Giornata Mondiale del Rifugiato 2024: trascorrila con noi!

Il 20 giugno, Giornata Mondiale del Rifugiato, è alle porte: anche quest’anno, per l’occasione, abbiamo organizzato alcune le iniziative. Un’occasione per ricordare che non ci può essere inclusione senza una comunità aperta, inclusiva e solidale in cui tutti e tutte possano sentirsi a casa e realizzare le proprie potenzialità.

Qui la lista dei nostri eventi: vi aspettiamo!

19/06/2024 RomaInsieme per la Giornata Mondiale del Rifugiato– Largo Dino Frisullo, Città dell’ Altra Economia, dalle ore 18.30

19/06/2024 Palermo – Insieme per la Giornata Mondiale del Rifugiato – un aperitivo presso lo spazio Zabbara | La Bandita,  via del Celso 14

20/06/2024 MilanoInsieme per la Giornata Mondiale del Rifugiato Tempio del Futuro Perduto, Via Luigi Nono 7/9, 20154, dalle 18.30

20-23/06/2024 Venezia e MestreFestival delle Migrazioni – diffuso in tanti luoghi della città

20/06/2024 PesaroC’è la famiglia in cui nasci, c’è la famiglia che scegli – Centro sociale “Il grano e la zizzania”

20/06/2024 TorinoReal People, proiezione documentario e dibattito– Raffinerie Sociali, via Fagnano 30, dalle 20.30

20/06/2024 Ancona – Festa per la Giornata Mondiale del Rifugiato – parco di Posatora

29/06/2024 AnconaConvivium:vivere insieme – casa alloggio Il Focolare


Programma Community Matching: presentati i risultati

I risultati del programma Community Matching sono stati presentati oggi nel corso di una conferenza che si è tenuta alla Fondazione Feltrinelli a Milano. Il progetto, avviato nel 2021, promuove l’incontro tra rifugiati e comunità locali in 10 città italiane con l’obiettivo di creare comunità più inclusive e favorire i percorsi di integrazione. L’idea alla base del programma, nato alla fine del 2021, è semplice ed efficace: promuovere relazioni paritarie tra persone rifugiate e volontari, che possono registrarsi attraverso un portale ed essere accompagnate da personale qualificato nella costruzione di nuovi e significativi legami. Il progetto infatti riconosce il valore determinante delle relazioni personali e sociali per favorire percorsi più efficaci e sostenibili di inclusione, facilitando l’accesso alla casa, al lavoro, ai servizi, all’acquisizione della lingua italiana. Sono le relazioni che la persona stabilisce che fanno di un individuo un membro di una comunità. Inoltre, attraverso la reciproca conoscenza, si abbattono barriere e si superano stereotipi, si valorizzano risorse e si contribuisce attivamente alla società. 

L’impatto del progetto è stato misurato per il secondo anno consecutivo da una ricerca che rivela come l’84% dei rifugiati coinvolti ha migliorato la propria capacità di orientarsi sul territorio, il 63% dei rifugiati ha migliorato il livello di italiano, il 30% ha trovato una sistemazione alloggiativa e il 20% un contratto di lavoro regolare. L’impatto sulle comunità locali anche mostra un dato significativo: un aumento del 150% di persone rifugiate conosciute rispetto a prima del match, e oltre 8,000 persone sensibilizzate sul tema dalla diretta voce dei suoi protagonisti. 

Il quadro che emerge da questi dati racconta quanto siano fondamentali le relazioni sociali per promuovere il benessere delle persone in fuga, e rappresenta un invito importate per tutti gli attori del sistema asilo, dell’accoglienza e dei servizi, a compiere una riflessione comune che rimetta al centro l’inclusione e la coesione sociale”, ha dichiarato Chiara Cardoletti, Rappresentante UNHCR per l’Italia, la Santa Sede e San Marino. L’inserimento del Community Matching nel Piano Nazionale Integrazione, così come in numerosi Avvisi pubblici dei FAMI, insieme alla sua adozione da parte di alcuni progetti territoriali ed equipe SAI, rappresentano segnali promettenti che vanno in questa direzione. 

