L'impegno di Moussa.

Moussa ha 30 anni e viene dalla Costa d'Avorio. Come molti, prima di arrivare in Italia, ha affrontato un viaggio lungo e pericoloso che lo ha portato ad attraversare diversi paesi e anche il deserto. Poi c'è stato l'inferno libico, da cui è riuscito a scappare nell'unico modo possibile, salendo su un barcone a attraversando il Mediterraneo.

Moussa è così arrivato in Sicilia e poi nel milanese. Dopo aver ottenuto lo status di rifugiato, è entrato nel nostro progetto di accoglienza in famiglia. Ha vissuto per sei mesi con Daniele e Valentina, una coppia di Milano. Una esperienza molto positiva che ha anche ispirato la graphic novel Emigrania, scritta da Daniele stesso e illustrata da Alessandro Cripsta, che racconta il viaggio di Moussa dal suo paese all'Italia.

Moussa oggi vive da solo e, prima dell'inizio dell'emergenza sanitaria, lavorava in un ristorante come cuoco. Come tutti ora è in quarantena e non sta lavorando perché il ristorante è chiuso. Ha deciso di utilizzare il tempo a disposizione per dare una mano al suo Comune di residenza, Novate Milanese, che organizza consegne a domicilio per le persone più in difficoltà. Indossati mascherina e guanti, si è messo subito a disposizione!

"È un modo per sostenere il Paese che mi ha accolto, la piccola città in cui vivo e che considero casa. Fratellanza, comprensione, solidarietà. Aiutandoci a vicenda ce la faremo".

 


Emergenza sanitaria: proteggere chi una casa non ce l'ha

La situazione a Roma continua ad essere di assoluta emergenza per quanti si trovano senza dimora. Si tratta di circa 8 mila persone.
Per questa ragione, assieme ad altre organizzazioni attive sul territorio di Roma, torniamo a scrivere alle autorità capitoline per richiedere interventi che tempestivamente possano dare risposte a bisogni sempre più urgenti. L’appello si rivolge nuovamente alla Sindaca di Roma Virginia Raggi, alla Prefetta Gerarda Pantalone, all’Assessora alla Persona, alla Scuola e Comunità solidale Veronica Mammì, al Dipartimento della Protezione
civile di Roma Capitale. Si tratta di un documento programmatico che non solo evidenzia le criticità riscontrante sul territorio capitolino, ma che propone iniziative percorribili e sostenibili a tutela sia dei professionisti che dei volontari che offrono servizio in favore di queste persone.
Crediamo sia necessario organizzare un incontro con le diverse istituzioni competenti (Comune di Roma Capitale, Dipartimento per le Politiche Sociali, Municipi, Prefettura, Aziende Sanitarie Locali – ASL) non solo per garantire scambio di informazioni, ma soprattutto per programmare azioni comuni di tutela per queste categorie vulnerabili, anche grazie all’istituzione di una cabina di regia.

Il documento con tutte le proposte è consultabile qui

 


Una nuova casa per Moussa.

Nuova convivenza a Palermo nell’ambito del progetto “Dalle esperienze al modello: l’accoglienza in famiglia come percorso di integrazione”, che ci vede collaborare con il comune per rafforzare la nostra esperienza di accoglienza in città.

Moussa ha 18 anni, viene dalla Guinea Conakri ed è arrivato in Italia da solo, ancora minorenne.

Oltre l’80% dei minorenni non accompagnati che arrivano in Italia ha un’età compresa fra i 16 e i 17 anni. Si tratta, quindi, di adolescenti che, anche dopo il raggiungimento della maggiore età, continuano ad aver bisogno di essere sostenuti nel loro cammino, perché spesso faticano a realizzare il loro potenziale e a mettere in pratica le loro capacità.

Come molti dei ragazzi nella sua situazione, una volta raggiunta la maggiore età ed uscito dal circuito dell'accoglienza, non aveva un posto dove andare. Maurizio e Luciana, con loro figlia Martina, hanno deciso di aprirgli le porte di casa.

