SeaWatch 4: assegnare un porto di sicuro senza ulteriori ritardi.

Dopo il trasbordo dalla Louise Michel, salgono a 350 i migranti attualmente a bordo della SeaWatch 4, la nave di ricerca e soccorso gestita dalla Ong SeaWatch, in collaborazione con Medici Senza Frontiere, che da dieci giorni attende di poter sbarcare in un porto sicuro.

Il personale medico della nave è impegnato a curare le persone per ustioni, disidratazione, ipotermia e lesioni traumatiche causate da abusi e torture subite in Libia. Secondo quanto riferito da Medici Senza Frontiere, la clinica a bordo è ormai al limite delle sue capacità.

Lasciare più di 300 persone in un limbo sul ponte di una nave di soccorso, senza una soluzione in vista per lo sbarco, vuol dire metterne a rischio l’incolumità fisica e psicologica e aggiungere ulteriore sofferenza, dopo la situazione di pericolo vissuta in mare e gli abusi subiti in Libia.

Chiediamo alle autorità maltesi e italiane di facilitare l’assegnazione di un porto sicuro alla SeaWatch 4. Ribadiamo ancora una volta la necessità di superare questo approccio ad hoc, nave per nave, a favore di un meccanismo di sbarco prevedibile e coordinato che coinvolga una ampia coalizione di paesi europei, in modo da supportare i paesi di sbarco senza ulteriori ritardi.

 

Foto credits: Medici Senza Frontiere

 

Nuovo naufragio nel Mediterraneo: 45 le vittime.

Un bilancio drammatico, il peggiore di questo 2020. Almeno 45 persone sono morte in un naufragio al largo delle coste della Libia. A darne notizia sono l’Organizzazione Internazionale delle Migrazioni (OIM) e l’Agenzia della Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR) che definiscono l’incidente “il peggiore quest’anno” in termini di vittime.

Il naufragio, secondo le testimonianze raccolte dalle agenzie ONU, è avvenuto il 17 agosto. “Circa 37 sopravvissuti, provenienti principalmente da Senegal, Mali, Ciad e Ghana, sono stati soccorsi da pescatori locali e posti in stato di detenzione dopo lo sbarco”, si legge in una nota. I sopravvissuti hanno raccontato al personale dell’OIM: “che altre 45 persone, compresi cinque minori, hanno perso la vita a causa dell’esplosione del motore dell’imbarcazione al largo della costa di Zuara”.

A segnalare la presenza di una imbarcazione in difficoltà è stata la Ong Alarm Phone che, due giorni fa, aveva ricevuto la richiesta di soccorso, inviandola alle autorità libiche, maltesi e italiane. Nessuno ha soccorso il gommone. Su questo punto, UNHCR e IOM sottolineano: “I ritardi registrati nei mesi recenti, e l’omissione di assistenza, sono inaccettabili e mettono vite umane in situazioni di rischio evitabili. Nei casi in cui le navi mercantili si trovano a essere le più vicine imbarcazioni in grado di prestare soccorso, dovrebbe essere garantito loro prontamente un porto sicuro presso cui far sbarcare i passeggeri soccorsi”.

Con il naufragio del 17 agosto, salgono a più di 300 le vittime nel Mediterrnao. In questi ultimi mesi, inoltre, centinaia di persone sono state intercettate in mare dalla cosiddetta Guardia costiera libica e riportate nei centri di detenzione del paese, dove subiscono abusi e violenze di ogni tipo.

Ribadiamo che salvare salvare vite umane rimane un imperativo morale, oltre che un obbligo derivante dal diritto internazionale. È necessario adottare procedure rapide per garantire il soccorso alle persone che attraversano il Mediterraneo, attraverso  meccanismo coordinato tra gli Stati membri e creare vie di accesso legali e sicure dalle aree di crisi o di transito.

La società civile incontra il mondo della politica.