L’UNHCR, l’Agenzia ONU per i rifugiati, insieme ai partner Ciac e Refugees Welcome Italia, ha avviato il progetto nel 2021 grazie al sostegno dell’Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai attraverso i fondi 8×1000. Dall’inizio del progetto ad oggi sono stati 1007 i match avviati, coinvolgendo oltre 930 persone di 47 nazionalità solo nel 2023. 


Elezioni europee: guida al voto consapevole

Refugees Welcome Italia è da sempre impegnata a dialogare con le istituzioni per promuovere l’adozione di politiche migratorie che pongano al centro la tutela dei diritti umani e superino un approccio securitario disumano e inefficace. In occasione delle prossime elezioni europee, che si terranno in Italia l’8 e il 9 giugno, ribadiamo le nostre posizioni su alcune questioni fondamentali e chiediamo che vengano trasformate in azioni concrete. Per questo, abbiamo analizzato i programmi dei partiti politici italiani per capire qual è il loro posizionamento rispetto alle nostre proposte. Le elezioni europee sono un’opportunità per tutti i cittadini e tutte le cittadine di utilizzare il proprio voto per chiedere un cambio di passo nelle politiche europee in tema di migrazione e fermare la violenza delle frontiere. 

Ecco le nostre 7 proposte e la posizione dei partiti

PIÙ VIE DI ACCESSO SICURE E LEGALI

La vera emergenza non sono gli arrivi, ma le morti alle frontiere dell’Unione europea. Non esiste un visto per venire in Europa a chiedere protezione internazionale e le vie legali esistenti sono sottoposte ad un regime di visti vessatorio e discriminatorio. L’assenza di alternative spinge le persone a intraprendere viaggi sempre più pericolosi. Chiediamo che vengano incrementati i percorsi sicuri e legali di accesso all’UEpiù corridoi umanitari e programmi di reinsediamento per le persone in cerca di protezione, introduzione di visti umanitari; aggiornamento del codice dei visti in modo da rendere più semplice ottenere visti per studio, lavoro e ricerca lavoro; semplificare i ricongiungimenti familiari e ampliare la platea di chi può accedervi.

Favorevoli: Movimento 5 Stelle, Alleanza Verdi-Sinistra, PD, Pace Terra e Dignità, Stati Uniti d’Europa, Azione.

Contrari: Lega, Fratelli d’Italia.

Non si esprimono: Forza Italia.

STOP ALL’USO DELLA DETENZIONE AMMINISTRATIVA

Migliaia di persone, inclusi minori, vengono detenute senza aver commesso alcun reato, se non quello di attraversare un confine per cercare protezione o una vita migliore. Il ricorso alla detenzione amministrativa è destinato a diventare la norma con l’entrata in vigore del nuovo Patto europeo su migrazione e asilo, che introduce l’uso generalizzato delle procedure di frontiera. La privazione della libertà personale è una pratica disumanizzante, che causa gravi danni alla salute mentale e fisica delle persone. Crediamo in un’Europa che riconosca la libertà come un diritto fondamentale. Chiediamo che si ponga fine all’utilizzo della detenzione amministrativa in ambito migratorio, che si chiudano i CPR e che siano introdotte misure alternative al trattenimento.

Favorevoli: Movimento 5 Stelle, Alleanza Verdi-Sinistra, PD, Pace Terra e Dignità.

Contrari: Lega, Fratelli d’Italia, Forza Italia.

Non si esprimono: Stati Uniti d’Europa, Azione.

