AVVISO PUBBLICO PER SELEZIONE OPERATORE SOCIALE

AVVISO PUBBLICO PER IL CONFERIMENTO MEDIANTE PROCEDURA SELETTIVA COMPARATIVA DI INCARICHI PER N. 1 OPERATORE SOCIALE DA IMPIEGARE NEL PROGETTO FINANZIATO DAL FONDO ASILO MIGRAZIONE E INTEGRAZIONE (FAMI): DESTINAZIONE COMUNE – PROG 3306 – CUP F59D20000050002

Avviso selezione operatore sociale Fami Lazio_def

Operatore sociale LAZIO_allegato 

Allegato B

Esito selezione: Refugees Welcome Italia Onlus comunica che le operazioni di selezione per il conferimento dell’incarico per la figura di Operatore Sociale, in riferimento all’Avviso sopra pubblicato, sono state completate dalla Commissione di valutazione il giorno 14 gennaio 2021.

 

Decreti sicurezza: primo passo, ma resta molto da fare.

“Un primo risultato positivo, utile e importante per aprire un nuovo ciclo di riforme sull’intera gestione del sistema immigrazione in Italia”. Con queste parole i rappresentanti della campagna IoAccolgo salutano la conversione in legge dei Decreti Immigrazione avvenuta ieri in Senato. “Crediamo che sia anche una nostra prima vittoria, sin dall’inizio abbiamo contrastato in tutti i modi le evidenti storture presenti nei decreti sicurezza che ora vengono superati, anche se ancora non in maniera definitiva e abbiamo lavorato insieme per una nuova normativa che rispettasse i diritti dei cittadini migranti”.

Per IoAccolgo si tratta comunque di un passo avanti. “Dopo anni di chiusure e leggi restrittive assistiamo ad alcuni passi nella giusta direzione: la nuova protezione speciale con cui l’Italia torna a dotarsi di un vero status di diritto soggettivo conforme alla nostra Costituzione; la riforma del sistema di accoglienza che permetterà di dare ai migranti una accoglienza degna di questo nome; la convertibilità di alcune tipologie di permessi di soggiorno in permesso per lavoro. Ci sono anche alcune cose che non ci convincono: preoccupa fortemente il mantenimento di diverse procedure accelerate di esame delle domande nonché di procedure di frontiera non conformi alla normativa europea e che comprimono gravemente i diritti fondamentali dei richiedenti asilo. Inoltre resta aperta la questione dei soccorsi in mare: il divieto di accesso alle acque italiane e le relative multe (anche se abbassate) è stato mantenuto ed inoltre è stato introdotto il reato penale e non solo amministrativo”.

Secondo i rappresentanti della campagna IoAccolgo resta ancora molto da fare. “La nostra battaglia a fianco dei migranti certamente non si ferma. Prima di tutto dovremo vigilare sulla corretta attuazione della legge e poi continuare a lavorare per migliorare le condizione di vita dei migranti, coinvolgendoli direttamente nel processo decisionale”.

Tavolo Asilo: inaccettabile la proposta di patto UE su immigrazione e asilo

Il Tavolo Asilo esprime profonda preoccupazione sui contenuti della proposta avanzata dalla Commissione UE il 23.09.2020 di adottare un “Patto per le migrazioni e l’asilo”, che considera allarmante sia per le misure che riguardano la dimensione esterna delle politiche migratorie della UE, che per quelle di politica interna.

Per ciò che attiene alla “dimensione esterna”, la proposta di Patto propone l’adozione di misure estremamente dure volte a contrastare i flussi migratori verso l’Unione, a rafforzare la cooperazione tra i Paesi Ue e con Paesi terzi per attuare i rimpatri, nonché a rinforzare ulteriormente il controllo delle frontiere esterne dell’Unione anche attraverso Frontex.

Nel Patto si afferma di volere aiutare i Paesi terzi a gestire la migrazione irregolare e a rafforzare i loro “sistemi di asilo ed accoglienza”, ma quel che emerge è soltanto la volontà di sostenere tali Paesi perché blocchino le persone transitanti verso l’Europa. Anche gli interventi di cooperazione internazionale rischiano di essere orientati solo verso gli Stati che collaborano con le politiche migratorie della UE, stravolgendone senso e finalità.

