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Corridoi umanitari: al via progetto che coinvolgerà RWI

Al via un nuovo progetto realizzato grazie al Fondo asilo migrazione e integrazione (AMIF) della Commissione europea per promuovere i corridoi umanitari. Coordinato dalla Federazione delle Chiese Evangeliche in Italia, l’iniziativa, il cui nome in inglese è Complementary Pathways Network, coinvolge 14 partner, fra cui Refugees Welcome Italia, da 7 Stati membri ed è la prima di questo tipo a livello europeo.

Il progetto inizierà tra alcuni mesi, a gennaio 2022 e terminerà nel 2024. Nel primo anno, in particolare, si terranno incontri e formazione, momenti di preparazione e valutazione della metodologia da applicare nel corso del triennio. Saranno 130 le persone beneficiarie del sistema complessivo di accoglienza, di cui 85 in Italia. I voli saranno gestiti da Open Arms, organizzazione non governativa. Oltre alla FCEI capofila del progetto, gli altri partner partecipanti al progetto sono la Churches Commission for Migrants in Europea (la Commissione delle chiese per i migranti o CCME, con sede a Bruxelles), la spagnola Pro-Activa Open Arms, l’associazione italiana Frantz Fanon, il Forum Réfugiés – Cosi (Francia), Refugees Welcome ItaliaMosaico – Azioni per i rifugiati, sempre dall’Italia, la chiesa evangelica della Westfalia (Germania), Fondation Migration Policy Institute Europe (Belgio), Intersos (Italia), Fons català de cooperaciò al desenvolupament (Spagna)Justice and Peace Netherlands (Paesi Bassi), Reset Communities and Refugees Ltd (UK) e l’UNHCR.

Le organizzazioni, come spiegano i promotori, si impegneranno, nel breve periodo, a coordinare canali migratori nuovi e già esistenti per persone con necessità di protezione internazionale; scambiare buone prassi da modelli, esperienze e contesti differenti; sviluppare un processo di matching strutturato che tenga in considerazione non solo i bisogni di protezione ma anche legami geografici e familiari, competenze e potenziale di integrazione; sviluppare strumenti comuni e standard qualitativi rispetto all’orientamento pre-partenza, accoglienza e supporto post-arrivo. Nel medio periodo gli obiettivi sono quello di supportare il capacity building per le comunità coinvolte nell’accoglienza e mettere a disposizione 130 ulteriori possibilità di ingresso per persone in transito attraverso la Rotta del Mediterraneo Centrale, grazie l’espansione di vie d’accesso esistenti e creazione di nuove. Infine, nel lungo periodo: “monitorare, valutare, imparare e condividere attraverso il dialogo, materiali e opportunità strutturate di scambio; fornire le basi per una continua attività di advocacy per l’espansione di vie legali di ingresso”.

Il progetto intende riconoscere e valorizzare il patrimonio emergente delle vie complementari di accesso, ed il potenziale dei differenti canali di ingresso legali implementati in vari Stati membri, sviluppando un vero e proprio sistema organico interconnesso e non solo tanti sistemi affiancati. Il suo approccio multilaterale fornirà un modello pilota per l’Europa, al quale potranno contribuire numerosi paesi e programmi differenti, un sistema rafforzato attraverso uno scambio continuo di risorse e insegnamenti.

Se il bisogno di protezione internazionale è il presupposto iniziale del progetto, i partecipanti verranno valutati attraverso una lente più ampia, che consideri i loro legami familiari, amicali, le loro conoscenze pregresse, le loro aspirazioni e opportunità di inserimento sociale e professionale. In questo modo i partecipanti potranno essere indirizzati verso il programma e il territorio che maggiormente permetterà di massimizzare il loro potenziale e facilitare il loro percorso di integrazione.

Il progetto faciliterà poi la frequenza a percorsi scolastici e accademici, favorirà opportunità di ricongiungimento familiare, espanderà le opportunità di ingresso per ragioni umanitarie e supporterà programmi di community sponsorship nuovi o già esistenti. Il lavoro in rete permetterà di tessere forti rapporti di collaborazione tra differenti stakeholders come, ad esempio, Comuni, organizzazione della diaspora, organizzazioni di stampo religioso, ONG, organizzazioni internazionali e mondo accademico”. All’intero dell’iniziativa, il ruolo di Refugees Welcome sarà quello di costruire una rete di mentori, ossia cittadini volontari che staranno al fianco dei neo-arrivati, sostenendoli nel loro percorso di inclusione. Per alcuni di loro, sarà prevista anche la possibilità di essere accolti in famiglia.

 

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