Due giorni fa, hanno firmato il patto che ufficializza l'inizio del loro percorso insieme! Un'esperienza che li porterà a conoscersi e a condividere momenti di vita nel corso dei prossimi mesi.

 


Fiorenza e Gallo: al via a Ravenna la nostra prima convivenza

Che carattere avrà? Andremo d’accordo? Come sarà avere di nuovo una persona in casa dopo tutti questi anni?” Sono queste alcune delle domande che si è posta Fiorenza, 68enne, farmacista ravennate, quando ha deciso di ospitare a casa un rifugiato. “Ho visto l’annuncio sui social – racconta la donna – e ho pensato che facesse al caso mio. Sentivo il bisogno di aiutare questi ragazzi”. Ed è così che Fiorenza si iscrive sulla piattaforma di Refugees Welcome Italia, “Quando decido di fare una cosa, la faccio e, poi magari, dopo mi vengono le paure. La titubanza più grande riguardava avere nuovamente qualcuno in casa. Mia figlia Francesca di 39 anni, vive a Ferrara ormai da una ventina d’anni e io nel frattempo mi ero disabituata a convivere, persino a cucinare per qualcun altro”.
Intanto la loro convivenza, la prima nel ravennate, va avanti da un mese. “Gallo non ha molto l’idea del pranzo. Mi ha detto che prima faceva un solo pasto al giorno. Ora torna a casa quasi sempre per mangiare e se non torna, avverte sempre. A tavola con lui scopro l’amore che prova per il Senegal, il suo paese. Mi parla di ricette e di abitudini. Guardando la Tv mi accorgo che ogni tanto si incupisce un po’ quando vede fatti di cronaca legati all’immigrazione, ma io non gli chiedo nulla. È un ragazzo timido e riservato”.
Ancora cinque i mesi, come da contratto, durerà l’accoglienza di Gallo in famiglia. “Del suo arrivo ho avvertito i vicini. Viviamo in una zona residenziale appena fuori dal centro e non volevo che la gente si chiedesse chi fosse questo ragazzo. Qualcuno ha commentato che sono matta. Io, invece, ne sono contenta. Ci confrontiamo molto. Lui mi racconta come vede il mondo. L’altro giorno ero arrabbiata per la politica italiana e mi ha detto: ‘Non ti preoccupare. Salvini può fare quello che vuole. Tanto è Dio a decidere se muori in acqua o se arrivi in Italia!’ Io, che sono sempre stata atea, sono rimasta spiazzata. Spero solo di poterlo aiutare a trovare un lavoro e una casa tutta sua”. E Gallo è proprio a Ravenna che vuole vivere, tornando in Senegal, solo in vacanza. Anche se l’Italia non era nei suoi programmi quella mattina del 2015 quando partì per il Mali. “Cosa vuoi che ti dica? Ho visto un autobus in partenza e l’ho preso, senza sapere dove stesse andando. Dopo un paio di anni in Mali, mi sono spostato in Niger e poi in Libia, dove, come tutti ho vissuto una brutta esperienza. Infine, pagando, sono riuscito a salire su un barcone. Appena messo piede in Italia mi sono sentito al sicuro”.

Dall’isola, Gallo viene trasferito a Bologna, e, appena maggiorenne, entra nello Sprar di Ravenna, dove comincia lo studio della lingua italiana, che parla molto bene, e il tirocinio come operatore del legno. Uscito dal progetto Sprar sopravvive facendo qualche lavoretto come lavapiatti, tuttofare e raccogliendo frutta nei campi. Poi, grazie allo Sportello Immigrati della città, scopre Refugees e incontra Fiorenza. “Appena l’ho conosciuta, ho pensato che sarebbe andata bene. Era troppo simpatica. Io le sono molto grato. Quando ho raccontato della convivenza ai miei genitori in Senegal, mi hanno detto di avere coraggio e di andare avanti. Per me Fiorenza è come un’altra mamma”.

 

B. Gnisci

 


Palermo lancia bando per famiglie accoglienti

Sostieni l’inclusione sociale e il percorso verso l’autonomia di giovani migranti e rifugiati: apri le porte di casa!

