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Un compleanno per sentirsi a casa

Eric è un giovane ragazzo del Madagascar, con alle spalle una storia diversa rispetto a quella della maggior parte di suoi coetanei che arrivano in Italia ancora minorenni, senza la propria famiglia. Ha lasciato il suo paese a 17 anni per poter completare la sua istruzione ed è entrato in Italia con un visto per motivi di studio. “Ho avuto la possibilità di venire in Europa in modo sicuro, a differenza di molti ragazzi della mia età che sono costretti a rischiare la vita e a vivere esperienze traumatiche lungo il viaggio. Sono stato fortunato”, racconta il ragazzo. “Le difficoltà da affrontare, una volta arrivati in un Paese nuovo, credo siano comuni a tutti. Nel mio caso, l’ostacolo principale è stato il senso di solitudine e di isolamento rispetto all’ambiente che mi circondava. Avevo bisogno di un punto di riferimento qui a Roma perché, nonostante frequentassi persone della comunità malgascia, mi sentivo ancora straniero”. Per questo, una volta venuto a conoscenza del progetto Fianco a Fianco, lanciato nel 2019 da UNICEF e Refugees Welcome, Eric ha deciso di partecipare. “Ho visto un post su Facebook e mi ha molto colpito perché è raro trovare sui social network proposte rivolte a ragazzi e ragazze migranti. Mi sono riconosciuto nella descrizione del progetto e ho pensato che poteva essere una risposta a quello che stavo cercando”.

E così che Eric ha conosciuto Valentina, la sua mentore. “Cercavo una opportunità per fare qualcosa di concreto a fianco di ragazzi e ragazze migranti. Mi è piaciuta l’idea di poter costruire un rapporto di amicizia: lavorando tutto il giorno, non ho tanto tempo a disposizione, ma ho pensato di poter comunque coinvolgere il mio mentee nella mia vita sociale”, racconta Valentina. Il primo incontro fra i due, avvenuto alla presenza degli attivisti di Refugees Welcome Italia, è stato positivo per entrambi. “Sono di natura timido e quel giorno ero un pò intimorito, perché è un pò come essere sotto esame, ma Valentina ha rotto subito il ghiaccio con la sua simpatia” ricorda il ragazzo. Gli fa eco Valentina: “anche io mi sentivo sotto osservazione ed ero un pò preoccupata dal dover fare subito una buona prima impressione. Appena l’ho visto, mi ha colpito subito la sua dolcezza. Per vincere la sua reticenza ho giocato la carta dell’ironia, che è stata vincente. Abbiamo subito trovato un canale di comunicazione e da lì è stato tutto semplice”.

Festeggiare il mio compleanno con Valentina e la sua famiglia, è stato per me un bellissimo momento, un passo importante del mio percorso qui in Italia. Mi sono sentito davvero parte di questo Paese.

Eric
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A distanza di sei mesi, la loro relazione procede molto bene: fra i due è nata una bella amicizia basata sulla condivisione di momenti di svago e sull’ascolto reciproco. “Avevo bisogno di costruire delle relazioni con persone italiane, era questo che cercavo e l’ho trovato grazie al progetto Fianco a Fianco. Spesso si sottovaluta questo aspetto: anche se fondamentali, avere un lavoro e una casa da soli non bastano. I rapporti personali fanno la differenza fra il vivere in un posto e sentire di farne davvero parte”, dice il giovane.

“Ho introdotto Eric nel mio gruppo di amici, che si sono mostrati subito aperti e accoglienti nei suoi confronti. Facciamo delle cose insieme: cene, aperitivi, mostre. Questa estate ha trascorso anche alcuni giorni al mare con noi. Entrambi amiamo la fotografia e coltiviamo questa passione. Il nostro è stato un incastro che ha funzionato”. Uno dei compiti degli attivisti di Refugees Welcome Italia all’interno del progetto è proprio quello di studiare l’abbinamento mentore e mentee, sulla base delle caratteristiche e dello stile di vita di entrambi, in modo da individuare il “matching” migliore.

Uno dei momenti di condivisione più significativi di questi mesi è stata la festa di compleanno per Eric. “È venuto a casa mia e abbiamo cucinato insieme tutto il pomeriggio per preparare il cibo. Eric ha diretto i lavori in cucina e ci ha insegnato a preparare il pollo al curry, gli involtini e la torta. Poi sono arrivati i miei amici a festeggiarlo: abbiamo mangiato e giocato a Monopoli fino a sera tarda. È stato molto bello”, ricorda Valentina. Per la prima volta nella mia vita ho celebrato il mio compleanno due volte: la mattina i miei coinquilini del Madagascar hanno preparato una festa a sorpresa per me, poi, la sera, ho festeggiato con la mia comitiva italiana. Valentina mi ha regalato un corso di cucina thailandese, perché sa che mi piace molto cucinare e sperimentare nuove ricette. Alcune lezioni le seguiremo insieme, non vedo l’ora”.

Questa esperienza mi ha insegnato che, nonostante le differenze culturali, linguistiche, di percorsi di vita, c’è sempre una base comune su cui costruire la comprensione e la conoscenza dell’altro: l’umanità.

Valentina
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Anche se fondamentali, avere un lavoro e una casa da soli non bastano. I rapporti personali fanno la differenza fra il vivere in un posto e sentire di farne davvero parte.

Eric

Al momento, Eric lavora di sera assistendo una persona anziana, mentre il pomeriggio frequenta un corso per diventare operatore socio-sanitario. “Mi piace la scuola che seguo,  ma è un pò difficile, ci sono molte parole nuove, che non ho mai sentito. Non è proprio quello che avrei voluto fare nella vita, ma è un modo per trovare un lavoro stabile e qualificato. Valentina mi è stata molto d’aiuto a mettere a fuoco il mio progetto: mi ha spronato a continuare la mia formazione per poter avere migliori opportunità, ma, allo stesso tempo, mi incoraggia a coltivare le mie passioni, come la fotografia e la cucina”, afferma il ragazzo. “Cerco di sostenerlo nelle sue scelte a lungo termine, perché mi auguro che possa trovare la sua strada professionale, senza abbandonare le cose che ama. Eric è un ragazzo dalla sensibilità spiccata, che esprime attraverso la creatività in cucina e nella fotografia”.

I sei mesi di durata formale del progetto sono quasi terminati ed è tempo di bilanci: “può sembrare banale, ma questa esperienza mi ha insegnato che, nonostante le differenze culturali, linguistiche, di percorsi di vita, c’è sempre una base comune su cui costruire la comprensione e la conoscenza dell’altro: l’umanità. Qualunque cosa succeda, spero di non perdere questo rapporto. Mi piacerebbe un giorno andare in Madagascar insieme”, afferma Valentina. “È bello avere l’opportunità di conoscere il Paese che ti ospita attraverso gli occhi e il modo di vivere di chi è nato e cresciuto qui. Non so cosa mi riserverà il futuro, ma Valentina è ormai parte della mia famiglia”, conclude Eric.



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