Il 6 agosto il mondo della politica ha ascoltato le voci della società civile, la delegazione, composta da Giovanna Cavallo (Forum per cambiare l’ordine delle cose), Fabiana Musicco (Refugees Welcome Italia), Emanuele Petrella (WelcHome) e Stefania Dall’Oglio (Grei250), è stata accolta in rappresentanza delle diverse organizzazioni aderenti alle varie reti nazionali con le quali in queste settimane si è attivata una consultazione sulle modifiche dei decreti sicurezza. 

Per noi la strada percorribile è una, senza se e senza ma, e prevede l’abrogazione totale dei decreti.

Diversi gli argomenti sul tavolo, incentrati in particolare intorno alla tutela dei diritti dei cittadini migranti presenti in Italia e sulla necessaria abrogazione dei Decreti sicurezza. Molte le azioni da costruire, molti i passi da compiere per ricucire gli strappi fatti dalle malsane misure di Salvini, capitano che stava traghettando l’Italia verso la cancellazione della tutela dei diritti fondamentali dell’uomo. Punto fondamentale: il viceministro ha confermato il ripristino dei requisiti per il riconoscimento della protezione speciale ai sensi e per gli effetti degli articoli 3 ed 8 della CEDU , prevedendo la l’allungamento del titolo da un anno a due anni e la convertibilità del permesso in pds per lavoro.

Pur esprimendo un giudizio positivo sull’approccio della politica, espresso dal Viceministro Mauri, confermiamo l’assoluta necessità di intervenire rapidamente sulle conseguenze dei Decreti sicurezza, con un’attenzione particolare verso le persone che hanno perso il permesso di soggiorno a causa di tali misure: la stima è da brividi, si calcola che nel periodo tra il 2018 e il 2020 siano state 100.000 le persone che si sono viste cancellare il permesso di soggiorno. 

Una nostra proposte presa in carico dal Ministero: la riesamina dei singoli casi, oppure azione in forza di una circolare che possa prevedere a seguito di istanza degli interessati presso le questure il rilascio di una protezione speciale (previa rinuncia al ricorso per esempio). 

Sul tema dell’accoglienza, severi i giudizi riportati al viceministro: rigide le linee che abbiamo dettato come direttrici di un percorso volto ad eliminare il divario degli ambiti di accoglienza, nella necessità di ripensare a un sistema di inclusione che valorizzi vocazioni specifiche e incentivi un ampliamento del sistema – cosiddetto di seconda accoglienza -che favorisca realmente i percorsi di autonomia. Sul tema dell’autonomia ecco le altre proposte della società civile messe sul tavolo: formazione al lavoro e accesso facilitato al mercato della locazione attraverso l’utilizzo dei beni confiscati alle mafie.

Su tutti questi punti come delegazione abbiamo proposto un percorso di concertazione straordinario che allarghi la consultazione su due piani: ridurre l’incidenza della accoglienza emergenziale da una parte, e diffondere il sistema di accoglienza dall’altra, coinvolgendo i servizi cittadini già esistenti, mettendo in rete le realtà attive tanto nel privato sociale quanto nel pubblico. Ci rivedremo il 15 settembre, per ripartire da dove ci siamo lasciati. 

Continueremo a lavorare a favore dei diritti chi ha perso i documenti a causa di leggi inique, a favore di un sistema di accoglienza inclusivo e proattivo, e per l’eliminazione della “lista dei paesi sicuri”: un nodo cruciale, a cui ad oggi il governo sembra non voler mettere mano.   