Puoi fare un gesto concreto di solidarietà e accogliere un rifugiato a casa tua, nell’ambito del progetto “L’accoglienza in famiglia come percorso di integrazione”, realizzato da Refugees Welcome Italia in partnership con il Comune di Palermo.

L’iniziativa si rivolge a famiglie, coppie, singoli cittadini, gruppi di coinquilini che abbiano i seguenti requisiti:

  • avere una camera libera a casa; 
  • essere disponibili ad ospitare per almeno 6 mesi;
  • abitare a Palermo;
  • godere dei diritti civili e politici ed essere incensurati;
  • avere un’età superiore ai 23 anni

 

Il Comune selezionerà le famiglie con un colloquio motivazionale. L'avviso è aperto per tutto l'anno solare.

Per presentare la propria candidatura è necessario compilare i seguenti documenti  (allegato A, B, C e copia carta di identità) e consegnarli o inviarli al comune di Palermo, secondo le modalità descritte nel bando.

 


"L'accoglienza in famiglia come percorso di integrazione": presentato a Bari il nostro progetto

Lo scorso venerdì, 27 settembre, è stato presentato ufficialmente il programma "Rifugiati in famiglia: l'accoglienza come percorso di integrazione" che ci vede sperimentare il nostro modello di accoglienza in famiglia in collaborazione con il comune di Bari, nell'ambito di un progetto di condivisione di buone pratiche finanziato dal Fondo Asilo Integrazione e Migrazione.

"Il Comune di Bari è da sempre impegnato a promuovere l'accoglienza diffusa. Questo progetto fa parte di questa visione. Il valore aggiunto è la mobilitazione dei cittadini che decidono di fare spazio, nelle loro case e nelle loro vite, ai rifugiati, per accompagnarli nel loro percorso di inclusione sociale. Il Comune sostiene l'iniziativa anche mettendo a disposizione uno sportello informativo che sarà aperto ogni giovedì dalle 15.30 alle 17.30 per chiunque voglia avere informazioni”, ha affermato Francesca Bottalico, Assessore al Welfare del capoluogo pugliese.

“L'esperienza di Refugees Welcome parte dall'intuizione che ci fosse nella società una risorsa inespressa: la cittadinanza che diventa protagonista dei processi di integrazione. E lo fa sia aprendo le porte di casa ad un rifugiato, sia donando il proprio tempo libero per facilitare l'incontro e la relazione fra chi desidera ospitare e chi ha bisogno di una casa. Questo progetto di condivisione di buone pratica è finalizzato a sperimentare in collaborazione con i comuni il nostro modello, per capire se e come può essere modificato e migliorato, ma anche a valutarne l'efficacia, grazie ad un modello di valutazione che sta elaborando l'Università di Tor Vergata", ha proseguito Fabiana Musicco, direttrice di Refugees Welcome Italia.

All'incontro, tenutosi presso la sede del Comune di Bari, hanno partecipato anche due famiglie ospitanti. Ecco le parolee di.. "Sono quasi otto mesi che in famiglia ne stiamo discutendo. Siamo 5 persone.  Abbiamo tutti il desiderio di fare qualcosa che vada al di là delle parole, di dare un segnale e aprirci come famiglia. Sta montando una cultura dell’esclusione e desideriamo fare la nostra piccola parte. La preoccupazione è lecita, ma abbiamo messo in conto che ci potrebbero essere delle difficoltà. Per noi questa esperienza non è solo dare un tetto a chi non lo ha, ma aiutare qualcuno inserirsi nel tessuto sociale".

“Alassane è arrivato a casa nella perplessità generale di parenti ed amici, che poco a poco, imparando a conoscerlo, hanno superato i loro pregiudizi. Non siamo una famiglia del "Mulino Bianco", abbiamo i nostri problemi, ma desideravamo mettere in pratica una idea di solidarietà. Vorremmo aiutare Alassane a promuovere se stesso, a realizzarsi. Per questo, da insegnante, lo incoraggio sempre a leggere, ad approfondire. Ha tutte le carte in regola per arrivare dove vuole", spiega Arcangela, che con suo marito e i figli ha accolto da qualche mese Alassane, 21 anni, del Niger. Il quale racconta: “All'inizio avevo timore di vivere con degli italiani, ma ora è passato. Grazie a questo progetto ho avuto la possibilità di incontrare questa meravigliosa famiglia. E' una bellissima esperienza per me: sto facendo tante cose che avrei sempre voluto fare. Sto studiando, conoscendo nuovi amici. Ora ho delle persone che mi sostengono. Non pensavo che in Italia ci fosse gente così".