PIENO RISPETTO DEL DIRITTO DI ASILO

Crediamo che le politiche migratorie europee non possano prescindere dalla tutela dei diritti fondamentali, a partire dal diritto di asilo. Il ricorso diffuso alle procedure accelerate di frontiera, che impongono un esame sommario delle domande di asilo, basato principalmente sulla provenienza geografica delle persone, è una seria minaccia al pieno esercizio del diritto di asilo e rischia di causare respingimenti verso Paesi non sicuri. Chiediamo che la procedura ordinaria di esame della domanda di asilo, che prevede l’accesso al territorio e accoglienza, torni ad essere la norma e che l’uso di procedure speciali sia limitato a pochi casi previsti dalla legge. Vogliamo anche che il Parlamento europeo segua da vicino l’implementazione delle procedure alle frontiere e denunci le violazioni delle leggi e dei valori dell’UE.

Favorevoli: Movimento 5 Stelle, Alleanza Verdi-Sinistra, PD, Pace Terra e Dignità, Stati Uniti d’Europa.

Contrari: Lega, Fratelli d’Italia, Forza Italia.

Non si esprimono: Azione.

NO ALLE POLITICHE DI ESTERNALIZZAZIONE

Negli ultimi anni, l’Unione europea ha di fatto delegato a Paesi extra-UE la gestione dei flussi migratori e la responsabilità di proteggere chi chiede asilo. È la cosiddetta politica di esternalizzazione, realizzata in due modi: attraverso accordi con Stati che il più delle volte non rispettano i diritti umani – Libia, Tunisia, Egitto, Mauritania – e con un uso esteso del concetto di Paese terzo “sicuro”, che permette di respingere le persone richiedenti asilo verso Paesi che sicuri non sono. Vogliamo la fine di questa deriva e chiediamo al nuovo Parlamento europeo di vigilare, in modo critico, sugli accordi già stipulati dall’Unione europea con Paesi terzi, in modo da garantire il rispetto dei diritti fondamentali. Chiediamo, inoltre, che gli aiuti allo sviluppo e il sostegno economico a Paesi terzi da parte dell’UE non siano più subordinati al loro impegno nel contrastare i flussi migratori.

Favorevoli: Alleanza Verdi-Sinistra, PD, Pace Terra e Dignità, Stati Uniti d’Europa.

Contrari: Lega, Fratelli d’Italia, Forza Italia.

Non si esprimono: Azione, Movimento 5 Stelle.

STOP ALLA MILITARIZZAZIONE DEI CONFINI

Le frontiere europee sono diventate sempre di più luoghi di violenze e abusi, anche a causa dell’operato dell’Agenzia europea della guardia di frontiera e costiera, meglio nota come Frontex. Chiediamo che Frontex venga profondamente riformata, rivedendo il suo mandato, assicurando trasparenza nella gestione dei fondi e nelle sue missioni, pieno rispetto dei diritti umani e del diritto di asilo nell’esercizio delle sue attività e meccanismi chiari di accertamento delle responsabilità nella catena di comando.

Favorevoli: Alleanza Verdi-Sinistra, Stati Uniti d’Europa.

Contrari: Lega, Fratelli d’Italia, Forza Italia, Azione.

Non si esprimono: PD, Pace Terra e Dignità, Movimento 5 Stelle.

CREAZIONE DI UNA MISSIONE EUROPEA DI RICERCA E SOCCORSO

Il Mediterraneo continua ad essere la rotta migratoria più letale al mondo, con almeno 3.129 morti e dispersi nel solo 2023. Salvare vite umane è un dovere morale, oltre che un obbligo derivante dal diritto internazionale. A luglio del 2023, Il Parlamento europeo si è espresso a favore della creazione di una missione di salvataggio europea. Chiediamo che, nella nuova legislatura, questo proposito diventi un impegno concreto che porti all’istituzione di un’operazione di ricerca e soccorso nel Mediterraneo coordinata e finanziata dall’UE.

Favorevoli: PD, Alleanza Verdi-Sinistra, Stati Uniti d’Europa, Movimento 5 Stelle, Azione.

Contrari: Lega, Fratelli d’Italia, Forza Italia.

