Libertà per Maysoon Majidi e Marjan Jamal

Giovedì 18 luglio si è tenuta, presso la Sala Stampa della Camera dei Deputati la conferenza stampa Donna, vita, libertà. Il caso di Maysoon Majidi e Marjan Jamali, volta a chiedere la libertà per le due donne iraniane arrestate per l’accusa di favoreggiamento dell’immigrazione irregolare sulla base di testimonianze rilasciate subito dopo lo sbarco in Italia e senza la possibilità di un contro-esame.

Convocata da Luigi Manconi, presidente di A Buon Diritto, e dai parlamentari Laura Boldrini, Presidente del Comitato per i diritti umani della Camera e Marco Grimaldi (Alleanza Verdi Sinistra), alla conferenza – organizzata per tenere alta l’attenzione sulla vicenda – hanno partecipato anche Riccardo Noury, portavoce di Amnesty International – Italia; Ferdinando Laghi, consigliere regionale e Parisa Nazari, attivista del movimento Donna, vita, libertà.

Maysoon Majidi e Marjan Jamali sono due giovani donne iraniane arrivate in Italia nel 2023. Dopo essere sbarcate sono state sottoposte a provvedimenti di custodia cautelare in quanto accusate di favoreggiamento dell’immigrazione irregolare e, in particolare, di essere delle “scafiste”. Marjan si trova oggi agli arresti domiciliari, mentre Maysoon è reclusa in carcere in Calabria in attesa del giudizio immediato che si terrà il prossimo 24 luglio. In particolare Maysoon Majidi, 27 anni, è in una condizione di gravissima depressione e debilitazione, che desta molta preoccupazione. Pesa attualmente 38-40 kg e le è stata rifiutata la visita di una psicologa da lei indicata.

Maysoon Majidi e Marjan Jamali erano in fuga dal loro paese quando sono sbarcate in Italia. Qui invece di trovare tutela e protezione sono state accusate di un reato – quello previsto dall’articolo 12 del Testo Unico Immigrazione (TUI) – che spesso colpisce persone che con il traffico di esseri umani non hanno nulla a che fare”, dichiarano dalla Onlus A Buon Diritto.

Quella di scafista è una categoria contestata e problematica da un punto di vista giuridico: nella maggior parte dei casi oggi le persone che si trovano alla guida delle imbarcazioni sono semplici persone migranti in stato di necessità, ma vengono perseguite come se fossero trafficanti di esseri umani. L’accusa di favoreggiamento dell’immigrazione irregolare nei confronti delle due donne è stata avanzata sulla base di testimonianze di persone che avevano effettuato l’ultimo tratto di viaggio in barca insieme a loro, che avevano riferito la partecipazione di Maysoon alla distribuzione di cibo e acqua a bordo; mentre le accuse riguardanti Marjan provenivano dagli stessi uomini che, nel racconto della donna, avrebbero tentato una violenza nei suoi confronti. Tali testimoni sono stati interrogati nei concitati momenti dopo l’approdo, ma non è stato possibile un contro-esame delle loro affermazioni perché sono scomparsi poco dopo lo sbarco. 

Durante la conferenza stampa è stata letta la lettera che Maysoon Majidi ha inviato dal carcere al presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, per chiedere che la sua voce venga ascoltata e che la sua detenzione venga trasformata in libertà provvisoria o in una forma di detenzione alternativa.

Con la conferenza stampa, oltre a chiedere la liberazione di Maysoon Majidi e Marjan Jamali, si è voluto denunciare l’ulteriore inasprimento della politica migratoria italiana, ricordare che il traffico di esseri umani è reso possibile e alimentato dalla mancanza di canali legali e sicuri di ingresso in Italia e in Europa e chiedere una modifica profonda delle attuali leggi sull’immigrazione e della loro applicazione, a partire da quella dell’art.12 del Testo Unico Immigrazione.

Refugees Welcome Italia ha aderito all’appello per la liberazione delle due donne, insieme a diverse associazioni, tra cui: A Buon Diritto Onlus, Ero Straniero, Mediterranea Saving Humans, Lunaria, Ciac Onlus, Casa dei diritti sociali odv, RECOSOL, Fondazione Migrantes, Federazione delle Chiese evangeliche in Italia (FCEI), Agenzia Scalabriniana per la Cooperazione allo Sviluppo (ASCS), Acli, Danish Refugee Council (DRC), Amnesty International Italia, Coltivazione Aps, International Rescue Committee Italia, Associazione Black and white ETS Castel Volturno, Commissione Migranti e GPIC, Missionari Comboniani provincia italiana, Cnca, Asgi, Europasilo, SIMM – Società Italiana di Medicina delle Migrazioni.