Come si possa garantire a tutte le persone così bloccate in Paesi terzi l’accesso a una protezione legale effettiva, dando loro una prospettiva di vita che non sia il confinamento in campi profughi, è questione del tutto ignorata, così come è rinviata ad una discussione futura l’attuazione di percorsi legali di accesso alla UE per motivi di protezione.

Inoltre, non si prevede nulla rispetto alla gestione comune degli ingressi per lavoro/ricerca lavoro, studio e formazione, a parte una minima apertura verso azioni che possono “attirare talenti”. Manca dunque una politica generale della UE, che orienti i comportamenti dei singoli stati.

Sulla “dimensione interna”, il Patto prevede la formale abrogazione del Regolamento di Dublino, ma in realtà vengono confermati i criteri in vigore, tra cui quello della competenza all’esame della domanda da parte del primo Paese di ingresso, particolarmente penalizzante per il nostro Paese. La redistribuzione dei richiedenti asilo tra gli stati membri resta sostanzialmente volontaria. Ma l’aspetto più irricevibile del testo riguarda la proposta di adozione di una “procedura di frontiera fluida”da applicarsi a “tutti i cittadini di paesi terzi che attraversano senza autorizzazione” e in ogni caso ai richiedenti “provenienti da paesi con bassi tassi di riconoscimento”. Si tratta di procedure accelerate, con garanzie ridottissime, che trasformerebbero l’Italia e gli altri paesi di primo ingresso in giganteschi hotspot, con i richiedenti asilo collocati in strutture sorvegliate e senza interazioni con l’esterno. Per coloro la cui domanda è stata respinta si applicherebbe la “procedura unionale di rimpatrio alla frontiera”. Gli Stati possono divenire responsabili, in termini logistici e finanziari, del rimpatrio di cittadini stranieri che si trovano in altri Paesi UE e se entro otto mesi il rimpatrio non è effettuato (si va dunque verso una nuova dilatazione dei tempi di trattenimento) allora lo stato “sponsor” deve prendere in carico i migranti trasferendoli nel suo territorio. Si delinea così una nuova, inaccettabile nozione di “solidarietà” che assomiglia a una sorta di permanente mercato tra gli Stati dell’Unione nel quale accettare quote di richiedenti asilo oppure pagare per non averne, o ancora pagare i rimpatri di coloro che sono presenti in altri Stati sono azioni tutte liberamente disponibili. Queste misure sollevano serie preoccupazioni relative al rispetto dei diritti fondamentali e possono portare a gravi violazioni che coinvolgerebbero anche i minorenni, accompagnati e non.

Il Tavolo Asilo chiede al Governo che in occasione del Consiglio Europeo del 14 dicembre l’Italia dichiari la propria volontà di discostarsi nettamente dall’attuale impostazione del Patto nella direzione di una riforma legislativa del sistema di asilo e immigrazione UE ancorata al rispetto dei valori fondamentali dell’Unione quale spazio comune di libertà, sicurezza e giustizia.

Per il Tavolo Asilo nazionale: A Buon Diritto, ACLI, ActionAid, Amnesty International Italia, ASGI, ARCI,  Caritas Italiana, Centro Astalli, CNCA, Comunità Papa Giovanni XXIII, Emergency, Europasilo, Focus – Casa dei Diritti Sociali, Fondazione Migrantes, Intersos, Legambiente, Medecins du Monde Missione Italia,  MSF, Oxfam Italia, Save The Children Italia, Refugees Welcome Italia,  Senza Confine, SIMM

Soddisfazione per l’approvazione degli emendamenti al Decreto Legge 130

Grande soddisfazione: così la rete del Forum per cambiare l’ordine delle cose e la rete Grei250 accolgono l’approvazione, da parte della Commissione Affari Costituzionali, degli emendamenti al Dl 130 con cui il governo ha finalmente modificato i ‘Decreti sicurezza’ ratificati nel 2018. Una notizia importante, alla luce delle urgenze sollecitate dalle tante realtà che da mesi portano avanti un percorso di advocacy e consultazioni politiche incentrato sulla tutela dei diritti.  E’ proprio nell’ambito di questo percorso che sono stati presentati dodici emendamenti al testo pubblicato in Gazzetta ufficiale lo scorso ottobre, che finalmente interviene sulla normativa a firma Salvini approvata dal precedente esecutivo.

