creare reali spazi di condivisione e conoscenza sia indispensabile per abbattere i muri, materiali e culturali, che spesso separano noi comunità locale e persone rifugiate. Perciò abbiamo ospitato per quasi due anni un neomaggiorenne gambiano, Fodè, mentre ora stiamo ospitando da un anno e mezzo un giovane senegalese. L’esperienza scaturita da queste convivenze è positiva, specialmente quella dell’ultima ospitalità, forse per una certa affinità fra noi e il ragazzo ospitato. Siamo sempre stati seguiti in queste esperienze, anche grazie al prezioso confronto con altre famiglie accoglienti.” conclude Maria Letizia Angelini.

 

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