Lettera aperta al nuovo Parlamento europeo

Oggi che l’Unione europea si trova ad affrontare uno dei momenti più difficili della sua storia, la Road map per il diritto di asilo, di cui Refugees Welcome Italia è parte, ha deciso di rilanciare la mobilitazione della società civile. Il 4 luglio, al termine di un’assemblea on line che ha visto la partecipazione di quasi 200 persone da ogni parte d’Italia, abbiamo redatto una lettera aperta in dieci punti rivolta al nuovo Parlamento europeo e alle forze politiche e che invitiamo a sottoscrivere. Fermiamo la violenza delle frontiere, costruiamo un’Europa dei diritti, ascoltiamo la società civile. 

Appello ai/alle parlamentari europei e alle forze politiche italiane

L’Unione europea si trova ad affrontare uno dei momenti più cruciali della sua storia. Tra i tanti temi che animano le preoccupazioni della società civile, ricorre la questione ancora irrisolta delle politiche di accoglienza e protezione per chi chiede asilo, con scelte adottate nel corso della scorsa legislatura che appaiono inutilmente vessatorie e persecutorie verso chi fugge da persecuzioni, guerre, violenze generalizzate, disastri climatici che provocano carestie, desertificazione, povertà estrema.

Siamo una rete di associazioni impegnate nell’accoglienza, nella promozione dei diritti sanciti da leggi e convenzioni internazionali, nel salvataggio in terra e in mare, nel sostegno a chi giunge nell’Unione europea per poter costruire in sicurezza la propria vita. Attraverso un lungo percorso di consultazione e denuncia, abbiamo provato, con ogni possibile sforzo, ad evitare l’approvazione del Patto Migrazione e Asilo, una riforma che mette in serio pericolo l’esistenza e l’esercizio stesso del diritto di asilo. Non ci siamo riusciti. Il Parlamento europeo, seppure con una maggioranza risicata, ha adottato il pacchetto di riforme.

Non per questo intendiamo fermarci. Siamo determinati a rafforzare l’impegno collettivo di fronte a quello che consideriamo un colossale errore politico europeo, sia di contenuti, sia di strategie.

Migliaia di morti nel Mar Mediterraneo, nell’Oceano Atlantico, sulla rotta balcanica sono il frutto di politiche che, invece di ampliare vie sicure e legali di accesso all’Europa e di costruire un autentico ed efficace sistema di accoglienza e integrazione, percorrono la scorciatoia della militarizzazione delle frontiere e della costruzione di muri sempre più alti per fermare, a qualsiasi costo, i flussi migratori. Crediamo fermamente in un sistema europeo comune di asilo come quadro giuridico e politico essenziale per garantire il rispetto dei valori fondanti dell’Europa, la condivisione delle responsabilità, la solidarietà tra gli Stati membri e la protezione delle persone.

Serve più ascolto della società civile e rispetto dei diritti fondamentali di cui l’Europa si vanta di essere storicamente depositaria. Per questo, in vista dell’avvio della nuova legislatura, reiteriamo il nostro appello ad un cambio di passo delle politiche europee in tema di migrazione e asilo che metta al centro la tutela dei diritti e della dignità delle persone migranti e rifugiate e che si basi sulle seguenti azioni.

Che cosa chiediamo? Questi sono i punti della nostra piattaforma.

1. Rafforzare ed incrementare le vie di accesso sicure e legali in Europa e garantire l’accesso al territorio europeo per chi cerca protezione. Aggiornare il codice dei visti, in modo da rendere più semplice ottenere visti per studio, lavoro e ricerca lavoro; favorire i ricongiungimenti familiari e ampliare la platea di chi può accedervi.

2. Fermare l’uso della detenzione amministrativa in ambito migratorio. Migliaia di uomini e donne, inclusi minori, vengono detenuti senza aver commesso alcun reato. Il ricorso alla detenzione amministrativa è destinato a diventare la norma con l’entrata in vigore del nuovo Patto Europeo su Migrazione e Asilo, che introduce l’uso generalizzato delle procedure di frontiera. La privazione della libertà personale è una pratica disumana e disumanizzante, che causa gravi danni alla salute mentale e fisica delle persone, nonché alla credibilità giuridica di chi la esercita. Esigiamo che si ponga fine a questa pratica e che, nel contempo, siano chiusi i centri esistenti, come i CPR, e i centri di trattenimento come gli hotspot.

3. Interrompere i programmi di realizzazione di strutture di detenzione persone migranti e rifugiate in Stati terzi (come nel caso dell’Italia con l’Albania), che costituiscono una inquietante deriva autoritaria di segregazione delle persone e di compressione dei loro diritti fondamentali.