AVVISO PUBBLICO PER SELEZIONE PERSONALE FAMI

AVVISO PUBBLICO PER IL CONFERIMENTO MEDIANTE PROCEDURA SELETTIVA COMPARATIVA DI INCARICHI PER N. 7 RESPONSABILI TERRITORIALI E N. 3 ANIMATORI TERRITORIALI DA IMPIEGARE NEL PROGETTO FINANZIATO DAL FONDO ASILO MIGRAZIONE E INTEGRAZIONE (FAMI): "REFUGEES WELCOME ITALIA ONLUS - Dalle esperienze al modello: l’accoglienza in famiglia come percorso di integrazione". PROG 2000 - CUP B24J18000070007.

 

Avviso pubblico per il conferimento di incarichi

Modulo invio candidatura

Errata corrige località

 

Esito selezione Fami 

Refugees Welcome Italia Onlus comunica che le operazioni di selezione per il conferimento degli incarichi per le figure di Responsabili Territoriali e di Animatori territoriali, in riferimento all'Avviso sopra pubblicato, sono state completate dalla Commissione di valutazione il giorno 17 ottobre 2019.

Sono stati individuati i Responsabili territoriali di Palermo, Bari, Macerata, Ravenna, Firenze, Bologna e gli Animatori territoriali di Roma e Palermo.

Per le posizioni di Responsabile territoriale Catania e Animatore territoriale Bari non sono state individuate le candidature idonee.


Palermo apre le porte

Nuova convivenza a Palermo nell'ambito del progetto "Dalle esperienze al modello: l’accoglienza in famiglia come percorso di integrazione”, che ci vede collaborare con il comune per rafforzare la nostra esperienza di accoglienza in città.

Protagonisti di questo nuovo matching sono Marrie e Vittoria.

Marrie ha 19 anni, viene dal Gambia ed è arrivato in Italia da solo, quando ere ancora minorenne. Studia per diventare elettricista all'Istituto Tecnico Vittorio Emanuele III e lavora come cameriere in un albergo. Ha conosciuto altri ragazzi di Palermo ospitati in famiglia e per questo si è deciso anche lui a fare la stessa esperienza, iscrivendosi sul sito di Refugees Welcome Italia. Spera che vivere con delle persone del posto possa aiutarlo a proseguire in serenità il suo percorso di studio e di lavoro.

Grazie alla collaborazione con il Comune, famiglie palermitane possono accogliere rifugiati e i titolari di protezione di età compresa tra  i 19 e i 35 anni, secondo il modello Refuges Welcome Italia.

Possono far domanda di ammissione alla selezione, dando di fatto la disponibilità di una camera da destinare all’ospite e la disponibilità a sostenere la persona per almeno 6 mesi nel suo percorso verso l’autonomia, coppie con o senza figli, singoli cittadini, coinquilini (con età superiore ai 23 anni) e pensionati che dovranno essere domiciliati a Palermo  godere dei diritti civili e politici, non essere stati esclusi dall’elettorato politico attivo e soggetti nei cui confronti NON è stata pronunciata sentenza di condanna passata in giudicato. Per manifestare la propria disponibilità gli interessati dovranno compilare una istanza di partecipazione con una lettera motivazionale, l’autorizzazione al trattamento dei dati e copia di un documento di identità in corso di validità.

