Giulia e Kaba: conoscersi per andare oltre i luoghi comuni

Abitavo già fuori casa da anni quando Kaba ha iniziato a vivere con i miei genitori, che lo hanno accolto attraverso l’associazione Refugees Welcome Italia. Ci siamo conosciuti via Skype, la prima sera che è arrivato. La mia camera è diventata la sua, mi è piaciuta l’idea che qualcun altro usasse quello spazio per riposare, studiare, ascoltare musica, come facevo io qualche anno fa.

In questi 2 anni, i giorni passati assieme a Kaba non sono stati molti (colpa mia, dovrei tornare a casa più spesso!), ma finalmente quest’anno siamo riusciti a fare una vacanza con tutta la famiglia, e li qualcosa è cambiato.

Prima di quei 7 giorni passati assieme, Kaba per me era un ragazzo che era stato costretto a scappare dal suo paese, la Costa d’Avorio, che era arrivato in Italia, ancora minorenne, con centinaia di altre persone che fuggivano da qualcosa di così terribile da essere preferibile, per loro, rischiare la vita in mare.

Ora, quando penso a Kaba, penso ad un ragazzo di poco più di vent’anni a cui piace pescare e andare in kayak, uscire con gli amici e andare in discoteca. Penso che ha un nipotino che non ha mai visto, ma con cui parla al telefono.

E ho scoperto che il passato che conosco io è solo una piccola parte della sua vita “di prima”. Ho scoperto che ha un fratello gemello, che quando era piccolo aveva una lucertola enorme come animale domestico e che una volta era a caccia con gli amici e ha dormito in una capanna piena di serpenti! E  poi, ancora, penso a quando mi ha spiegato come si fa la pasta cacio e pepe, anche se deve ancora insegnarmi a fare il cous cous!

Senza accorgermene, prima di quei 7 giorni assieme, Kaba per me era soprattutto il suo passato, quello più doloroso. Ora so che la sua vita, passata e presente, è fatta di molte altre cose.

Quando usiamo parole come “rifugiati”, “profughi”, “extra-comunitari”, priviamo le
persone della propria individualità, delle loro storie e della loro umanità.  Non sono più esseri umani,  sono un concetto, una foto sul giornale di visi provati su una barca. Diventa facile voltare pagina, se non si pensa che quei visi appartengono a una persona, a cui piace andare a pescare con gli amici, o che preferisce il dolce al salato.

Kaba per me non è più un simbolo di barche, fughe nel deserto, centri di accoglienza. Kaba è Kaba, e sono felice di aver conosciuto il suo passato, e di fare parte del suo presente e del suo futuro.

Giulia

Condividi:

Refugees Welcome International is looking for a communication advisor

VACANCY: Communication Advisor

TYPE OF CONTRACT: Consultancy

PAY: € 6000 (gross)

LENGHT: from 15/11/18 to 30/05/2019

Refugees Welcome International, the European network founded in 2014 to provide refugees with the opportunity to live in flatshares with locals, is looking for a highly-skilled and motivated communication advisor with a long-standing experience in creating and managing communication campaigns on social issues at  European level. Extensive knowledge about migration-related issues is also an asset.

The person will join the team working on the European project “Communication capacity building”, funded in the framework of the European Programme for Integration and Migration (EPIM). The aim of the project is to support the European network of Refugees Welcome International in developing a common communication strategy at a European level, through capacity building and tutoring activities. The candidate will be in charge of:

  • Analyzing the communications environment and audience needs.
  • Developing a communication strategy  for the Refugees Welcome International Network: identifying key audiences, messages/narratives, channels and activities.
  • Developing integrated media strategies (social media and digital communication).
  • Working with internal communications team members and external consultants to develop communications tools.
  • Providing training to communications team members.

Minimum Qualifications and Professional Experience Required:

Education

  • Degree in mass communication, media studies, journalism, social or political sciences.

Job experience

  • Minimum 5 years of work experience in communications, information, public relations or related industry at European/international level.
  • Extensive experience in developing and managing strategic communications campaigns on social issues.
  • Extensive experience of providing communications advice in a highly political environment and on sensitive issues.