4. Promuovere il pieno rispetto del diritto di asilo. Il ricorso diffuso alla procedura accelerata di frontiera, che impone un esame sommario delle domande di asilo, basato principalmente sulla provenienza geografica delle persone, è una seria minaccia al pieno esercizio del diritto di asilo e rischia di causare respingimenti verso Paesi non sicuri. La procedura ordinaria di esame della domanda di asilo, che prevede l’accesso al territorio e accoglienza, deve tornare ad essere la norma. Inoltre, va fermato l’utilizzo strumentale dell’ambigua nozione di “Paese terzo sicuro”, con la quale si vorrebbe rinviare il maggior numero possibile di persone richiedenti asilo già arrivate in Europa in Paesi con i quali non hanno alcun reale legame e che non sono in grado di offrire loro adeguata protezione.

5. Creare un dispositivo trasparente di monitoraggio sugli accordi stipulati dall’Unione europea con Paesi terzi, in modo da garantire scrutinio pubblico e rispetto dei diritti fondamentali. Occorre verificare che gli aiuti allo sviluppo e il sostegno economico a questi Stati da parte dell’UE siano doverosamente subordinati al rigoroso rispetto dei diritti umani e non più vincolati al loro impegno nel contrastare i flussi migratori.

6. Istituire una missione di soccorso europea, come da Risoluzione 2023/2787(RSP) votata a luglio del 2023 dal Parlamento europeo. Nella nuova legislatura, questo proposito deve tradursi in un impegno concreto che porti all’istituzione di un’operazione strutturata di ricerca e soccorso nel Mediterraneo coordinata e finanziata dall’UE.

7. Orientare le politiche degli Stati europei verso la costruzione di un sistema unico di accoglienza diffusa, con unità abitative di piccole dimensioni, integrate nei territori, in cui le persone abbiano un ruolo da protagoniste nel loro percorso verso l’autonomia e non siano più relegate al ruolo di passivi beneficiari all’interno di centri di accoglienza spesso di grandi dimensioni e geograficamente isolati.

8. Abolire l’agenzia Frontex che, nella sua attuale configurazione e mandato, ha prodotto enormi distorsioni. Le frontiere europee sono diventate sempre di più luoghi di violenze, abusi e sistematiche violazioni delle stesse leggi fondamentali dell’Unione, anche a causa dell’operato di tale agenzia. La modalità di controllo comune delle frontiere esterne va profondamente rivista e vanno istituiti efficienti sistemi di monitoraggio sul rispetto dei diritti fondamentali di coloro che si trovano alle frontiere europee.

9. Assicurare che l’implementazione del Patto Migrazione e Asilo sia rigorosamente aderente agli standard internazionali in materia di tutela del diritto di asilo e di diritti umani delle persone in movimento, soprattutto per quanto riguarda l’applicazione dei regolamenti screening e procedure.

10. Operare, in ambito italiano, una totale inversione delle attuali politiche e delle prassi amministrative, per mettere al centro dell’agenda politica azioni che tutelino le persone migranti dallo sfruttamento e dalla precarietà di soggiorno, che garantiscano il rispetto del diritto d’asilo e l’accesso alla accoglienza, oggi fortemente messa in discussione dalle scelte del Governo. Tale cambiamento deve prevedere un superamento dell’attuale sistema del “decreto flussi” che genera insicurezza, illegalità e marginalità sociale dei lavoratori e delle lavoratrici stranieri. Nella cornice più generale della “smilitarizzazione” delle politiche migratorie, crediamo che queste ultime possano e debbano rientrare nelle competenze del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali. Alle logiche securitarie bisogna contrapporre con determinazione la logica dell’accoglienza e della tutela dei processi positivi di inclusione, garantendo la libertà di movimento e la difesa dei diritti nelle comunità accoglienti.

Come coalizione impegnata a promuovere il diritto d’asilo e la libertà di movimento, vigileremo con continuità e competenza su ogni singolo passo che l’Unione europea e i suoi Stati membri compiranno per applicare il Patto Migrazione e Asilo, attivando ogni iniziativa nazionale ed europea che si renda necessaria per tutelare i fondamentali principi costituzionali su cui poggia il progetto europeo.

Firma e sottoscrivi a questo link la lettera aperta ai/alle parlamentari europee e alle forze politiche italiane.

La Road Map per il diritto di asilo è promossa in collaborazione con Forum per cambiare l’ordine delle cose, Coordinamento Nazionale Comunità di Accoglienza – CNCA, Mediterranea Saving Humans, Re.Co.Sol – Rete delle Comunita’ Solidali, Stop Border Violence, RiVolti ai Balcani, Italy Must Act, RESQ.