Dei ventitré emendamenti approvati in Commissione, cinque si riferiscono proprio alle sollecitazioni avanzate dal Forum e da Grei250. “Un successo”, commenta Ugo Melchionda, coordinatore e portavoce di GREI250, evidenziando “la capacità delle reti che hanno elaborato e proposto gli emendamenti di lavorare su piani diversi, coinvolgendo tutti gli stakeholder rilevanti, i migranti stessi e le loro associazioni innanzitutto, gli osservatori e i tecnici, ma anche giuristi, giornalisti, ricercatori e decisori politici”. Un risultato importante, figlio di “un lavoro lungo e paziente fatto senza velleità di protagonismo. Una strategia da replicare anche su altri temi”, afferma Melchionda.

– Diritto alla protezione
Approvato l’emendamento n. 1, il più importante tra quelli presentati, come fa notare Gianfranco Schiavone del Forum per cambiare l’ordine delle cose: riguarda la norma di raccordo necessaria – e finora mancante –  tra l’art. 19 relativo all’impossibilità di respingere o estradare persone “verso uno Stato qualora esistano fondati motivi di ritenere che essa rischi di essere sottoposta a tortura o a trattamenti inumani o degradanti” e l’art. 5 che ricorda gli obblighi costituzionali e internazionali. Una mancanza che avrebbe potuto portare a problemi in sede applicativa, scongiurati con l’approvazione dell’emendamento. “E’ stato approvato l’emendamento più importante, quello che collega gli obblighi costituzionali e internazionali di cui all’articolo 5 comma 6 ai divieti di espulsione dell’articolo 19 comma 1. Torniamo a tutti gli effetti alla terza forma di protezione come da previsione costituzionale”, afferma Schiavone.

– Soccorso in mare
La norma relativa alle operazioni di ricerca e soccorso effettuate dalle navi delle ONG ha sollevato diverse critiche. In particolare, è stata sollecitata una modifica relativa alla necessità di indicare tra gli obblighi internazionali anche la CEDU e le normative internazionali ed europee sul diritto di asilo. Modifica accolta: la norma ora fa riferimento agli “obblighi derivanti dalle convenzioni internazionali in materia di diritto del mare, della Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e della libertà fondamentali e delle norme nazionali, internazionali ed europee in materia di diritto di asilo”. “E’ una modifica rilevante poiché consente di richiamare la Convenzione relativa all’obbligo di soccorso in mare, ed altre norme internazionali in materia”, evidenzia Paolo Iafrate (rete Grei250, avvocato e docente di diritto dell’immigrazione), sottolineando però la persistenza di “alcune criticità, evidenziate anche da diverse ONG”: si tratta in particolare dell’obbligo, per le navi delle organizzazioni umanitarie che effettuano operazioni di soccorso, di obbedire alle indicazioni del Centro di coordinamento competente. “Occorre evitare che le navi che abbiano osservato gli obblighi internazionali di soccorrere le persone in mare debbano obbedire a centri di coordinamento diversi da quello italiano, che potrebbero condurre i migranti soccorsi e salvati in mare in paesi di origine o transito nei quali rischiano di essere sottoposti a trattamenti inumani e degradanti, in evidente violazione dei diritti umani”, afferma Iafrate.

– Flussi
Uno degli emendamenti proposti dal Forum e da Grei250 usciva dal solco specifico dei decreti e abbracciava il tema delle quote previste nei decreti flussi: veniva infatti richiesta l’eliminazione del vincolo delle quote stabilite nell’ultimo decreto in mancanza di programmazione triennale, sollecitando un adeguamento al reale fabbisogno lavorativo del Paese. Finalmente la Commissione Affari Costituzionali è intervenuta in tal senso, approvando la modifica. “Con questo emendamento il governo potrà emanare decreti flussi adeguati al reale fabbisogno lavorativo del Paese, senza i  vincoli che negli ultimi undici anni avevano impedito ai governi in carica di determinare quote di ingresso coerenti con la realtà del mercato del lavoro”, afferma Stefania Dall’Oglio (Grei250, docente di diritto dell’immigrazione), sottolineando: “Finalmente sarà possibile riaprire canali di ingresso per lavoro legali, principale argine al traffico di migranti e alle traversate mortali del Mediterraneo”.