General requirements

  • Excellent command of English, (written, oral, comprehension) including highly developed drafting skills.
  • Excellent computer skills (MS Word, Excel and PowerPoint essential), and experience of working with multimedia tools.
  • Excellent project management skills.
  • Strong analytical, problem solving and organizational skills.

TO APPLY, PLEASE SEND CV ( IN ENGLISH) TO sara.consolato@refugees-welcome.it

DEADLINE: TUESDAY 30TH OF OCTOBER 2018

Condividi:

Decreto immigrazione: misure preoccupanti che segnano un passo indietro

Refugees Welcome Italia esprime forte preoccupazione per le misure previste dal decreto immigrazione in discussione oggi al Consiglio dei Ministri. Ridimensionamento dello Sprar – fiore all’occhiello del sistema di accoglienza italiano – abolizione della protezione umanitaria, esclusione dei richiedenti asilo dai servizi per l’integrazione, incremento dei grandi centri e stretta sulla concessione della cittadinanza: sono alcune delle misure contenute nel provvedimento che, se approvato senza alcuna modifica, ridisegnerà, secondo l’associazione, l’architettura del sistema nazionale di accoglienza in senso negativo.
“Questo decreto” sottolinea Fabiana Musicco, presidente dell’associazione che promuove l’accoglienza in famiglia di rifugiati e titolari di protezione “rappresenta un preoccupante passo indietro. Invece di potenziare il sistema di accoglienza diffusa gestito dagli enti locali, che ha favorito, in questi anni, reali processi di inclusione per richiedenti asilo e titolari di protezione, si sceglie di rafforzare la logica emergenziale dei grandi centri che, oltre a non garantire alcuna integrazione, genera spesso, a causa dei pochi controlli, abusi e malversazioni”.
Ad allarmare Refugees Welcome Italia è soprattutto l’​abolizione della protezione umanitaria,​ un permesso di soggiorno che lo Stato italiano riconosce a coloro che, pur non avendo i requisiti per ottenere la protezione internazionale, presentano comunque delle vulnerabilità tali da richiedere una forma di tutela.
“Nel nostro progetto”, prosegue Musicco, “accogliamo diversi ragazzi con protezione umanitaria e conosciamo bene le loro storie. Sono giovani che hanno subìto abusi e violenze indicibili nei paesi in cui sono transitati per giungere in Italia, specie in Libia. Alcuni, come Samuel o Abdou, sono ex minori non accompagnati, arrivati senza genitori o parenti. Ci sono donne sole, come Blessing, mamma di una bimba di 10 mesi, ma anche vittime di tratta e persone con problemi di salute. Questo tipo di protezione è un modo per tutelarli, per consentirgli di costruirsi una nuova vita in Italia e di non interrompere il percorso di inserimento nel nostro Paese”.
Condividi:

Sfidando l’attuale clima, molti italiani hanno aperto le porte di casa ai rifugiati

”Quando ho scoperto casualmente che esisteva una associazione che dava la possibilità di ospitare un rifugiato, qualcosa è scattato in me. Ascoltando le storie dei minori soli arrivati in Italia, ho sempre pensato: perché non permettere alle famiglie italiane di aiutarli? Così mi sono decisa a farlo io”.

Su AP il racconto di Barbara – che ha aperto le porte di casa a Moriba, arrivato in Italia da minore solo – e dei tanti Italiani che, sfidando il clima attuale, si sono iscritti sul nostro sito per ospitare un rifugiato.

 

Condividi:

“L’accoglienza in famiglia come percorso di integrazione” fra i progetti vincenti del bando FAMI

Siamo molto lieti di annunciare che il nostro progetto “Dall’esperienza al modello: l’accoglienza in famiglia come percorso di integrazione”  è fra i venti interventi ammessi a finanziamento dal Ministero dell’Interno, nell’ambito del FAMI, Fondo asilo, migrazione ed integrazione.

Il progetto, di cui siamo capofila, si propone di estendere e rafforzare il modello di accoglienza in famiglia da noi sperimentato con successo in varie parti di Italia, per favorirne la diffusione in tutto il Paese. In questo percorso, saremo supportati da una grossa rete nazionale di cui fanno parte, in qualità di partner, diverse istituzioni locali – comune di Roma, comune di Palermo, comune di Bari, comune di Macerata, comune di Ravenna – l’Università romana di Tor Vergata, e alcuni operatori del Terzo settore, fra cui Piam, Ciac Onlus, Farsi Prossimo, Coompany, Singa Italia.

