Biennale: artisti rifugiati ospiti di famiglie veneziane grazie alla partnership fra RWI e UNHCR Italia

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Si chiamano Majid Adin, Rasha Deeb, Mohamed Keita, Bnar Sardar Sidiq, originari rispettivamente di Iran, Siria, Costa d’Avorio, Iraq e Somalia. Sono gli artisti rifugiati che partecipano al progetto Rothko in Lampedusa, promosso da  UNHCR – l’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati – in occasione della Biennale di Venezia. Ad accoglierli, al loro arrivo in laguna, alcune famiglie veneziane che hanno dato disponibilità ad ospitare i 4 artisti per una settimana, con il supporto della nostra rete locale Refugees Welcome Veneto. Un momento di scambio e conoscenza reciproca pensato per dare la possibilità agli artisti di familiarizzare con la realtà di Venezia e con i suoi cittadini. Ma anche un’occasione, per chi apre le porte di casa, di conoscere da vicino la realtà e le storie dei rifugiati.

L’iniziativa, coordinata dal gruppo veneziano di Refugees Welcome e a cui partecipano famiglie di Rialto, Canarregio e Mestre, è legata al progetto espositivo Rothko in Lampedusa, promosso e organizzato da UNHCR durante la 58. Biennale Arte di Venezia, con la curatela di Francesca Giubilei e Luca Berta. La mostra, ospitata dal 28 aprile al 5 maggio a Palazzo Querini, allude al legame ideale tra uno dei più grandi e celebri artisti del Novecento e le persone che, in fuga da conflitti e persecuzioni, raggiungono le nostre coste a Lampedusa. Non solo un’esposizione, ma anche una piattaforma di scambio in cui incrociare racconti di vita, opere d’arte ed esperienze, per conoscere le storie e le aspirazioni di artisti rifugiati emergenti selezionati da UNHCR. Forse tra loro o tra i tanti rifugiati in movimento nel mondo potrebbe esserci il nuovo Rothko del XXI secolo.

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