Non si esprimono: Pace Terra e Dignità.

INVESTIMENTO NELL’ACCOGLIENZA E NELL’INCLUSIONE

Le politiche migratorie europee sono quasi esclusivamente focalizzate sul controllo delle frontiere e su un approccio securitario ed emergenziale. Crediamo sia fondamentale, invece, investire in un sistema di accoglienza a misura d’uomo, basato su centri di piccole dimensioni integrati nei territori, in cui le persone non siano più relegate al ruolo di passivi beneficiari. Desideriamo politiche che favoriscano l’inclusione delle persone migranti e rifugiate all’interno delle comunità, promuovendo il loro protagonismo e quello della società civile. Chiediamo che vengano introdotte nuove misure che facilitino un’accoglienza comunitaria, attraverso un coinvolgimento dei cittadini e delle cittadine, potenziando i cosiddetti programmi community-based.

Favorevoli: Movimento 5 Stelle, Alleanza Verdi-Sinistra, PD, Pace Terra e Dignità, Stati Uniti d’Europa, Azione.

Contrari: Lega, Fratelli d’Italia.

Non si esprimono: Forza Italia.


A Bologna la tappa conclusiva della Road Map per il diritto d’asilo

Si concluderà il prossimo 4 maggio con una grande assemblea nazionale a Bologna, che si terrà nella Sala Casa di Quartiere Katia Bertasi, patrocinata dal comune felsineo,  la Road Map per il diritto d’asilo e la libertà di movimento promossa da nove organizzazioni:  il Forum per Cambiare l’Ordine delle Cose, Coordinamento Nazionale Comunità di Accoglienza (CNCA), Rivolti ai Balcani, Europasilo, Italy must act, Refugees Welcome Italia, Mediterranea Saving Humans, Rete comunità solidali, e Stop Border Violence. 

I testi di riforma sul diritto d’asilo connessi al Patto UE su immigrazione e asilo e le politiche italiane che in gran parte ne hanno costituito una sperimentazione determinano un grave arretramento nel sistema di protezione dei diritti umani nel nostro continente. Ma non ci basta solo denunciare le conseguenze nefaste delle politiche europee e italiane, vogliamo agire per modificare queste nuove norme, iniziando dal nuovo Parlamento Europeo che sarà eletto a giugno e che deve essere in grado di invertire la pericolosa direzione di marcia.

Negli ultimi sei mesi, da Caserta a Cosenza e Lamezia Terme, da l’Aquila a Firenze, Reggio Emilia, Roma, Milano, Taranto, Varese, Urbino, solo per citare alcune delle città che sono state toccate dalla Road Map, attivisti e attiviste, associazioni, operatori, legali e giuristi, hanno contribuito in diversi incontri e gruppi di lavoro, a rendere una giusta informazione verso le comunità locali: sulle drammatiche conseguenze di questo nuovo patto europeo che considera le migrazioni come un processo ulteriormente da criminalizzare. 

È stato un lungo percorso portato avanti dal basso verso l’alto, attraverso cui le organizzazioni hanno portato la propria voce e quella dei migranti al mondo politico istituzionale, sia all’assemblea organizzata dal partito democratico lo scorso gennaio, invitando gli eurodeputati di quel partito a non votare un Patto che è possibile sintetizzare con tre parole: «respingere, trattenere, detenere», sia a Bruxelles, dove una delegazione della rete ha incontrato alcuni europarlamentari, e consegnato una lettera pubblica prima del voto invitandoli a non votare. 

Ora, a Bologna, i risultati di questa interlocuzione con le forze parlamentari, le istanze e gli esiti emersi nelle varie tappe della Road Map, saranno discussi in una grande assemblea, il 4 maggio, un passo ulteriore per riportare all’interno dei confini dell’Europa i suoi valori fondanti: democrazia, libertà, uguaglianza. La scala è gettata. 