Road Map per il diritto di asilo: assemblea online

A due mesi esatti dall’incontro di Bologna del 4 maggio, la rete della Road Map per il diritto d’asilo e la libertà di movimento invita tutte le realtà che hanno promosso le tappe locali e tutte le associazioni e le persone interessate, ad un incontro online per programmare i prossimi passi della campagna.

Abbiamo scritto una lettera ai nuovi/alle nuove euro-parlamentari e alle segreterie delle forze politiche per trovare possibili convergenze e rafforzare un’efficace opposizione contro queste derive securitarie, sovraniste e lesive dei diritti umani, in particolare nell’ambito della prossima attuazione del Patto Europeo Migrazioni e Asilo approvato recentemente.

Questa non è l’Europa che vogliamo.

Crediamo sia fondamentale il ruolo della società civile, delle associazioni, delle comunità migranti, per abbattere le mura di questa Europa Fortezza e tutelare il diritto d’asilo e la libertà di movimento. Vogliamo per questo rafforzare la rete e allargare gli spazi di azione possibili per tutelare le persone migranti e il loro diritto di soggiorno e di accoglienza. Abbiamo anche bisogno di capire meglio le dinamiche e le possibili conseguenze di queste elezioni europee.

Sarà con noi nella prima parte della assemblea online Angela Mauro, special correspondent on european affairs and political editor per Huffington Post, nonché autrice del libro “Europa Sovrana” edito da Feltrinelli.

Rete Promotrice per la Road Map per il Diritto D’Asilo e la Libertà di Movimento: Cambiare l’Ordine delle Cose, Coordinamento Nazionale Comunità di Accoglienza (CNCA), Rivolti ai Balcani, Europasilo, Refugees Welcome Italia, Mediterranea Saving Humans, Recosol e Stop Border Violence.

Clicca qui per iscriverti e partecipare all’assemblea nazionale on line “Questa non è l’Europa che vogliamo”.


Giornata Mondiale del Rifugiato 2024: trascorrila con noi!

Il 20 giugno, Giornata Mondiale del Rifugiato, è alle porte: anche quest’anno, per l’occasione, abbiamo organizzato alcune le iniziative. Un’occasione per ricordare che non ci può essere inclusione senza una comunità aperta, inclusiva e solidale in cui tutti e tutte possano sentirsi a casa e realizzare le proprie potenzialità.

Qui la lista dei nostri eventi: vi aspettiamo!

19/06/2024 RomaInsieme per la Giornata Mondiale del Rifugiato– Largo Dino Frisullo, Città dell’ Altra Economia, dalle ore 18.30

19/06/2024 Palermo – Insieme per la Giornata Mondiale del Rifugiato – un aperitivo presso lo spazio Zabbara | La Bandita,  via del Celso 14

20/06/2024 MilanoInsieme per la Giornata Mondiale del Rifugiato Tempio del Futuro Perduto, Via Luigi Nono 7/9, 20154, dalle 18.30

20-23/06/2024 Venezia e MestreFestival delle Migrazioni – diffuso in tanti luoghi della città

20/06/2024 Padova – Giornata Mondiale del rifugiato – festa del SAI Padova – Parco Europa

20/06/2024 PesaroC’è la famiglia in cui nasci, c’è la famiglia che scegli – Centro sociale “Il grano e la zizzania”

20/06/2024 TorinoReal People, proiezione documentario e dibattito– Raffinerie Sociali, via Fagnano 30, dalle 20.30

20/06/2024 Ancona – Festa per la Giornata Mondiale del Rifugiato – parco di Posatora

29/06/2024 AnconaConvivium:vivere insieme – casa alloggio Il Focolare


Programma Community Matching: presentati i risultati

I risultati del programma Community Matching sono stati presentati oggi nel corso di una conferenza che si è tenuta alla Fondazione Feltrinelli a Milano. Il progetto, avviato nel 2021, promuove l’incontro tra rifugiati e comunità locali in 10 città italiane con l’obiettivo di creare comunità più inclusive e favorire i percorsi di integrazione. L’idea alla base del programma, nato alla fine del 2021, è semplice ed efficace: promuovere relazioni paritarie tra persone rifugiate e volontari, che possono registrarsi attraverso un portale ed essere accompagnate da personale qualificato nella costruzione di nuovi e significativi legami. Il progetto infatti riconosce il valore determinante delle relazioni personali e sociali per favorire percorsi più efficaci e sostenibili di inclusione, facilitando l’accesso alla casa, al lavoro, ai servizi, all’acquisizione della lingua italiana. Sono le relazioni che la persona stabilisce che fanno di un individuo un membro di una comunità. Inoltre, attraverso la reciproca conoscenza, si abbattono barriere e si superano stereotipi, si valorizzano risorse e si contribuisce attivamente alla società. 

