“La politica degli ingressi legali non è una priorità in questo momento”. Risuonano ancora le parole che il vicepresidente della Commissione UE Margaritis Schinas usò per annunciare la proposta di modifica dei regolamenti in materia di migrazione e asilo: il nuovo Patto europeo migrazione e asilo. Quelle parole illustravano una strategia politica di chiusura e contenimento di un fenomeno considerato sempre più come problema e trattata ancora come perenne emergenza.

Quella proposta, che allora era acerba ma già chiara nelle intenzioni, è diventata una riforma che il Parlamento europeo approverà il prossimo 11 aprile. Oltre a essere una sconfitta sul piano della democrazia europea, visto il forte condizionamento dei negoziati da parte del Consiglio, il Patto rischia di tradursi in un quadro giuridico disfunzionale, costoso e crudele che causerà maggiore sofferenza alle persone in cerca di protezione e violerà i principi su cui si basa il diritto UE.

La riforma sistematizza un’azione di contenimento disumana e la abbina a un efficace meccanismo di respingimento. Le procedure di frontiera sono implementate per limitare il diritto d’asilo e il sistema d’accoglienza diviene strumento di sorveglianza e controllo attraverso l’uso indiscriminato della detenzione amministrativa e dei respingimenti sommari verso paesi terzi insicuri.

Il 19 e 20 marzo 2024, una rappresentanza della “Road map per il diritto d’asilo e la libertà di movimento”, di cui Refugees Welcome Italia è parte, è stata a Bruxelles su invito degli europarlamentari del gruppo SD Brando Benifei e Pietro Bartolo. Nell’iniziativa pubblica ha posto la domanda che desta maggiori preoccupazioni: le nuove strategie europee vogliono creare, sulle ceneri del sistema di accoglienza, un modello generalizzato di contenimento e detenzione?

Noi pensiamo di sì e infatti abbiamo lanciato una sfida ai parlamentari e alle parlamentari invitandoli a non votare il Patto. Abbiamo bisogno di un sistema di asilo e accoglienza equo ed efficace, di un meccanismo funzionante di solidarietà e condivisione delle responsabilità, di percorsi legali e sicuri per le persone in cerca di protezione, istruzione e lavoro.

Temi che abbiamo affrontato in una lettera aperta rivolta ai deputati e alle deputate, con la quale diciamo a chiare lettere che qualsiasi riforma della politica di asilo e migrazione deve mettere al centro le persone ed essere guidata dai valori europei di dignità, solidarietà e libertà. Crediamo che in questo momento la pressione della società civile sia importante perché resta l’unico modo per invertire la tendenza, verso politiche umane e rispettose dei diritti. Torniamo da questa missione con un piccolo risultato e ancora un lavoro da fare. Grazie alle interlocuzioni avviate e alla disponibilità dell’onorevole Bartolo, abbiamo certezza di un voto contrario al Patto del gruppo PD in SD, per questo dobbiamo continuare ad insistere nel condividere le ragioni per le quali il patto non va votato!

Firma l’appello: “Non votate il Patto europeo su migrazione e asilo”.

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