 

Condividi:

Refugees Welcome Italia aderisce a #EuropeanSolidarity

 

#EuropeanSolidarity. Una grande mobilitazione nelle piazze europee il 27 giugno per chiedere ai governi  Ue di cambiare il regolamento di Dublino.

 www.europeansolidarity.eu

Anche noi aderiamo a #EuropeanSolidarity, la grande grande mobilitazione europea prevista per il 27 giugno per chiedere ai governi di fare la propria parte sull’accoglienza, cambiare il Regolamento di Dublino e aprire vie legali e sicure d’accesso all’Unione.

È l’iniziativa lanciata da una rete di Ong, organizzazioni europee e personalità attive sui temi dei diritti civili, dell’accoglienza e dell’integrazione, per chiedere ai governi Ue, che prenderanno parte al Consiglio europeo del prossimo 28 giugno, di abbandonare gli egoismi nazionali, modificare il regolamento di Dublino e dare finalmente sostanza al principio di solidarietà su cui è fondata l’Unione europea.

Chiedere asilo in Europa è un diritto, ma regole e politiche ingiuste continuano a far pagare a chi cerca rifugio l’incapacità dei Governi di affrontare sfide comuni con risposte comuni, come successo alle 629 persone bloccate in mare sull’Aquarius – si legge nell’appello che invita alla mobilitazione dei cittadini europei il 27 giugno -. La battaglia per la solidarietà europea non si fa sulla pelle delle persone in mare ma cambiando le regole sbagliate come il Regolamento di Dublino, che lasciano le maggiori responsabilità sui Paesi di Confine. Il Parlamento europeo ha già votato a larga maggioranza per superare l’ingiusto criterio del ‘primo Paese di accesso’ e sostituirlo con un sistema di ricollocamento automatico che valorizza i legami significativi dei richiedenti e impone a tutti i Paesi di fare la propria parte”.

Ai cittadini europei che prenderanno parte alla mobilitazione verrà chiesto di mandare email e tweet ai Capi di Stato e di governo, e di riempire le piazze europee di barchette di carta per chiedere a tutti i Governi, che si riuniscono l’indomani al Consiglio europeo, di fare la propria parte sull’accoglienza. Un simbolo ancor più denso di significato dopo la vicenda Aquarius che ha infiammato il dibattito europeo.

Gli hashtag della mobilitazione sono #EuropeanSolidarity e #changeDublin.

Per prendere parte alla mobilitazione basterà collegarsi al sito web della campagna www.europeansolidarity.eu, attraverso il quale gli aderenti alla mobilitazione potranno indicare la piazza europea dove portare la propria barchetta il 27 giugno, inviare i messaggi ai propri capi di governo e ricevere informazioni logistiche sulla mobilitazione. “Un’altra Europa c’è già, un’Europa che accoglie, aperta e solidale – concludono i promotori della mobilitazione nell’appello – il 27 giugno facciamola vedere”.

La campagna è promossa da:

