Decreti Sicurezza: restituire dignità a oltre 100.000 persone rese invisibili.

Intenti comuni e comunione del principio di lotta per la tutela dei diritti umani hanno permesso di attivare un percorso di advocacy, che ormai da oltre 2 mesi, vede lavorare insieme diverse organizzazioni che compongono il Forum per cambiare l’ordine delle cose, di cui Refugees Welcome Italia è parte, e Grei250.

Uno spazio aperto di confronto ed elaborazione che sta concretizzando quella che fino a poco tempo fa sembrava un’utopia: restituire dignità a oltre 100.000 persone rese ‘invisivili’ dai vergognosi decreti Salvini, ma il percorso non si esaurisce, continuiamo a camminare insieme per cambiare il sistema della policy dell’accoglienza.

La recente riforma dei decreti sicurezza ha abolito alcuni degli aspetti della precedente normativa, che regolamentava in maniera irrazionale, inconcludente e disumana l’accoglienza dei migranti: reintroduzione della protezione speciale e residuale, introduzione di una disciplina transitoria per permettere a chi ha procedimenti pendenti di vedersi riconosciuta la nuova protezione speciale, abolizione delle multe per le ONG, ripristino di un sistema di accoglienza che promette di essere inclusivo ed efficace.

Miglioramenti innegabili di un provvedimento che, fino a poche settimane fa, sembrava un mulino a vento da combattere, e che ora invece sembra aver perso molte delle sue pale, grazie soprattutto alla tenacia e alle competenze messe in campo dalla società civile.

Tuttavia, non possiamo dirci pienamente soddisfatti, restano molte perplessità, buchi neri su cui fare luce ed alcune critiche nonché la necessità di apportare emendamenti al testo, che ci appaiono primari e irrinunciabili

In particolare:

  • va rimodulata l’esclusione dalla nuova disciplina per chi, dopo l’applicazione dei Decreti Sicurezza, ha ricevuto il diniego della protezione internazionale e non ha presentato ricorso;
  • va inserita una clausola di salvaguardia con la quale si scongiuri il fatto che le navi delle ong debbano obbedire a Centri di coordinamento diversi da quello italiano, Centri che potrebbero ordinare di portare i migranti in Paesi in cui avvengono violazioni dei diritti umani;
  • è necessario abolire la lista dei “paesi sicuri” garantendo così il pieno esercizio del diritto di asilo;
    Pur facendo un plauso al nuovo promettente sistema SAI, bisogna introdurre fin da subito delle norme generali sulla “buona” accoglienza. Inoltre, i richiedenti asilo devono poter accedere alle misure di orientamento e avviamento al lavoro previste per i titolari di protezione internazionale.

Restano infine, 2 interrogativi per i quali chiediamo risposte concrete e convincibili: i tempi di attesa per la risposta alla domanda di cittadinanza, (che da 730 giorni erano stati portati a 48 mesi dal primo decreto sicurezza) sono stati ridotti a 36 mesi, perché non tornare ai 2 anni?

Ci chiediamo anche come sia stato possibile infrangere il principio di presunzione di non colpevolezza tutelato dalla nostra Costituzione, considerando l’arrestato, nel caso di violenze nei centri di rimpatrio e negli hotspot, l’”autore del fatto”, quindi già colpevole, sulla base della sola documentazione video-fotografica, e prima di ogni grado di giudizio della magistratura.

Nei prossimi giorni, contestualmente all’esame in Commissione Affari Costituzionali della Camera, daremo il via a una approfondita discussione, con le reti delle associazioni di difesa dei diritti dei migranti e dei richiedenti asilo, delle forze sociali, dei parlamentari, affinché queste poche ma dettagliate proposte completino e diano organicità e coerenza ai numerosi passi avanti compiuti dalle forze politiche di cui ovviamente riconosciamo lo sforzo.