– Convertibilità
E’ stata inoltre approvata la modifica che prevede la possibilità di convertire il permesso di soggiorno rilasciato per cure mediche in permesso per lavoro, aggiungendolo alle categorie di permessi convertibili già previste: protezione speciale, calamità, residenza elettiva, acquisto della cittadinanza o dello stato di apolide, attività sportiva, lavoro di tipo artistico, motivi religiosi e assistenza ai minori.

– Cittadinanza
Approvata la modifica che riporta a 24 (prorogabili fino ad un massimo di trentasei) i mesi di attesa previsti per le risposte alle domande di cittadinanza. Un periodo che il decreto sicurezza aveva portato a quattro anni, abbassati a tre dal DL 130.

Le modifiche approvate dalla Commissione Affari Costituzionali rappresentano un segnale importante nella direzione di un cambiamento urgente rispetto alle politiche relative all’immigrazione e alla protezione. Ora si vada avanti con coraggio: il lavoro infatti non è terminato, ed è necessario proseguire per un reale cambiamento di passo nelle politiche legate all’immigrazione, caratterizzate da anni da un approccio securitario e volto al controllo piuttosto che al sostegno all’inclusione e ai processi di autodeterminazione. Un cambiamento che non è più rinviabile: a partire dall’accoglienza, su cui il DL 130 ha già fatto passi avanti rispetto alla normativa approvata nel 2018. Ora è necessario proseguire in questa direzione, per arrivare finalmente a un sistema di accoglienza realmente inclusivo, omogeneo su tutto il territorio nazionale, basato sull’accoglienza diffusa e sul sostegno ai percorsi di autodeterminazione. Lo evidenzia Fabiana Musicco, direttrice di Refugees Welcome Italia Onlus: “Riteniamo sia necessario continuare a lavorare per potenziare un sistema di accoglienza diffusa basato su percorsi individuali di inclusione che tengano in considerazione, fra i vari aspetti, anche quello non secondario dell’accesso alla casa, che rimane, ad oggi, un aspetto problematico per il reale conseguimento dell’autonomia. A tal fine – ricorda Musicco – è importante promuovere anche il protagonismo delle comunità locali, che possono avere un ruolo determinante nel favorire i processi di integrazione” .

“Siamo soddisfatti e vogliamo continuare a dare voce ai territori e a dialogare con il governo” afferma Domenica D’Amico del Movimento migranti e rifugiati di Caserta, e membro fondatore del Forum per cambiare l’ordine delle cose. “Il percorso continua, e tocca nello specifico il DL 130/2020: per migliorare l’accoglienza e per restituire dignità ai migranti vittime del ‘decreto Salvini’, ma anche per superare quelle procedure ‘sommarie’ di valutazione del diritto alla protezione, che ne ostacolano la richiesta e l’ottenimento”. Procedure che, come sottolinea D’Amico, “purtroppo non toccate in nessun modo dalle modifiche proposte dal Governo”.

 

 

Della rete, in continuo ampliamento, fanno parte rappresentanti di reti e ong nazionali tra cui Rete Europa Asilo, Refugees Welcome Italia, Fondazione Migrantes, GREI250, Consiglio Italiano per i Rifugiati, e  singoli attivisti di realtà locali tra i quali: forum locali di Toscana, Puglia e Campania, la rete di Bologna “sulla stessa Barca”, molti attivisti locali della rete Refugees Welcome Italia da Bergamo, Vicenza, Macerata, Pavia, Roma, Palermo, Napoli, e diversi operatori e avvocati di altrettanti centri di accoglienza (CAS e SAI) presenti in Campania (cooperativa Less, associazione per il Centro sociale), nel Lazio (cooperativa WELLcHOME – Idea Prisma 82, coop. soc. La Casa Giusta – Alternata Silos coop. soc.) e ancora in Toscana, Emilia e Liguria. Importante anche il supporto legale di soci ed esponenti di alcune associazioni di giuristi e realtà attive nell’assistenza legale come ASGI, Alterego e Pensare Migrante.  

Decreti Sicurezza: restituire dignità a oltre 100.000 persone rese invisibili.

Intenti comuni e comunione del principio di lotta per la tutela dei diritti umani hanno permesso di attivare un percorso di advocacy, che ormai da oltre 2 mesi, vede lavorare insieme diverse organizzazioni che compongono il Forum per cambiare l’ordine delle cose, di cui Refugees Welcome Italia è parte, e Grei250.

Uno spazio aperto di confronto ed elaborazione che sta concretizzando quella che fino a poco tempo fa sembrava un’utopia: restituire dignità a oltre 100.000 persone rese ‘invisivili’ dai vergognosi decreti Salvini, ma il percorso non si esaurisce, continuiamo a camminare insieme per cambiare il sistema della policy dell’accoglienza.

La recente riforma dei decreti sicurezza ha abolito alcuni degli aspetti della precedente normativa, che regolamentava in maniera irrazionale, inconcludente e disumana l’accoglienza dei migranti: reintroduzione della protezione speciale e residuale, introduzione di una disciplina transitoria per permettere a chi ha procedimenti pendenti di vedersi riconosciuta la nuova protezione speciale, abolizione delle multe per le ONG, ripristino di un sistema di accoglienza che promette di essere inclusivo ed efficace.

Miglioramenti innegabili di un provvedimento che, fino a poche settimane fa, sembrava un mulino a vento da combattere, e che ora invece sembra aver perso molte delle sue pale, grazie soprattutto alla tenacia e alle competenze messe in campo dalla società civile.

Tuttavia, non possiamo dirci pienamente soddisfatti, restano molte perplessità, buchi neri su cui fare luce ed alcune critiche nonché la necessità di apportare emendamenti al testo, che ci appaiono primari e irrinunciabili

In particolare:

  • va rimodulata l’esclusione dalla nuova disciplina per chi, dopo l’applicazione dei Decreti Sicurezza, ha ricevuto il diniego della protezione internazionale e non ha presentato ricorso;
  • va inserita una clausola di salvaguardia con la quale si scongiuri il fatto che le navi delle ong debbano obbedire a Centri di coordinamento diversi da quello italiano, Centri che potrebbero ordinare di portare i migranti in Paesi in cui avvengono violazioni dei diritti umani;
  • è necessario abolire la lista dei “paesi sicuri” garantendo così il pieno esercizio del diritto di asilo;
    Pur facendo un plauso al nuovo promettente sistema SAI, bisogna introdurre fin da subito delle norme generali sulla “buona” accoglienza. Inoltre, i richiedenti asilo devono poter accedere alle misure di orientamento e avviamento al lavoro previste per i titolari di protezione internazionale.

Restano infine, 2 interrogativi per i quali chiediamo risposte concrete e convincibili: i tempi di attesa per la risposta alla domanda di cittadinanza, (che da 730 giorni erano stati portati a 48 mesi dal primo decreto sicurezza) sono stati ridotti a 36 mesi, perché non tornare ai 2 anni?

Ci chiediamo anche come sia stato possibile infrangere il principio di presunzione di non colpevolezza tutelato dalla nostra Costituzione, considerando l’arrestato, nel caso di violenze nei centri di rimpatrio e negli hotspot, l’”autore del fatto”, quindi già colpevole, sulla base della sola documentazione video-fotografica, e prima di ogni grado di giudizio della magistratura.

Nei prossimi giorni, contestualmente all’esame in Commissione Affari Costituzionali della Camera, daremo il via a una approfondita discussione, con le reti delle associazioni di difesa dei diritti dei migranti e dei richiedenti asilo, delle forze sociali, dei parlamentari, affinché queste poche ma dettagliate proposte completino e diano organicità e coerenza ai numerosi passi avanti compiuti dalle forze politiche di cui ovviamente riconosciamo lo sforzo.

AVVISO PUBBLICO PER SELEZIONE REFERENTE AOSTA

Avviso pubblico per il conferimento mediante procedura selettiva comparativa di incarichi per n. 1 referente e operatore territoriale da impiegare nel progetto finanziato dal fondo asilo migrazione e integrazione (FAMI: v.a.l.i. – verso l’autonomia, il lavoro e l’inclusione –  prog-3317 – cup b59j19000390005)

avviso-di-selezione-per-referente-territoriale-e-operatore-aosta

allegato-a

allegato-b

 

Esito selezione Fami 

Refugees Welcome Italia Onlus comunica che le operazioni di selezione per il conferimento incarico per la figura di Referente Territoriale, in riferimento all’Avviso sopra pubblicato, sono state completate dalla Commissione di valutazione il giorno 17 novembre 2020.

Fianco a Fianco: al via a Palermo la formazione dei nuovi mentori.

Lo scorso fine settimana è partita a Palermo la seconda fase del progetto “Fianco a Fianco” che realizziamo nel capoluogo siciliano in collaborazione con il Comune e l’Unicef. L’iniziativa ha l’obiettivo di sostenere l’inclusione di giovani migranti, arrivati in Italia da minori non accompagnati, affiancando loro dei volontari italiani – i cosiddetti “mentori” – che possano aiutarli ad affrontare piccole e grandi sfide quotidiane. Raggiungere l’autonomia e diventare parte attiva della comunità è il desiderio di tante e tanti ragazzi stranieri e questo può avvenire molto più facilmente nel contesto di una relazione di fiducia e di reciprocità con un adulto di riferimento.

Nella cornice di Cre.Zi.Plus ai Cantieri Culturali alla Zisa, è iniziata la formazione dei primi 17 potenziali mentori: cittadini palermitani che hanno risposto alla campagna di sensibilizzazione lanciata da Refugees Welcome Italia, decidendo di mettere a disposizione un pò del loro tempo per costruire una relazione di fiducia con un/una giovane migrante. Nelle prossime settimane il percorso formativo proseguirà con ulteriori gruppi di volontari, per un totale di 30 mentori che saranno in seguito abbinati ad altrettanti ragazzi.

“Sono straniera e quando sono arrivata in Italia ho avuto delle difficoltà, perché non parlavo bene la lingua. Se avessi avuto qualcuno su cui contare, forse sarebbe stato tutto più facile. Ora che sono riuscita ad integrarmi, vorrei essere io ad aiutare qualcuno”, racconta una dei partecipanti all’incontro.

La relazione di mentoring è orientata sullo specifico progetto di vita del migrante, che può avere bisogno di trovare una casa, un lavoro o di ampliare le proprie reti sociali. Spesso si tratta di persone che qui in Italia non hanno sperimentato la relazione uno a uno e che hanno vissuto per lo più in comunità: non hanno avuto una persona che potesse diventare una figura di riferimento. Durante il primo anno sono state portate avanti 18 relazioni e alcune di queste sono state estremamente significative per le persone coinvolte.

Tante piccole comunità che si creano, intersecano le proprie reti e, attraverso la relazione, incidono positivamente sulla vita di molti.

 

Modifiche “Decreti Sicurezza”: passo avanti, ma rimangono criticità.

Dopo mesi di discussioni e attese, sono finalmente ufficiali le modifiche ai Decreti Sicurezza approvati nel 2018 dal precedente esecutivo. Ieri è stato infatti ratificato il decreto-legge che introduce ‘disposizioni urgenti in materia di immigrazione, protezione internazionale e complementare’. Un testo che apporta importanti cambiamenti all’attuale normativa, frutto soprattutto della pressione dal basso e da un lungo e costruttivo percorso di confronto con la società civile, a cui il Forum per cambiare l’ordine delle cose, di cui Refugees Welcome Italia è parte, ha dato un contributo. Queste le principali novità:

Protezione speciale
Viene reintrodotta  di fatto la protezione umanitaria, con il nome di “protezione speciale”. Si prescrive il divieto di espulsione e respingimento nel caso in cui il rimpatrio determini, per l’interessato, il rischio di tortura, di subire trattamenti inumani o degradanti, di violazione del diritto al rispetto della vita privata e familiare dello straniero. In questi casi è previsto il rilascio di un permesso di soggiorno per protezione speciale.

Convertibilità
Il provvedimento prevede la possibilità di convertire il permesso di soggiorno rilasciato per altre ragioni, in permesso di lavoro, aggiungendo alle categorie di permessi convertibili già previste, quelle di protezione speciale, calamità, residenza elettiva, acquisto della cittadinanza o dello stato di apolide, attività sportiva, lavoro di tipo artistico, motivi religiosi e assistenza ai minori.

Sistema di accoglienza e integrazione
Modificata anche l’accoglienza per titolari di protezione internazionale e richiedenti asilo – questi ultimi nuovamente ammessi nei centro di seconda accoglienza – con l’implementazione di quello che viene definito “Sistema di accoglienza e integrazione”. Dalla prima assistenza nei centri governativi ordinari e straordinari, si passerà poi a servizi dedicati ai richiedenti protezione internazionale, e ad altri previsti per chi è già titolare.

Alcuni di queste misure, come la reintroduzione della protezione umanitaria, l’inclusione dei richiedenti asilo nel sistema di seconda accoglienza, sono sicuramente positive. Ma il percorso di cambiamento non è finito, al contrario: come detto più volte, a partire da queste modifiche è necessario intervenire con maggior forza per sovvertire l’approccio alla base della normativa. Solo pochi giorni fa ci facevamo promotori di una consultazione con varie realtà attive su tutto il territorio nazionale in processi di inclusione e tutela dei diritti di migranti e rifugiati. Un percorso condiviso volto a proseguire il confronto con il governo, nella figura del viceministro degli Interni Mauri, che abbiamo già incontrato ad agosto proprio in riferimento alle necessarie modifiche ai decreti sicurezza, e con cui prevediamo un ulteriore momento di confronto sul tema dell’accoglienza. Il Forum per cambiare l’ordine delle cose, insieme alle realtà con cui ha avviato il percorso partecipato di consultazione al fine di interagire con le forze politiche in sede di conversione dei decreti, evidenzia alcune priorità:
– è necessario rafforzare il testo in merito al riconoscimento della protezione speciale anche a chi l’ha persa o non ottenuta a causa dei precedenti ‘decreti sicurezza’: circa 100mila persone che da un giorno all’altro si sono viste cancellare il permesso di soggiorno a causa dell’eliminazione della protezione umanitaria operata dai ‘decreti sicurezza’.
– è urgente eliminare la lista dei paesi sicuri e intervenire sull’ampliamento dei reati ostativi all’inclusione in materia di protezione internazionale, previsti dal decreto sicurezza.
– è importante proseguire il percorso di elaborazione di un nuovo patto per l’accoglienza che riduca il sistema emergenziale fino ad arrivare alla sua eliminazione, attivando l’obbligo di programmazione dei servizi di accoglienza per determinati comuni, riducendo la differenziazione dei servizi per richiedenti e titolari, attivando una governance che coinvolga in modo più strutturato le regioni tanto nell’ambito dell’accoglienza formale comprendendo anche l’accoglienza comunitaria e in famiglia, che ancora non trovano strutturazione istituzionale né regolamentazione normativa, quanto nel processo di presa in carico a livello locale, dopo l’uscita della persona dal sistema, che difficilmente coincide con il raggiungimento dell’autonomia.

Destano inoltre preoccupazione la mancata riforma dei tempi di ottenimento della cittadinanza per gli stranieri naturalizzati in Italia: la precedente normativa aumentava da due a quattro gli anni necessari ad ottenere il documento. Le modifiche riducono i tempi a tre anni, ma non riportano il testo alla sua formulazione originaria, né lo migliorano ulteriormente. Riguardo al soccorso in mare, il decreto approvato interviene sulle sanzioni relative al divieto di transito delle navi nel mare territoriale. Su questo punto sono previsti diversi approcci. Da una parte si parla della possibilità di confermare il divieto su proposta del Ministro dell’interno, di concerto con il Ministro della difesa e con il Ministro delle infrastrutture, nel caso in cui ricorrano motivi di ordine e sicurezza pubblica o violazione delle norme sul traffico di migranti via mare; dall’altra il divieto non si applicherà per le operazioni di soccorso, quando presente la comunicazione al centro di coordinamento ed allo stato di bandiera, con il conseguente rispetto delle indicazioni della competente autorità per la ricerca ed il soccorso. Fermi restando questi punti, rimane la sanzione prevista in caso di violazione del divieto che, richiamando il Codice di navigazione, prevede la reclusione fino a due anni e una multa da 10.000 a 50.000 euro. Eliminate le sanzioni amministrative introdotte dai precedenti decreti sicurezza. Sebbene si registrino dei miglioramenti su questo punto, preoccupa il persistere di una logica che tende a criminalizzare il soccorso in mare, perché salvare vite non dovrebbe essere considerato reato in nessuna circostanza.

Riconosciamo gli importanti passi in avanti finalmente messi in campo. Ma nello stesso momento rileviamo che molta, moltissima strada resta ancora da fare, nell’impianto stesso della normativa in materia di immigrazione. Continueremo a fare la nostra parte, con spirito costruttivo e critico. 

Patto immigrazione e asilo: un passo nella direzione sbagliata.

Martedì scorso è stato presentato il nuovo Patto dell’Unione europea su immigrazione e asilo, che purtroppo rappresenta un ulteriore passo nella direzione sbagliata. Invece che promuovere un cambio di passo, il documento rafforza l’approccio securitario e di contenimento adottato sino ad oggi, a discapito di una reale condivisione di responsabilità e solidarietà fra gli Stati membri nel rispettare il diritto di asilo e i principi di umanità e accoglienza.

Preoccupano l’enfasi sui rimpatri invece che sul ricollocamento di chi arriva, la mancata revisione del regolamento di Dublino, l’introduzione di procedure accelerate per la valutazione delle richeiste di asilo alla frontiera e la totale assenza di riferimento a vie di accesso sicure e legali o a politiche di integrazione.

In particolare:

– il testo non menziona il superamento del Trattato di Dublino e la ricollocazione obbligatoria fra gli Stati europei dei migranti che arrivano nei paesi del sud Europa. Al contrario, si introduce la “sponsorship per il rimpatrio”, una misura che consentirà agli Stati che non intendono accogliere una parte dei migranti arrivati di pagare per le spese del loro rimpatrio;

– il documento introduce nuove procedure accelerate per l’esame della richiesta di asilo alla frontiere. Una procedura che può essere realizzata solo con l’utilizzo di una lista di Paesi sicuri che di fatto viola il carattere individuale del riconoscimento della protezione in base alla Convenzione di Ginevra del 1951;

– il testo non menziona in alcun modo la creazione e la promozione di vie sicure e legali – fra cui i corridoi umanitari – che invece è misura urgente per evitare il traffico e la morte di esseri umani e per offrire a coloro che fuggono da conflitti, persecuzioni e povertà la possibilità di raggiungere l’Europa in totale sicurezza.

– nessuna menzione, inoltre, di un piano europeo sull’integrazione che preveda delle misure finalizzate a facilitare l’inserimento sociale e lavorativo di chi arriva in Europa.

Insieme alla colazione di organizzazioni di Europe Must Act chiediamo alle istituzioni europee un cambio di passo.

📝Firma anche tu la petizione qui: https://bit.ly/2HzSWtD

Lesvos: la soluzione non è un nuovo campo.

Sull’isola di Lesvos è in corso, in queste ore, il trasferimento in un nuovo campo dei richiedenti asilo rimasti per strada dopo l’incendio che ha distrutto la precedente struttura. 

La soluzione alla crisi umanitaria di Moria non può e non deve essere la costruzione di un altro campo sull’isola, reiterando le stesse modalità di gestione dei flussi migratori che, fino ad ora, si sono rivelate totalmente inadeguate.

Pur riconoscendo l’urgenza di dare un alloggio alle persone rimaste senza un posto dove andare, ribadiamo la necessità di un cambio di passo nelle politiche di accoglienza dell’Unione europea, che porti al superamento di una strategia di “contenimento” che intrappola migliaia di persone sulle isole greche in condizioni disumane, in attesa di una decisione sulla loro domanda di asilo.  Chiediamo che he si proceda all’evacuazione immediata delle persone che si trovano nel campo e sull’isola di Lesbo e la loro redistribuzione in Europa e che si realizzi finalmente con una maggiore solidarietà e condivisione delle responsabilità fra gli stati membri.