Le domande pervenute saranno, successivamente, esaminate da una Commissione costituita dal Garante dell’Infanzia e dell’Adolescenza, da un referente locale di Refugees Welcome Italia e da un referente del Settore Servizi Socio Assistenziali, Area della Cittadinanza Sociale, che procederà per step in modo da rendere agevole il percorso di individuazione delle famiglie, ovvero, con la verifica dei requisiti soggettivi, l’analisi della lettera motivazionale e un colloquio/intervista finale.  I soggetti che avranno superato tutti gli step dovranno partecipare ad un percorso formativo sulle tematiche relative all’accoglienza in famiglia in raccordo con il gruppo locale RWI ed entreranno a fare parte dell’elenco di famiglie RWI. La permanenza all’interno dell’Elenco è subordinata al permanere dei requisiti di accesso. Info, modulistica e dettagli al seguente link: http://www.comune.palermo.it/noticext.php?cat=2&id=23808

 

 

 

 

 


Giornata Mondiale Rifugiato: Palermo lancia bando per famiglie accoglienti

Bando sul sito del Comune: "Palermitani, ecco come accogliere i migranti"

Le famiglie palermitane potranno accogliere rifugiati e i titolari di protezione sul territorio comunale, tra una età compresa tra  i 19 e i 35 anni, secondo il modello Refuges Welcome Italia. E’ questa la sintesi di un avviso che è stato pubblicato oggi in concomitanza con la giornata mondiale del Rifugiato, sul sito istituzionale del Comune di Palermo (www.comune.palermo.it). Infatti, insieme a Roma, Bari, Macerata e Ravenna, il Comune di Palermo è partner del progetto “Dall’esperienza al modello” finanziato dal Ministero dell’Interno, Dipartimento per le Libertà Civili e l’Immigrazione nell’ambito del Fondo FAMI che si propone di ampliare la sperimentazione della metodologia di accoglienza in famiglia, attraverso la validazione scientifica.

Questo progetto di accoglienza si pone in continuità con l’esperienza avviata nel 2017 con la promozione e l’individuazione sul territorio cittadino di “Tutori volontari” per Minori Stranieri non accompagnati, che ha fatto riscontrare una grande risposta da parte della società civile con più di cento domande di candidatura.

Per il sindaco Leoluca Orlando, si tratta di "una straordinaria occasione di conoscenza, scambio, integrazione e solidarietà che viene messa in atto dalle famiglie, evitando che dei rifugiati si occupi solo l'istituzione pubblica. Questo progetto rappresenta la conferma che la scelta dell'Amministrazione comunale, come già avvenuto con l'Albo dei tutor volontari per minori non accompagnati, è condivisa dai cittadini".

"Potranno far domanda di ammissione alla selezione, dando di fatto la disponibilità di una camera da destinare all’ospite e la disponibilità a sostenere la persona per almeno 6 mesi nel suo percorso verso l’autonomia, coppie con o senza figli, singoli cittadini, coinquilini (con età superiore ai 23 anni) e pensionati che dovranno essere domiciliati a Palermo  godere dei diritti civili e politici, non essere stati esclusi dall’elettorato politico attivo e soggetti nei cui confronti NON è stata pronunciata sentenza di condanna passata in giudicato. Per manifestare la propria disponibilità gli interessati dovranno compilare una istanza di partecipazione con una lettera motivazionale, l’autorizzazione al trattamento dei dati e copia di un documento di identità in corso di validità.

Le domande pervenute saranno, successivamente, esaminate da una Commissione costituita dal Garante dell’Infanzia e dell’Adolescenza, da un referente locale di RWI e da un referente del Settore Servizi Socio Assistenziali, Area della Cittadinanza Sociale, che procederà per step in modo da rendere agevole il percorso di individuazione delle famiglie, ovvero, con la verifica dei requisiti soggettivi, l’analisi della lettera motivazionale e un colloquio/intervista finale.  I soggetti che avranno superato tutti gli step dovranno partecipare ad un percorso formativo sulle tematiche relative all’accoglienza in famiglia in raccordo con il gruppo locale RWI ed entreranno a fare parte dell’elenco di famiglie RWI. La permanenza all’interno dell’Elenco è subordinata al permanere dei requisiti di accesso. Info, modulistica e dettagli al seguente link: http://www.comune.palermo.it/noticext.php?cat=2&id=23808