L’impatto del progetto è stato misurato per il secondo anno consecutivo da una ricerca che rivela come l’84% dei rifugiati coinvolti ha migliorato la propria capacità di orientarsi sul territorio, il 63% dei rifugiati ha migliorato il livello di italiano, il 30% ha trovato una sistemazione alloggiativa e il 20% un contratto di lavoro regolare. L’impatto sulle comunità locali anche mostra un dato significativo: un aumento del 150% di persone rifugiate conosciute rispetto a prima del match, e oltre 8,000 persone sensibilizzate sul tema dalla diretta voce dei suoi protagonisti. 

Il quadro che emerge da questi dati racconta quanto siano fondamentali le relazioni sociali per promuovere il benessere delle persone in fuga, e rappresenta un invito importate per tutti gli attori del sistema asilo, dell’accoglienza e dei servizi, a compiere una riflessione comune che rimetta al centro l’inclusione e la coesione sociale”, ha dichiarato Chiara Cardoletti, Rappresentante UNHCR per l’Italia, la Santa Sede e San Marino. L’inserimento del Community Matching nel Piano Nazionale Integrazione, così come in numerosi Avvisi pubblici dei FAMI, insieme alla sua adozione da parte di alcuni progetti territoriali ed equipe SAI, rappresentano segnali promettenti che vanno in questa direzione. 

L’UNHCR, l’Agenzia ONU per i rifugiati, insieme ai partner Ciac e Refugees Welcome Italia, ha avviato il progetto nel 2021 grazie al sostegno dell’Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai attraverso i fondi 8×1000. Dall’inizio del progetto ad oggi sono stati 1007 i match avviati, coinvolgendo oltre 930 persone di 47 nazionalità solo nel 2023. 


Elezioni europee: guida al voto consapevole

Refugees Welcome Italia è da sempre impegnata a dialogare con le istituzioni per promuovere l’adozione di politiche migratorie che pongano al centro la tutela dei diritti umani e superino un approccio securitario disumano e inefficace. In occasione delle prossime elezioni europee, che si terranno in Italia l’8 e il 9 giugno, ribadiamo le nostre posizioni su alcune questioni fondamentali e chiediamo che vengano trasformate in azioni concrete. Per questo, abbiamo analizzato i programmi dei partiti politici italiani per capire qual è il loro posizionamento rispetto alle nostre proposte. Le elezioni europee sono un’opportunità per tutti i cittadini e tutte le cittadine di utilizzare il proprio voto per chiedere un cambio di passo nelle politiche europee in tema di migrazione e fermare la violenza delle frontiere. 

Ecco le nostre 7 proposte e la posizione dei partiti

PIÙ VIE DI ACCESSO SICURE E LEGALI

La vera emergenza non sono gli arrivi, ma le morti alle frontiere dell’Unione europea. Non esiste un visto per venire in Europa a chiedere protezione internazionale e le vie legali esistenti sono sottoposte ad un regime di visti vessatorio e discriminatorio. L’assenza di alternative spinge le persone a intraprendere viaggi sempre più pericolosi. Chiediamo che vengano incrementati i percorsi sicuri e legali di accesso all’UEpiù corridoi umanitari e programmi di reinsediamento per le persone in cerca di protezione, introduzione di visti umanitari; aggiornamento del codice dei visti in modo da rendere più semplice ottenere visti per studio, lavoro e ricerca lavoro; semplificare i ricongiungimenti familiari e ampliare la platea di chi può accedervi.

Favorevoli: Movimento 5 Stelle, Alleanza Verdi-Sinistra, PD, Pace Terra e Dignità, Stati Uniti d’Europa, Azione.

Contrari: Lega, Fratelli d’Italia.

Non si esprimono: Forza Italia.

STOP ALL’USO DELLA DETENZIONE AMMINISTRATIVA

Migliaia di persone, inclusi minori, vengono detenute senza aver commesso alcun reato, se non quello di attraversare un confine per cercare protezione o una vita migliore. Il ricorso alla detenzione amministrativa è destinato a diventare la norma con l’entrata in vigore del nuovo Patto europeo su migrazione e asilo, che introduce l’uso generalizzato delle procedure di frontiera. La privazione della libertà personale è una pratica disumanizzante, che causa gravi danni alla salute mentale e fisica delle persone. Crediamo in un’Europa che riconosca la libertà come un diritto fondamentale. Chiediamo che si ponga fine all’utilizzo della detenzione amministrativa in ambito migratorio, che si chiudano i CPR e che siano introdotte misure alternative al trattenimento.