Il programma della giornata è disponibile qui


Refugees Welcome Italia alla Biennale di Venezia

RWI è partner del progetto Journey of labels, realizzato dal collettivo artistico Food of War in collaborazione con la fondazione Art Connection, che verrà presentato alla prossima Biennale di Venezia, il cui tema è Stranieri Ovunque – Foreigners everywhere. Si tratta di una performance che si svolge in diversi luoghi di Venezia per sfidare i pregiudizi sulla migrazione e l’identità in un mondo in costante cambiamento. 

Nell’ambito di questa partnership, partecipiamo a due attività. Il 17 aprile, alcune persone rifugiate e migranti della nostra community, fra cui Kaba Mohamed, membro del Direttivo della nostra associazione, sono state protagoniste di una performance di poesia all’aperto, attraverso la quale hanno raccontato la loro personale esperienza migratoria. Il 20 aprile, il giorno dell’inaugurazione della Biennale, parteciperemo alla performance in movimento Migration public poem. 


Al via i nuovi progetti AMIF che coinvolgono Refugees Welcome

In queste ultime settimane sono ufficialmente partiti i due nuovi progetti europei di cui Refugees Welcome Italia è partner, finanziati nell’ambito del fondo AMIF (Asylum, Migration and Integration Fund).

Il primo si intitola HOUSE (Housing: to Overcome Unstable Situation in Europe) ed è finalizzato a promuovere l’adozione di nuove soluzione abitative per le persone migranti e rifugiate, attraverso la collaborazione e il coinvolgimento società civile, delle istituzioni e delle comunità della diaspora, nell’ambito del potenziamento del community sponsorship.

Refugees Welcome Italia lavorerà nel territorio di Ravenna insieme al Comune della città, con il quale ha già da anni creato lo strumento dell’Albo delle famiglie accoglienti proprio per facilitare la partecipazione dei cittadini e delle cittadine nei percorsi di inclusione delle persone migranti e rifugiate. L’Albo sarà, inoltre, una delle migliori pratiche che verranno condivise nell’ambito del progetto, che coinvolge 10 partner di 6 paesi europei (oltre all’Italia, Grecia, Slovenia, Portogallo, Irlanda, Ungheria).

Nel mese di marzo è anche partito ad Atene l’altro progetto europeo Res Move, che durerà tre anni e coinvolgerà il territorio di Roma. Insieme ad organizzazioni di altri otto paesi europei – Francia, Cipro, Grecia, Slovenia, Svezia, Olanda, Germania, Spagna – lavoreremo per creare una rete di coworking che siano inclusivi e aperti alle persone con background migratorio. Le attività del 2024 prevedono una fase di ricerca, desk e sul campo, finalizzata a mappare gli spazi di coworking e ad intervistare persone esperte del settore.


Tavolo Asilo: chiudere i CPR

Il Tavolo Asilo e Immigrazione (TAI) è la principale coalizione della società civile italiana impegnata nella promozione e tutela dei diritti delle persone di origine straniera, con più di 40 aderenti.

Anche a seguito dei più recenti incidenti avvenuti nei CPR italiani e del rilancio dello strumento della detenzione amministrativa sia a livello nazionale che nell’UE, con la recente approvazione del Patto Europeo Migrazioni e Asilo, la coalizione ha deciso, in accordo con i/le parlamentari del Gruppo di Contatto, che fanno capo ai partiti di opposizione (PD, Movimento 5Stelle, Verdi e Sinistra Italiana, +Europa) e dei/delle Consiglieri/e regionali degli stessi gruppi, di organizzare una visita di monitoraggio in tutti gli 8 CPR attivi: Gradisca d’Isonzo (Gorizia), Macomer (Nuoro), Milano, Roma, Palazzo San Gervasio (Potenza), Bari, Restinco (Brindisi), Caltanissetta.