Organizzazioni: Save the children – Oxfam – Amnesty International Italia – Emergency Onlus – CGIL Nazionale – ARCI nazionale – Tavolo Nazionale Asilo – ASGI – Forum per cambiare l’Ordine delle Cose – Zalab – Train of hope (Wien) – Mediterranean Hope (Programma Rifugiati e Migranti della FCEI) – Comunità di Sant’Egidio – Baobab Experience – ProActiva Open Arms – Caritas Italiana – ACLI nazionale – A buon diritto – EP Progressive Caucus – CIAC ONLUS – Intersos – CIR – MEDU (Medici per i diritti umani) – Fondazione Migrantes – Diaconia Valdese – Rete nazionale Europasilo – I.C.S.(Consorzio Italiano di Solidarietà) – Possibile – Coalizione civica Bologna – GVC – Fondazione Finanza etica – Comitato Giustizia e verità per i nuovi Desaparecidos – Casa dei diritti sociali – ARCS – AOI – Centro sociale “Ex Canapificio” e Movimento Migranti e Rifugiati di Caserta – Osservatorio Solidarietà – ADIF Associazione Diritti e Frontiere – Associazione Laudato Si’ – Casa della carità – Ospiti in arrivo – Progetto Melting Pot Europa – Coalizione Civica Padova – Campagna LasciateCIEntrare – Associazione Soomaaliya Onlus – Gruppo Educhiamoci alla Pace di Bari – Giuristi Democratici – Centro Astalli – GLR Bari (Gruppo lavoro rifugiati) – Camelot – Green Italia – Asilo in Europa – Associazione OPTI’ POBA’ – Fondazione Benvenuti in Italia – Hayat Onlus – Passwork impresa sociale scs Onlus – Januaforum APS – Unica Terra, Ass. di Volontariato Onlus – EquaMente – Ass. Culturale e di Solidarietà – Ass. culturale “Le Seppie” – Ass. culturale Lottodognimese Padova – Concord Italia – Oxfam Italia – Medici Senza Frontiere Italia – GiulioSiamoNoi – Ass. Culturale eralavò – Agedo Puglia sez. Bari – Refugees Welcome Italia Onlus – Associazione per la Pace (nazionale) –  Ass. di promozione sociale Pace e Convivenza di Sesto Calende – Collectif Ganges Hospitalité – Ass. Cenci casa-laboratorio – Missionari Comboniani Palermo – Coordinamento “Non solo asilo” – Ass. Rosa Bianca – Solidaritat Ubaye – Federazione Italiana Comunità Terapeutiche FICT  – Legambiente – Sinistra Italiana – Partito della Rifondazione Comunista (S.E) – Ass. di volontariato Ohana – International Support Human Rights – Ass. Orizzonti Il Futuro Insieme – C.N.G.E.I. Sezione di Velletri – Lunaria – Ass.interculturale GRAMMELOT – Terzo Millennio, Laboratorio Sociale Salentino –  MoVI Movimento di Volontariato Italiano – Rete Radié Resch – Libertà e Giustizia Rimini – IFE Italia – Diem25 DSC Genova – Il Manifesto di Londra –  Associazione Carta di Roma – PrendiParte – Como senza frontiere – Associazione noi Donne in rete per la Rivoluzione gentile – SISUS-Società Italiana Scienze Umane e Sociali – Associazione Alisso ONLUS – PAceLAvoroDEmocrazia – Associazione legalità bene comune – Rafiki-Pediatri per l’Africa – Gus Gruppo Umana Solidarietà – Centro italiano per la pace in Medio Oriente (Cipmo) – Associazione Le Ali di Frida – Coordinamento Democrazia Costituzionale Rimini – Aide aux Réfugiés en Région Vaisonnaise – Solidarité Tattes – Movimento demA – Enti Locali Rete comuni solidali – Assotziu Consumadoris Sardigna Onlus – Libera – Associazione L’Altra Liguria –  Volonteurope – Osservatorio Migranti Basilicata – Antenne Migranti – Prima le persone – Mani tese – Cipsi – Arte Migrante Acireale – Consorzio Farsi Prossimo – HumanRights360 – Associazione Cittadini del Mondo – Alianza por la Solidaridad – Cooperativa Sociale K-PAX – Refugees Welcome Germany – Associazione femminile La Tela – New Europeans – L’Uomo e il Legno – European Alternatives – Cittadinanzattiva Onlus – Univ Parma – Migr/Azioni – Comune di Canicattini Bagni  – KOPIN – Mondragone Bene Comune