Favorevoli: Movimento 5 Stelle, Alleanza Verdi-Sinistra, PD, Pace Terra e Dignità.

Contrari: Lega, Fratelli d’Italia, Forza Italia.

Non si esprimono: Stati Uniti d’Europa, Azione.

PIENO RISPETTO DEL DIRITTO DI ASILO

Crediamo che le politiche migratorie europee non possano prescindere dalla tutela dei diritti fondamentali, a partire dal diritto di asilo. Il ricorso diffuso alle procedure accelerate di frontiera, che impongono un esame sommario delle domande di asilo, basato principalmente sulla provenienza geografica delle persone, è una seria minaccia al pieno esercizio del diritto di asilo e rischia di causare respingimenti verso Paesi non sicuri. Chiediamo che la procedura ordinaria di esame della domanda di asilo, che prevede l’accesso al territorio e accoglienza, torni ad essere la norma e che l’uso di procedure speciali sia limitato a pochi casi previsti dalla legge. Vogliamo anche che il Parlamento europeo segua da vicino l’implementazione delle procedure alle frontiere e denunci le violazioni delle leggi e dei valori dell’UE.

Favorevoli: Movimento 5 Stelle, Alleanza Verdi-Sinistra, PD, Pace Terra e Dignità, Stati Uniti d’Europa.

Contrari: Lega, Fratelli d’Italia, Forza Italia.

Non si esprimono: Azione.

NO ALLE POLITICHE DI ESTERNALIZZAZIONE

Negli ultimi anni, l’Unione europea ha di fatto delegato a Paesi extra-UE la gestione dei flussi migratori e la responsabilità di proteggere chi chiede asilo. È la cosiddetta politica di esternalizzazione, realizzata in due modi: attraverso accordi con Stati che il più delle volte non rispettano i diritti umani – Libia, Tunisia, Egitto, Mauritania – e con un uso esteso del concetto di Paese terzo “sicuro”, che permette di respingere le persone richiedenti asilo verso Paesi che sicuri non sono. Vogliamo la fine di questa deriva e chiediamo al nuovo Parlamento europeo di vigilare, in modo critico, sugli accordi già stipulati dall’Unione europea con Paesi terzi, in modo da garantire il rispetto dei diritti fondamentali. Chiediamo, inoltre, che gli aiuti allo sviluppo e il sostegno economico a Paesi terzi da parte dell’UE non siano più subordinati al loro impegno nel contrastare i flussi migratori.

Favorevoli: Alleanza Verdi-Sinistra, PD, Pace Terra e Dignità, Stati Uniti d’Europa.

Contrari: Lega, Fratelli d’Italia, Forza Italia.

Non si esprimono: Azione, Movimento 5 Stelle.

STOP ALLA MILITARIZZAZIONE DEI CONFINI

Le frontiere europee sono diventate sempre di più luoghi di violenze e abusi, anche a causa dell’operato dell’Agenzia europea della guardia di frontiera e costiera, meglio nota come Frontex. Chiediamo che Frontex venga profondamente riformata, rivedendo il suo mandato, assicurando trasparenza nella gestione dei fondi e nelle sue missioni, pieno rispetto dei diritti umani e del diritto di asilo nell’esercizio delle sue attività e meccanismi chiari di accertamento delle responsabilità nella catena di comando.

Favorevoli: Alleanza Verdi-Sinistra, Stati Uniti d’Europa.

Contrari: Lega, Fratelli d’Italia, Forza Italia, Azione.

Non si esprimono: PD, Pace Terra e Dignità, Movimento 5 Stelle.

CREAZIONE DI UNA MISSIONE EUROPEA DI RICERCA E SOCCORSO

Il Mediterraneo continua ad essere la rotta migratoria più letale al mondo, con almeno 3.129 morti e dispersi nel solo 2023. Salvare vite umane è un dovere morale, oltre che un obbligo derivante dal diritto internazionale. A luglio del 2023, Il Parlamento europeo si è espresso a favore della creazione di una missione di salvataggio europea. Chiediamo che, nella nuova legislatura, questo proposito diventi un impegno concreto che porti all’istituzione di un’operazione di ricerca e soccorso nel Mediterraneo coordinata e finanziata dall’UE.

Favorevoli: PD, Alleanza Verdi-Sinistra, Stati Uniti d’Europa, Movimento 5 Stelle, Azione.

Contrari: Lega, Fratelli d’Italia, Forza Italia.

Non si esprimono: Pace Terra e Dignità.

INVESTIMENTO NELL’ACCOGLIENZA E NELL’INCLUSIONE

Le politiche migratorie europee sono quasi esclusivamente focalizzate sul controllo delle frontiere e su un approccio securitario ed emergenziale. Crediamo sia fondamentale, invece, investire in un sistema di accoglienza a misura d’uomo, basato su centri di piccole dimensioni integrati nei territori, in cui le persone non siano più relegate al ruolo di passivi beneficiari. Desideriamo politiche che favoriscano l’inclusione delle persone migranti e rifugiate all’interno delle comunità, promuovendo il loro protagonismo e quello della società civile. Chiediamo che vengano introdotte nuove misure che facilitino un’accoglienza comunitaria, attraverso un coinvolgimento dei cittadini e delle cittadine, potenziando i cosiddetti programmi community-based.

Favorevoli: Movimento 5 Stelle, Alleanza Verdi-Sinistra, PD, Pace Terra e Dignità, Stati Uniti d’Europa, Azione.

Contrari: Lega, Fratelli d’Italia.

Non si esprimono: Forza Italia.


A Bologna la tappa conclusiva della Road Map per il diritto d’asilo

Si concluderà il prossimo 4 maggio con una grande assemblea nazionale a Bologna, che si terrà nella Sala Casa di Quartiere Katia Bertasi, patrocinata dal comune felsineo,  la Road Map per il diritto d’asilo e la libertà di movimento promossa da nove organizzazioni:  il Forum per Cambiare l’Ordine delle Cose, Coordinamento Nazionale Comunità di Accoglienza (CNCA), Rivolti ai Balcani, Europasilo, Italy must act, Refugees Welcome Italia, Mediterranea Saving Humans, Rete comunità solidali, e Stop Border Violence. 

I testi di riforma sul diritto d’asilo connessi al Patto UE su immigrazione e asilo e le politiche italiane che in gran parte ne hanno costituito una sperimentazione determinano un grave arretramento nel sistema di protezione dei diritti umani nel nostro continente. Ma non ci basta solo denunciare le conseguenze nefaste delle politiche europee e italiane, vogliamo agire per modificare queste nuove norme, iniziando dal nuovo Parlamento Europeo che sarà eletto a giugno e che deve essere in grado di invertire la pericolosa direzione di marcia.

Negli ultimi sei mesi, da Caserta a Cosenza e Lamezia Terme, da l’Aquila a Firenze, Reggio Emilia, Roma, Milano, Taranto, Varese, Urbino, solo per citare alcune delle città che sono state toccate dalla Road Map, attivisti e attiviste, associazioni, operatori, legali e giuristi, hanno contribuito in diversi incontri e gruppi di lavoro, a rendere una giusta informazione verso le comunità locali: sulle drammatiche conseguenze di questo nuovo patto europeo che considera le migrazioni come un processo ulteriormente da criminalizzare. 

È stato un lungo percorso portato avanti dal basso verso l’alto, attraverso cui le organizzazioni hanno portato la propria voce e quella dei migranti al mondo politico istituzionale, sia all’assemblea organizzata dal partito democratico lo scorso gennaio, invitando gli eurodeputati di quel partito a non votare un Patto che è possibile sintetizzare con tre parole: «respingere, trattenere, detenere», sia a Bruxelles, dove una delegazione della rete ha incontrato alcuni europarlamentari, e consegnato una lettera pubblica prima del voto invitandoli a non votare. 

Ora, a Bologna, i risultati di questa interlocuzione con le forze parlamentari, le istanze e gli esiti emersi nelle varie tappe della Road Map, saranno discussi in una grande assemblea, il 4 maggio, un passo ulteriore per riportare all’interno dei confini dell’Europa i suoi valori fondanti: democrazia, libertà, uguaglianza. La scala è gettata. 

Il programma della giornata è disponibile qui


Refugees Welcome Italia alla Biennale di Venezia

RWI è partner del progetto Journey of labels, realizzato dal collettivo artistico Food of War in collaborazione con la fondazione Art Connection, che verrà presentato alla prossima Biennale di Venezia, il cui tema è Stranieri Ovunque – Foreigners everywhere. Si tratta di una performance che si svolge in diversi luoghi di Venezia per sfidare i pregiudizi sulla migrazione e l’identità in un mondo in costante cambiamento. 

Nell’ambito di questa partnership, partecipiamo a due attività. Il 17 aprile, alcune persone rifugiate e migranti della nostra community, fra cui Kaba Mohamed, membro del Direttivo della nostra associazione, sono state protagoniste di una performance di poesia all’aperto, attraverso la quale hanno raccontato la loro personale esperienza migratoria. Il 20 aprile, il giorno dell’inaugurazione della Biennale, parteciperemo alla performance in movimento Migration public poem. 


Al via i nuovi progetti AMIF che coinvolgono Refugees Welcome

In queste ultime settimane sono ufficialmente partiti i due nuovi progetti europei di cui Refugees Welcome Italia è partner, finanziati nell’ambito del fondo AMIF (Asylum, Migration and Integration Fund).

Il primo si intitola HOUSE (Housing: to Overcome Unstable Situation in Europe) ed è finalizzato a promuovere l’adozione di nuove soluzione abitative per le persone migranti e rifugiate, attraverso la collaborazione e il coinvolgimento società civile, delle istituzioni e delle comunità della diaspora, nell’ambito del potenziamento del community sponsorship.

Refugees Welcome Italia lavorerà nel territorio di Ravenna insieme al Comune della città, con il quale ha già da anni creato lo strumento dell’Albo delle famiglie accoglienti proprio per facilitare la partecipazione dei cittadini e delle cittadine nei percorsi di inclusione delle persone migranti e rifugiate. L’Albo sarà, inoltre, una delle migliori pratiche che verranno condivise nell’ambito del progetto, che coinvolge 10 partner di 6 paesi europei (oltre all’Italia, Grecia, Slovenia, Portogallo, Irlanda, Ungheria).

Nel mese di marzo è anche partito ad Atene l’altro progetto europeo Res Move, che durerà tre anni e coinvolgerà il territorio di Roma. Insieme ad organizzazioni di altri otto paesi europei – Francia, Cipro, Grecia, Slovenia, Svezia, Olanda, Germania, Spagna – lavoreremo per creare una rete di coworking che siano inclusivi e aperti alle persone con background migratorio. Le attività del 2024 prevedono una fase di ricerca, desk e sul campo, finalizzata a mappare gli spazi di coworking e ad intervistare persone esperte del settore.


Tavolo Asilo: chiudere i CPR

Il Tavolo Asilo e Immigrazione (TAI) è la principale coalizione della società civile italiana impegnata nella promozione e tutela dei diritti delle persone di origine straniera, con più di 40 aderenti.

Anche a seguito dei più recenti incidenti avvenuti nei CPR italiani e del rilancio dello strumento della detenzione amministrativa sia a livello nazionale che nell’UE, con la recente approvazione del Patto Europeo Migrazioni e Asilo, la coalizione ha deciso, in accordo con i/le parlamentari del Gruppo di Contatto, che fanno capo ai partiti di opposizione (PD, Movimento 5Stelle, Verdi e Sinistra Italiana, +Europa) e dei/delle Consiglieri/e regionali degli stessi gruppi, di organizzare una visita di monitoraggio in tutti gli 8 CPR attivi: Gradisca d’Isonzo (Gorizia), Macomer (Nuoro), Milano, Roma, Palazzo San Gervasio (Potenza), Bari, Restinco (Brindisi), Caltanissetta.

Le visite, alle quali erano presenti rappresentanti di numerose organizzazioni aderenti al TAI, in presenza di medici, avvocati e mediatori linguistici, sono state effettuate tutte a partire dalle 11 di lunedì 15 aprile 2024 e hanno da subito rivelato una difformità di comportamento da parte delle Prefetture.
Nei CPR di Milano, Caltanissetta, Roma, Bari, Brindisi e Palazzo San Gervasio i/le parlamentari e/o i/le consiglieri/e regionali sono entrati, in alcuni casi dopo alcune resistenze iniziali, con delegazioni più o meno numerose del TAI e di altre organizzazioni locali.
A Macomer ai rappresentanti della società civile è stato impedito di entrare mentre a Gradisca d’Isonzo, dopo l’accesso iniziale consentito anche ai rappresentanti della società civile, agli stessi è stato intimato di lasciare la struttura. Al di là dell’aspetto igienico e sanitario, carente quasi ovunque, si riscontrano criticità strutturali che confermano la necessità di chiudere questi luoghi di detenzione amministrativa dove, persone che non hanno commesso alcun reato, vengono detenute in assenza dei fondamentali diritti garantiti alle persone private della libertà in Italia.
I risultati del monitoraggio sono stati presentati mercoledì 17 aprile a Roma durante una conferenza stampa a cui hanno partecipato alcune organizzazioni del Tavolo Asilo e Immigrazione insieme ai parlamentari che hanno promosso la missione,Susanna Camusso (PD), Matteo Orfini (PD), Rachele Scarpa (PD), Paolo Ciani (Demos).

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