Le visite, alle quali erano presenti rappresentanti di numerose organizzazioni aderenti al TAI, in presenza di medici, avvocati e mediatori linguistici, sono state effettuate tutte a partire dalle 11 di lunedì 15 aprile 2024 e hanno da subito rivelato una difformità di comportamento da parte delle Prefetture.
Nei CPR di Milano, Caltanissetta, Roma, Bari, Brindisi e Palazzo San Gervasio i/le parlamentari e/o i/le consiglieri/e regionali sono entrati, in alcuni casi dopo alcune resistenze iniziali, con delegazioni più o meno numerose del TAI e di altre organizzazioni locali.
A Macomer ai rappresentanti della società civile è stato impedito di entrare mentre a Gradisca d’Isonzo, dopo l’accesso iniziale consentito anche ai rappresentanti della società civile, agli stessi è stato intimato di lasciare la struttura. Al di là dell’aspetto igienico e sanitario, carente quasi ovunque, si riscontrano criticità strutturali che confermano la necessità di chiudere questi luoghi di detenzione amministrativa dove, persone che non hanno commesso alcun reato, vengono detenute in assenza dei fondamentali diritti garantiti alle persone private della libertà in Italia.
I risultati del monitoraggio sono stati presentati mercoledì 17 aprile a Roma durante una conferenza stampa a cui hanno partecipato alcune organizzazioni del Tavolo Asilo e Immigrazione insieme ai parlamentari che hanno promosso la missione,Susanna Camusso (PD), Matteo Orfini (PD), Rachele Scarpa (PD), Paolo Ciani (Demos).

Il dossier è consultabile a questo link


Il Patto europeo su migrazione è la fine del diritto di asilo

Oggi il Parlamento europeo ha approvato, in plenaria, il Patto europeo su migrazione e asilo, dando il via alla nuova legislazione in materia che, di fatto, cancella il diritto di asilo così come lo abbiamo conosciuto sino ad oggi. La Commissaria UE agli Affari Interni Johansson ha detto che se il Patto non fosse stato approvato, a pagarne il prezzo sarebbero stati degli essere umani. È esattamente il contrario: le nuove regole causeranno solo più sofferenza. Chi chiederà asilo in Europa non avrà più alcun diritto effettivo all’esame pieno della domanda di protezione internazionale, e potrà essere sistematicamente detenuto alle frontiere esterne dell’Unione. 

L’accordo è l’ennesima riproposizione di un approccio securitario da “fortezza Europa” che ha ampiamente dimostrato di essere fallimentare. Invece di introdurre soluzioni in grado di garantire una maggiore protezione alle persone in fuga da conflitti e persecuzioni, questo patto dà vita ad un sistema disumano, costoso e inefficace, che lascia irrisolte le questioni critiche, con un impatto devastante sui diritti umani. L’UE ha deciso di istituzionalizzare modello già applicato nelle isole greche.

Il nuovo Patto prevede infatti l’uso generalizzato di procedure accelerate, sommarie, fondate sulla provenienza geografica e non sulla storia individuale delle persone, aumentando il rischio di un esame approssimativo delle richieste di asilo e di respingimenti. Molte di queste procedure si svolgeranno alle frontiere, in un regime di detenzione. Migliaia di persone, incluse famiglie con minori, rischiano di essere trattenute in quelli che sono di fatto centri di detenzione situati nei pressi dei confini dei Paesi membri.

La nuova legislazione include anche il rafforzamento delle politiche di esternalizzazione con il coinvolgimento nella gestione dei flussi migratori di Paesi terzi, l’espansione della controversa nozione di “Paese terzo sicuro” che consentirà di rimpatriare forzatamente le persone in paesi che sicuri non sono,  l’uso della  profilazione razziale. Allo stesso tempo, il Regolamento di Dublino non viene modificato e rimane in vigore il principio secondo cui il primo Paese di arrivo è quello responsabile di esaminare le richieste di asilo. È prevista una forma di solidarietà che si fonda unicamente sul versamento di contributi economici a favore degli Stati posti alle frontiere esterne, che verranno tuttavia utilizzati per finanziare l’esternalizzazione dell’asilo e delle migrazioni.  Oltre ad essere disumano e lesivo dei diritti dei diritti dei migranti e dei richiedenti asilo, il Patto è particolarmente oneroso per gli Stati di frontiere, come l’Italia, che dovranno investire, in pochissimi anni, ingenti risorse economiche per creare un sistema di detenzione generalizzata, diventando una sorta di “Paesi hotspot” dove trattenere il maggior numero possibile di richiedenti asilo e occuparsi della loro accoglienza, dell’esame delle domande, delle controversie e degli eventuali rimpatri.

“L’approvazione del Patto migrazione e asilo è un momento buio per l’Europa e per lo stato di diritto. Il sostanziale svuotamento del diritto di asilo segna un punto di non ritorno, dando vita ad un sistema di abusi e sofferenza che lascia irrisolte le questioni di fondo. I paesi europei alle frontiere rischiano di diventare dei grandi centri di detenzione per persone che non hanno commesso nessun reato, se non quello di cercare protezione e una vita migliore. Avremmo voluto una politica europea in materia di migrazione in grado di promuovere la solidarietà fra gli Stati membri e verso chi arriva in Europa. In questa nuova legislazione non c’è nulla di tutto questo. C’è solo il tradimento dei valori fondanti dell’Unione europea”, afferma Sara Consolato di Refugees Welcome Italia.

Per un esame approfondito del Patto, leggi questo documento 


La città accogliente. L’esperienza di Padova delle famiglie accoglienti

Un incontro pubblico sul tema dell’accoglienza con un’analisi dell’esperienza delle famiglie accoglienti coinvolte nel progetto Liberi di volare e del ruolo costruttivo dei cittadini, cittadine e persone migrantie rifugiate nella comunità.

La presentazione dell’evento, promosso e realizzato dal settore Servizi sociali del Comune di Padova, con Refugees Welcome Italia e Cooperativa sociale Orizzonti, in conferenza stampa: lunedì 8 aprile 2024, ore 12:00, sala Giulio Bresciani Alvarez – Palazzo Moroni

intervengono: Margherita Colonnello, assessora al Sociale; Luca Lendaro e Fabiana Musicco per Refugees Welcome Italia.


Call to action: non votate il Patto

Il 10 aprile il Patto europeo migrazioni e asilo approda al Parlamento europeo per il voto finale. Questo accordo non affronta le sfide migratorie e viola i diritti umani e la dignità delle persone, con l’uso generalizzato della detenzione, rimpatri verso Paesi terzi non sicuri e pericolosi accordi per esternalizzare il controllo delle frontiere. Se approvato, il Patto causerà ulteriori sofferenze a chi è in cerca di protezione.

Crediamo in una politica migratoria che rispetti il diritto internazionale e che promuova la solidarietà verso le persone migranti e fra gli Stati membri.

La Rete “Road Map per il Diritto D’Asilo e la Libertà di Movimento” ha diffuso una lettera aperta rivolta ai parlamentari e alle parlamentari europei, per chiedere di non votare il documento, che ha raccolto centinaia di adesioni.

Ora facciamo in modo che il messaggio arrivi chiaro e forte!

Vi chiediamo di agire. La nostra voce e il nostro disaccordo devono arrivare al Parlamento Europeo affinché il Patto non venga approvato.

Come puoi aiutare?

Diffondi questa call to action tra i tuoi contatti e sui social network per aumentare la consapevolezza su questo importante problema.

Invia un’e-mail attraverso il link in basso ai/alle europarlamentari per esprimere la tua preoccupazione e per condividere la lettera aperta.

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Attenzione: questo link funziona prevalentemente da smartphone e non sarà possibile attivarlo con tutti i client di posta. Se non riesci con il programma di invio automatico, puoi inviare una mail copiando questo testo all’indirizzario indicato in questo link.