Persone:  Elly Schlein (MEP Italy), Andrea Segre (director), Alessandra Ballerini (lawyer), Valerio Mastandrea (actor), Alessandro Bergonzoni (autor&actor), Florent Marcellesi (MEP Spain), Guillaume Balas (MEP France), Martin Schirdewan (MEP Germany), Curzio Maltese (MEP Italy), Dimitrios Papadimoulis (MEP Greece), Ernest Urtasun (MEP Spain), Georgi Pirinski (MEP Bulgaria), Eva Joly (MEP France), Sergio Cofferati (MEP Italy), Terry Reintke (MEP Germany), Barbara Spinelli (MEP Italy), Ska Keller (MEP Germany), Udo Bullmann (MEP Germany), Giusi Nicolini (politician), Eleonora Forenza (MEP Italy), Monica Frassoni (politician), Emiliano Rubbi (producer), Malin Bjoerk (MEP Sweden), Cécile Kyenge (MEP, Italy), Cornelia Ernst (MEP Germany), Birgit Sippel (MEP Germany), Beatrice Brignone (politician), Andrea Maestri (politician), Luca Pastorino (MP Italy), Nicola Fratoianni (MP Italy), Erasmo Palazzotto (MP Italy), Mercedes Bresso (MEP Italy), Renata Briano (MEP Italy), Brando Benifei (MEP Italy), Pina Picierno ( MEP Italy), Andrea Cozzolino (MEP Italy), Patrizia Toia (MEP Italy), Silvia Costa (MEP Italy), Elena Gentile (MEP Italy)

_______________________________

 

Condividi:

Al via la Settimana del Rifugiato

Ieri, 18 giugno, è iniziata la Refugees Week: una settimana ricca di eventi –  che culmineranno il 20 giugno, data in cui si celebra la Giornata Mondiale del Rifugiato – per sensibilizzare l’opinione pubblica sulle condizioni di milioni di persone costrette ad abbandonare la propria casa e i propri affetti. Un’occasione per raccontare le loro storie e quelle di chi, in Italia, ha aperto le porte di casa: storie di incontro, scambio e arricchimento reciproco.

Refugees Welcome Italia sarà presente in diverse città per promuovere l’accoglienza in famiglia e far sentire la voce di chi è stato accolto e di chi ha accolto. Qui la lista degli eventi a cui parteciperemo:

Torino: https://bit.ly/2M04Qtp

https://www.facebook.com/events/212706386193410/

https://www.facebook.com/events/2112054612372976/

Palermo: https://bit.ly/2t6zf2l

Macerata: https://bit.ly/2t6FvqU

Roma: https://bit.ly/2JNSmbS

https://bit.ly/2to67TJ

Milano: https://www.facebook.com/events/398006637383111/

https://www.facebook.com/servdes/?fref=mentions

Condividi:

Al via una nuova convivenza del progetto Mai più soli

È partita sabato, a Roma, una nuova convivenza del Progetto Mai Più Soli, che promuove l’accoglienza in famiglia per giovani ragazzi neo-maggiorenni arrivati in Italia come minori soli.

Barbara ha deciso di aprire le porte della sua casa a Moriba, richiedente asilo del Mali. Così spiega le ragioni del suo gesto: “La paura ha preso il sopravvento  sul senso di umanità.  Si teme il diverso, colui che è altro da noi.  Ma se l’altro smette di essere un’astrazione ed entra nel nostro mondo, allora riesce a cancellare tutte i timori e diventa una fonte di crescita umana e culturale”.

Condividi:

A Roma la prima “convivenza” fra un nostro rifugiato e una host di Airbnb

È partito domenica scorsa, a Roma, il primo match fra un nostro rifugiato e una host di Airbnb.

Kante ha 22 anni, viene da Mali ed è titolare di protezione sussidiaria: giovedì ha dovuto lasciare il centro di accoglienza e, in attesa di andare a vivere per sei mesi con una nostra famiglia ad aprile, è ospite per qualche settimana in un appartamento messo a disposizione da Els, una signora belga che vive a Roma, veterana della community di Airbnb nella capitale.

La convivenza è frutto della collaborazione, avviata lo scorso luglio, fra Refugees Welcome Italia e Airbnb nell’ambito del progetto Open Homes, grazie a cui gli host di Airbnb possono offrire gli spazi della loro casa, per un periodo limitato, ad uno dei nostri rifugiati.

Di questa esperienza, Els dice: “Ho aderito a Open Homes perché mi piace l’idea di dare casa a chi non ce l’ha e a chi è lontano, non per scelta, dalla propria famiglia. Così ho conosciuto Kante, un ragazzo meraviglioso del Mali. È un piacere averlo a casa tra noi! Sono sicura che questa esperienza andrà oltre il periodo trascorso insieme”.

 

 

Condividi: