Catania: al via i corridoi universitari

Il 16 novembre scorso, sono arrivati a Catania i primi 2 studenti rifugiati del progetto UNICORE – University corridors for refugees, che offre a persone residenti in Camerun, Malawi, Mozambico, Niger, Nigeria, Sudafrica, Zambia e Zimbabwe, l’opportunità di raggiungere l’Italia in maniera sicura per proseguire gli studi presso 33 atenei italiani, tra cui l’Università di Catania.
Il nostro gruppo locale è partner della rete, promossa da UNHCR, in collaborazione con il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Caritas, Diaconia Valdese e Centro Astalli, con l’impegno di mettere in contatto gli studenti e le studentesse con dei mentor che possano aiutarli a vivere al meglio il loro percorso universitario e a conoscere il territorio.

Le prime relazioni di mentoring, curate e seguite da Refugees Welcome Catania, sono già partite.




Padova: 20 sindaci per l'accoglienza in famiglia

Uscire dalle logiche dell’emergenza, costruire percorsi condivisi tra Amministrazione, cittadini e Terzo Settore, fare tesoro delle esperienze e di quanto appreso in questi anni. É con questo spirito che 20 Comuni italiani si sono alleati per presentare ad Anci, rappresentata nella persona di  Matteo Biffoni, Sindaco di Prato e delegato all’Immigrazione dell’associazione dei Comuni una proposta ufficiale di inserimento dell’Accoglienza in Famiglia nelle politiche strutturali dell’accoglienza. 

Il 26 novembre a Padova 20 comuni provenienti da tutta Italia hanno sottoscritto un Memorandum che li impegna a costituire una rete finalizzata a promuovere l’accoglienza in famiglia, già realtà in molti Comuni del Paese, come una possibilità strutturale dell’accoglienza, in modo tale da inserirla  nelle norme che regolano il sistema italiano.

Hanno partecipato i Comuni di grandi dimensioni ma anche aggregati di piccoli enti locali: Roma Capitale, Milano, Bari, Napoli, Bologna, Verona, Rovigo, il Coordinamento provinciale dei progetti SAI della provincia di Brescia, la rete dei Comuni dell’alto vicentino e poi Moncalieri (RO), Montecassino(RO), Due Carrare(PD), Este (PD) e molti altri (lista sotto)

Alla firma era presente anche il sindaco di Prato Biffoni, delegato all’Immigrazione dell’Associazione dei Comuni. Biffoni avvalora l’iniziativa e preannuncia un suo sviluppo futuro: la proposta sarà infatti portata in discussione nell’ambito dell’associazione nazionale dei Comuni per essere approfondita e portata a valore tecnico. Successivamente sarà cura del Ministero degli Interni dare un proprio parere.

L’iniziativa si è svolta nell’ambito del Convegno Le città accoglienti, realizzato a conclusione del progetto europeo Embracin‘ che ha permesso alla città di sperimentare l’accoglienza in famiglia sul modello di Antonio Calò, cittadino europeo dell’anno 2019. Il progetto è stato condotto in partenariato con Welcome Refugees Italia. Al Convegno hanno partecipato: ANCI nazionale, l’Università degli Studi di Padova, Welcome refugees Italia, UNHCR, Comunità di sant’Egidio, Forum del Terzo Settore.






Catania: sbarco immediato per tutti i naufraghi.

Come organizzazioni del Tavolo Asilo e Immigrazione e che si occupano della promozione dei diritti fondamentali, ci rivolgiamo ai Ministri dell’Interno, della Difesa e delle Infrastrutture del Governo Italiano, perché sia immediatamente consentito lo sbarco di tutti i naufraghi soccorsi negli scorsi giorni nel Mediterraneo Centrale, da giorni in attesa a bordo delle navi di salvataggio.

Il Decreto del Ministero dell’Interno del 4 novembre 2022, scritto di concerto con il Ministero della Difesa e il Ministero delle Infrastrutture, con il quale si pretende di riservare lo sbarco alle sole persone “che versino in condizioni emergenziali” e di respingere le altre fuori dalle acque territoriali, si pone decisamente in contrasto con il divieto di respingimento collettivo, e potrebbe portare a una nuova condanna dell’Italia per respingimenti illegali, come già fu nel 2012. In questo momento le navi in attesa di fronte al porto di Catania, alle quali è stata imposta una illegittima selezione dei naufraghi, con decine di persone bloccate a bordo, devono raggiungere velocemente la terraferma, per poter beneficiare di cure mediche e protezione. L’eventualità che queste navi facciano sbarcare solo una parte delle persone a bordo, riportando le altre fuori dalle acque territoriali italiane, come richiesto dal nostro Governo, pone seri rischi di gravi violazioni dei diritti umani e del diritto internazionale.

La Geo Barents, la Humanity 1, la Rise Above e la Ocean Viking hanno agito nel pieno rispetto delle norme, tenendo costantemente informati i centri di coordinamento dei soccorsi di ogni fase delle operazioni di salvataggio, a partire dalla segnalazione di nave in pericolo fino alla richiesta di un porto sicuro per far sbarcare i superstiti. Ricordiamo che, secondo le convenzioni internazionali marittime, è preciso compito degli stati responsabili dell’area in cui il soccorso è stato compiuto cooperare per coordinare i soccorsi e designare un porto sicuro per i naufraghi: è solo al momento dello sbarco nel cosiddetto Place of Safety (POS), infatti, che l’operazione di salvataggio può dirsi terminata.

Il silenzio di Malta e le mosse politiche dell’Italia per ritardare lo sbarco dei sopravvissuti prolungano le sofferenze delle persone in cerca di sicurezza, costituendo episodi inaccettabili dal punto di vista umanitario e legale. Come organizzazioni di tutela dei diritti umani, troviamo inaccettabile la totale inosservanza dei trattati e delle convenzioni internazionali da parte del nostro Governo, a scapito della dignità e della salvaguardia della vita umana, che non possono essere sacrificate per ragioni politiche.

Chiediamo dunque al Governo italiano di:

· consentire lo sbarco immediato di tutte le persone attualmente a bordo delle navi di salvataggio Humanity 1, Geo Barents, Rise Above e Ocean Viking, come previsto dalle convenzioni internazionali;

· ritirare il Decreto Interministeriale del 4 novembre 2022, in ottemperanza del divieto di respingimenti collettivi.

E all’Italia e agli altri stati membri europei che:

· tutti gli stati costieri rispettino gli obblighi derivanti dalle convenzioni internazionali, collaborando per la buona riuscita delle operazioni di soccorso e la rapida individuazione di un porto sicuro di sbarco per i naufraghi;

· si stabilisca un meccanismo prevedibile di sbarco dei sopravvissuti che garantisca tempestività e sbarco in un luogo sicuro, dove la sicurezza della vita dei sopravvissuti è garantita e i loro bisogni umani fondamentali possono essere soddisfatti;

· si metta a punto una missione pubblica europea di ricerca e soccorso nel Mediterraneo Centrale, ad oggi la rotta migratoria più mortale al mondo.

 

A Buon Diritto, ACAT Italia, ACLI, ActionAid, Amnesty International Italia, ARCI, ASGI, Caritas Italiana, Centro Astalli, CGIL, CIES, CIR, CNCA, Comunità Papà Giovanni XXIII, Emergency, Europasilo, Focus-Casa dei Diritti Sociali, Fondazione Migrantes, Intersos, Legambiente, Magistratura Democratica, Medici per i Diritti Umani, Medici Senza Frontiere, Movimento Italiani Senza Cittadinanza, Refugees Welcome Italia, Save the Children Italia, Senza Confine, OXFAM Italia, SIMM, UNIRE

 




Memorandum Italia-Libia: 5 anni di illegalità e di crimini contro l’umanità

Se entro il 2 novembre il governo italiano non deciderà per la sua revoca, il Memorandum Italia–Libia verrà automaticamente rinnovato per altri 3 anni. Per questo motivo oltre 40 organizzazioni chiedono all’Italia e all’Europa di riconoscere le proprie responsabilità e di non rinnovare gli accordi con la Libia. A cinque anni dal Memorandum Italia–Libia, il bilancio delle ricadute sulla vita di uomini, donne e bambini migranti è tragico. Dal 2017 ad oggi quasi 100.000 persone sono state intercettate in mare dalla cosiddetta Guardia costiera libica e riportate forzatamente in Libia, un paese che non può essere considerato sicuro. La vita dei migranti e rifugiati in Libia è costantemente a rischio, tra detenzioni arbitrarie, abusi, violenze e sfruttamento. Significa non avere alcun diritto e nessuna tutela.

L’Italia e l’Unione Europea continuano a impiegare in Libia sempre più risorse pubbliche e a considerarlo un paese con cui poter stringere accordi, all’interno di un complesso sistema basato sulle politiche di esternalizzazione delle frontiere, che delega ai paesi di origine e transito la gestione dei flussi migratori, con il sostegno economico e la collaborazione dell’Unione Europea e degli Stati membri. Il Memorandum Italia – Libia crea le condizioni per la violazione dei diritti di migranti e rifugiati agevolando indirettamente pratiche di sfruttamento e di tortura perpetrate in maniera sistematica e tali da costituire crimini contro l’umanità affermano le organizzazioni che oggi, 26 ottobre, sono scese in piazza con la società civile contro il rinnovo degli accordi.

Il Memorandum prevede il sostegno alla cosiddetta Guardia costiera libica, attraverso fondi, mezzi e addestramento. Continuare a supportarla significa non solo contribuire direttamente e materialmente al respingimento di uomini, donne e bambini ma anche sostenere i centri di detenzione dove le persone vengono sottoposte a trattamenti inumani e degradanti, abusate e uccise. Dal 2017 la cosiddetta Guardia costiera libica ha ricevuto oltre 100 milioni in formazione e equipaggiamenti (57,2 milioni dal Fondo fiduciario per l’Africa e 45 milioni solo attraverso la missione militare italiana dedicata). Soldi pubblici e risorse destinate alla cooperazione e allo sviluppo, impiegate invece per il rafforzamento delle frontiere, senza alcuna salvaguardia dei diritti umani, né alcun meccanismo di monitoraggio e revisione richiesto dalle norme finanziarie dell’UE. Ugualmente le risorse utilizzate per l’implementazione degli interventi umanitari non hanno bilanciato i crimini contro l’umanità che sono commessi attraverso il Memorandum.

La Libia non è un paese sicuro

La Libia non può essere considerato un luogo sicuro. Il quadro politico è particolarmente instabile, e le violenze contro la popolazione crescono di anno in anno, così come il numero delle persone sfollate. Nel paese è pressoché impossibile fornire una protezione significativa alle persone vulnerabili. Le opzioni sicure e legali per fuggire sono limitate sia nell’accesso sia nei numeri, tanto che sono molte le persone che decidono di intraprendere un viaggio di ritorno via terra – in particolare lavoratori stagionali provenienti dai paesi vicini – correndo rischi simili a quelli già affrontati per raggiungere la Libia. Molti altri, invece, provano ad attraversare il Mediterraneo pagando somme messe da parte con lavori svolti spesso in condizioni disumane, e affrontando viaggi pericolosi, in cui la probabilità di annegare è alta quanto quella di essere intercettati e respinti.

Alla luce della situazione di insicurezza e instabilità del paese, delle innumerevoli testimonianze di abusi e violenze e della completa e totale irriformabilità del sistema Memorandum, chiediamo all’Europa di riconoscere le proprie responsabilità e al Governo italiano di non rinnovare gli accordi con la Libia.

 

Le organizzazioni firmatarie:

A Buon Diritto, ACAT Italia, ACLI, ActionAid, Agenzia Habeshia, Alarm Phone, Amnesty International Italia, AOI, ARCI, ASGI, Baobab Experience, Centro Astalli, CGIL, CIES, CINI, Civicozero onlus, CNCA, Comitato Verità e Giustizia per i Nuovi Desaparecidos, Comunità Papa Giovanni XXIII, CoNNGI, Cospe, FCEI, Focus Casa dei Diritti Sociali, Fondazione Migrantes, Emergency, EuroMed Rights, Europasilo, Intersos, Magistratura Democratica, Mani Rosse Antirazziste, Medici del Mondo Italia, MEDITERRANEA Saving Humans, Medici Senza Frontiere, Movimento Italiani Senza Cittadinanza, Open Arms, Oxfam Italia, Refugees Welcome Italia, ResQ – People Saving People, Save the Children, Sea Watch, SenzaConfine, SIMM, UIL, UNIRE,  Un Ponte per.

 




Memorandum Italia–Libia: 40 organizzazioni in piazza contro il rinnovo degli accordi

Le conseguenze del Memorandum sulle persone detenute in Libia tra abusi, sfruttamento, carcerazione arbitraria e torture e sulle attività di ricerca e soccorso nel Mar Mediterraneo; le politiche italiane e dell’UE e la gestione dei fondi europei per finanziare la cosiddetta Guardia costiera libica. Sono i principali temi al centro della conferenza stampa organizzata da 40 organizzazioni il prossimo mercoledì 26 ottobre a Roma, alle ore 14.30 presso la Sala Cristallo dell’hotel Nazionale in Piazza di Monte Citorio 131, per  chiedere all’Italia e all’Europa di riconoscere le proprie responsabilità e di non rinnovare gli accordi con la LibiaDopo la conferenza stampa, le organizzazioni invitano la società civile a scendere in piazza durante la manifestazione organizzata alle 17,30 in Piazza dell’Esquilino. 

100.000 persone respinte in Libia in 5 anni, #NONSONODACCORDO 

Se entro il 2 novembre il governo italiano non deciderà per la sua revoca, il Memorandum Italia–Libia verrà automaticamente rinnovato per altri 3 anni. Si tratta di un accordo che da ormai 5 anni ha conseguenze drammatiche sulla vita di migliaia di donne, uomini e bambini migranti e rifugiati. Dal 2017 ad ottobre 2022 quasi 100.000 persone sono state intercettate in mare dalla cosiddetta Guardia costiera libica e riportate forzatamente in Libia, un paese che non può essere considerato sicuro. Le organizzazioni chiedono al governo italiano di riconoscere le proprie responsabilità e di non rinnovare gli accordi con la Libia. 

Programma della giornata, mercoledì 26 ottobre 2022:

14,30: Conferenza stampa | Sala Cristallo, Hotel Nazionale – Piazza di Monte Citorio 131, Roma. Qui il programma completo dell’evento. L’ingresso è libero al pubblico*.

17,30: Manifestazione in piazza | Piazza dell’Esquilino, Roma

*Per accrediti per la conferenza stampa scrivere a: ufficio.stampa@rome.msf.org  

 

Le organizzazioni firmatarie:

A Buon Diritto, ACAT Italia, ACLI, ActionAid, Agenzia Habeshia, Alarm Phone, Amnesty International Italia, AOI, ARCI, ASGI, Centro Astalli, CGIL, CIES, CINI, CNCA, Comitato Verità e Giustizia per i Nuovi Desaparecidos, Comunità Papa Giovanni XXIII, CoNNGI, FCEI, Focus Casa dei Diritti Sociali, Fondazione Migrantes, Emergency, EuroMed Rights, Europasilo, Intersos, Mani Rosse Antirazziste, Medici del Mondo Italia, Mediterranea , Medici Senza Frontiere, Movimento Italiani Senza Cittadinanza, Open Arms, Oxfam Italia, Refugees Welcome Italia, ResQ – People Saving People, Save the Children, Sea-Watch, Senza Confine, SIMM, UIL, UNIRE (Unione Nazionale Italiana dei Rifugiati ed Esuli) .




Destinazione Comune: evento finale di job-matching

Il 20 ottobre prossimo si svolgerà a Roma un evento di Job matching che segnerà la chiusura di Destinazione comune, il progetto FAMI che ha coinvolto nelle sue attività di inclusione socio-lavorativa centinaia di cittadini Titolari di Protezione Internazionali presenti sul territorio del Lazio. L’evento, aperto a tutti ha l’obiettivo di far incontrare e dialogare le aziende e i cittadini migranti e rifugiati in cerca di occupazione presenti sul territorio.

In linea con la mission del progetto, che realizza percorsi integrati, multi azione per la piena partecipazione e l’inclusione socio-economica e socio-culturale dei titolari di protezione internazionale, l’obiettivo di questa iniziativa è quello di attivare un’azione concreta di networking e matching tra aziende, scuole professionali, CPIA e cittadini migranti e rifugiati presenti sul territorio.

Il risultato auspicato è quello di allargare la rete sociale dei destinatari per generare un incremento delle possibilità di impiego presso Aziende private o di attivazione di percorsi di formazione e tirocinio.

Nel concreto e nell’immediato, l’evento favorirà l’incontro tra candidati e aziende, creando, attraverso la conoscenza diretta e lo strumento del CV, una opportunità di domanda e offerta, così da informare i beneficiari stranieri sulle reali possibilità di inserimento lavorativo e, nel contempo, far conoscere alle aziende il maggior numero possibile di profili professionali disponibili tra i cittadini stranieri presenti sul nostro territorio.

Attraverso l’allestimento di uno spazio dedicato, le aziende, le scuole professionali e i CPIA potranno presentare le loro attività direttamente ai beneficiari così da poter descrivere il tipo di lavoro, le competenze richieste ai lavoratori e dare agli interessati tutte le informazioni utili per facilitare un eventuale ingresso nel settore di riferimento. I beneficiari, a loro volta, potranno sostenere colloqui conoscitivi e lasciare i loro CV ai referenti delle organizzazioni presenti.

Parte dell’incontro sarà dedicata alla diffusione dei risultati del progetto Destinazione comune e alla presentazione dei principali servizi e progetti rivolti a cittadini migranti e rifugiati, attivi sul territorio romano.

Uno spazio della mattinata, sarà riservato alle testimonianze dirette di alcuni beneficiari e alla condivisione di contributi video realizzati durante alcune attività di Destinazione comune.

L’evento si terrà presso il MONK – Via Giuseppe Mirri, 35 Roma – nella mattinata di giovedì 20 ottobre 2022.

Programma

  • 9.30 – Accoglienza e saluti di benvenuto
  • 10.00 – Presentazione risultati del progetto Destinazione comun
  • 10.30 – Testimonianze beneficiari del progetto con contributi video delle attività realizzate
  • 11.15 – Le opportunità per i progetti SAI: progetti, servizi e contributi per i Titolari di Protezione Internazionale
  • 12.15 – Presentazione delle aziende/scuole professionali presenti e apertura stand informativi
  • 13.30 – Light lunch


Refugees Welcome partecipa alla Giornata della Memoria e dell'Accoglienza.

Dal 30 settembre al 3 ottobre Refugees Welcome Italia sarà a Lampedusa in occasione della Giornata della Memoria e dell’Accoglienza, organizzata dal Comitato tre Ottobre.

Durante la manifestazione, terremo un workshop sul tema della casa per gli studenti e le studentesse europee che partecipano al progetto Welcome Europe. Si tratta del più grande evento europeo sulle migrazioni dedicato a studenti e studentesse e coinvolgerà, in presenza sull’isola, oltre 250 studenti e 75 professori da 53 scuole di 11 Paesi europei. All’evento collaborano 27 organizzazioni tra istituzioni, agenzie delle Nazioni Unite, ONG e organi di stampa.

Il progetto Welcome Europe è finalizzato a rafforzare la consapevolezza e la conoscenza dei giovani in età formativa sui temi del fenomeno migratorio,  dell’interdipendenza globale e dei diritti umani, dell’integrazione culturale e dell’accoglienza dei migranti, dei rifugiati e dei richiedenti asilo. Dal 30 settembre al 3 ottobre avranno luogo laboratori, spettacoli musicali, eventi serali, tavole rotonde, incontri con persone sopravvissute ai naufragi e parenti delle vittime, commemorazioni, sia alla porta d’Europa che in mare.

Dal 2016, il 3 ottobre è diventato la Giornata della Memoria e dell’Accoglienza, in virtù della legge 45/2016. La ricorrenza è stata istituita per commemorare tutte le vittime dell’immigrazione e promuovere iniziative di sensibilizzazione e solidarietà. Un’occasione per onorare le 368 persone morte nel tragico naufragio al largo di Lampedusa avvenuto il 3 ottobre 2013 e per ricordare le oltre 22.000 persone che da allora hanno perso la vita nel tentativo disperato di trovare sicurezza e protezione in Europa.

Le persone in fuga molto spesso non dispongono di alternative sicure e regolari per raggiungere l’Europa. Occorre ripristinare una piena capacità di ricerca e soccorso nel Mediterraneo e stabilire un meccanismo per permettere lo sbarco immediato delle persone soccorse in mare e la redistribuzione dei richiedenti asilo negli Stati membri della UE. È necessario, inoltre, promuovere i corridoi umanitari e aumentare le quote di reinsediamento; dare accesso ai visti per ragioni umanitarie e concedere visti per motivi di studio e di lavoro alle persone in fuga da guerre e persecuzioni; facilitare i ricongiungimenti familiari; promuovere sistemi di sponsorizzazioni private.


Al via la piattaforma Yalla! Social community services

Il progetto YALLA! Social Community Service, risponde pertanto all’urgenza di avviare processi sinergici di potenziamento dell’offerta e del funzionamento dei servizi pubblici a supporto dei cittadini e delle cittadine di paesi terzi più esposti al rischio di marginalità sociale. Tale obiettivo è perseguito attraverso lo sviluppo di nuovi modelli di governance interistituzionale, l’aggiornamento degli operatori, l’organizzazione di un servizio di mediazione di sistema, la realizzazione di percorsi di empowerment e partecipazione che prevedono il coinvolgimento diretto degli utenti, la sensibilizzazione della comunità locale alla cultura dell’accoglienza e del rispetto dei diritti.

Nell’ambito di questo progetto, Refugees Welcome Italia ha sviluppato e implementato una piattaforma che, da un lato, incrocia la domanda e l’offerta di servizi per persone migranti, dall’altro rappresenta una porta di ingresso per la partecipazione dei cittadini e delle cittadine. Non solo: questo strumento offre una mappa geolocalizzata dei servizi e delle risorse della città di Napoli (e Caserta), per favorire una effettiva accessibilità e fruibilità delle opportunità presenti sul territorio.

Yalla Social Community Services è un progetto FAMI gestito dal Comune di Napoli (capofila di progetto) in partenariato con Cidis, Dipartimento Architettura-Università degli Studi di Napoli “Federico II”, Dipartimento di Studi Umanistici-Università degli Studi di Napoli “Federico II”, Ordine degli Psicologi della Campania, ActionAid, AICS Comitato Provinciale di Napoli, Dedalus, Giovani per l’Europa, L.E.S.S., SOL.CO.Napoli, Refugees Welcome Italia Onlus e Traparentesi Onlus.

I risultati del progetto verranno presentati in una conferenza stampa il prossimo 5 ottobre, presso Palazzo San Giacomo – Sala Giunta, Piazza Municipio 1, Napoli.


Elezioni politiche: 7 proposte su accoglienza e immigrazione

Il Tavolo Asilo, di cui Refugees Welcome Italia è parte, presenta ai partiti impegnati nella campagna elettorale le proprie richieste in vista delle prossime elezioni.

Le politiche sull’immigrazione e il diritto d’asilo sono state, almeno negli ultimi venti anni, frutto di numerosi interventi, volti quasi tutti a ridurre lo spazio dei diritti delle persone di origine straniera. Questa tendenza, con poche eccezioni, ha accentuato la condizione di precarietà degli stranieri, fino a determinare pesanti forme di discriminazione. Dal 2011 ad oggi il discorso pubblico sull’immigrazione si è sempre più polarizzato, sviluppandosi principalmente intorno al binomio “migrazione-sicurezza” e adottando un approccio emergenziale anziché strutturale, progressivamente concentrato sull’accesso al diritto d’asilo e sull’accoglienza dei richiedenti asilo e rifugiati.

Questa rappresentazione distorta del mondo dell’immigrazione impedisce ancora oggi di affrontare le questioni che riguardano l’ingresso e il soggiorno delle persone di origine straniera con misure efficaci e realmente rispettose della loro dignità. Il Tavolo Asilo, che rappresenta la principale coalizione nazionale di associazioni del Terzo settore impegnate in questo ambito, ha inviato a tutti i partiti e ai loro candidati per le elezioni del 25 settembre 2022 un documento che propone misure urgenti e necessarie da attuare nella prossima legislatura. Sette i temi principali in cui si articola il documento: 1) Rapporto tra persone straniere e Pubblica Amministrazione; 2) Canali di ingresso legali e presenza regolare sul territorio; 3) Cittadinanza e diritto di voto; 4) Accesso alla procedura di protezione internazionale e gestione delle frontiere esterne e interne all’Unione Europea; 5) Riforma del sistema di accoglienza; 6) Detenzione amministrativa ed espulsione; 7) Ufficio Nazionale Anti Discriminazioni Razziali.

 

Per il Tavolo Asilo e Immigrazione:

A Buon Diritto, ACAT Italia, ACLI, ActionAid, ARCI, ASGI, Centro Astalli, CIES, CGIL, CNCA, Comunità Papa Giovanni XXIII, CoNNGI, Emergency, Europasilo, Focus Casa dei Diritti Sociali, Medici del Mondo Italia, Movimento Italiani Senza Cittadinanza, MSF, Oxfam, Refugees Welcome Italia, Senzaconfine, SIMM, UIL, Unire


We are hiring: social media manager

Refugees Welcome Italia è alla ricerca di un/una social media manager da inserire nel team di comunicazione.

Inquadramento: contratto a progetto di un anno, modalità della collaborazione da definire.

Deadline: 9 ottobre 2022

Leggi la job description.