 

AVVISO PUBBLICO PER SELEZIONE ANIMATORE BARI

AVVISO PUBBLICO PER IL CONFERIMENTO MEDIANTE PROCEDURA SELETTIVA COMPARATIVA DI INCARICHI PER N. 1 ANIMATORE TERRITORIALE DA IMPIEGARE NEL PROGETTO FINANZIATO DAL FONDO ASILO MIGRAZIONE E INTEGRAZIONE (FAMI): “REFUGEES WELCOME ITALIA ONLUS – Dalle esperienze al modello: l’accoglienza in famiglia come percorso di integrazione”.  PROG 2000 – CUP B24J18000070007 

AVVISO DI SELEZIONE ANIMATORE BARI

Animatore Bari – allegato A

Animatore Bari – allegato B

 

Esito selezione Fami 

Refugees Welcome Italia Onlus comunica che le operazioni di selezione per il conferimento dell’incarico per la figura di Animatore territoriale, in riferimento all’Avviso sopra pubblicato, sono state completate dalla Commissione di valutazione il giorno 26 ottobre 2020.

AVVISO PUBBLICO PER SELEZIONE PERSONALE FAMI LAZIO

AVVISO PUBBLICO PER IL CONFERIMENTO MEDIANTE PROCEDURA SELETTIVA COMPARATIVA DI INCARICHI PER N. 4 COORDINATORI DEI TEAM LOCALI DI REFUGEES WELCOME ITALIA NEI TERRITORI DI LATINA, FROSINONE, RIETI, VITERBO DA IMPIEGARE NEL PROGETTO FINANZIATO DAL FONDO ASILO MIGRAZIONE E INTEGRAZIONE (FAMI): “DESTINAZIONE COMUNE”. PROG 3306 – CUP F59D20000050002 

Avviso selezione coordinatori locali Lazio

Allegato A

Allegato B

 

Esito selezione Fami 

Refugees Welcome Italia Onlus comunica che le operazioni di selezione per il conferimento degli incarichi per le figure di Responsabili Territoriali, in riferimento all’Avviso sopra pubblicato, sono state completate dalla Commissione di valutazione i giorni 15 settembre e 26 ottobre 2020.

 

Libia: tre migranti uccisi dopo essere stati intercettati in mare e riportati indietro.

È di tre migranti sudanesi uccisi e altri tre feriti, il bilancio di una sparatoria avvenuta la scorsa notte a Khums, est di Tripoli,  durante le operazioni di sbarco. I migranti erano stati intercettati in mare e riportati a terra dalla cosiddetta Guardia Costiera libica.

Secondo le ricostruzioni di funzionari internazionali presenti sul posto, le autorità locali hanno iniziato a sparare quando alcuni migranti, scesi da poco a terra, avevano cercato di fuggire. I migranti feriti sono stati portati in ospedali della zona, mentre la maggior parte dei sopravvissuti all’incidente è stata trasferita in centri di detenzione.

L’incidente è l’ennesima dimostrazione di come la Liba non sia un porto sicuro in cui riportare i migranti intercettati in mare. Dall’inizio dell’anno circa 5 mila persone sono state intercettate in mare dalla Guardia Costiera Libica e riportanti nel Paesedove rischiano di essere detenute arbitrariamente, subire abusi, torture o di essere vendute.

È necessario fermare immediatamente i respingimenti in mare e qualsiasi sostegno a operazioni illegali di questo tipo. Alla luce di quanto accaduto, appare ancora più insensata e grave la decisione del Governo italiano di confermare il sostegno finanziario alla cosiddetta guardia costiera libica, responsabile, come in questa occasioni, di gravissime violazioni dei diritti umani.

Ribadiamo la nostra contrarietà a qualsiasi accordo che finanzi politiche di respingimento e detenzione sulla pelle di essere umani, oggi bloccati in paese in guerra.

Destinazione comune: al via il nuovo progetto per l’inclusione socio-lavorativa dei rifugiati.

Casa, lavoro, formazione e informazione di cittadini Titolari di Protezione Internazionale (TPI) residenti nella Regione Lazio: sono 1.000 i destinatari a cui si rivolge Destinazione Comune, il nuovo progetto che vede Refugees Welcome Italia partner di Programma Integra, assieme ad altre 11 organizzazioni.

Spazieranno in diversi ambiti le tante azioni che Destinazione Comune realizzerà con l’obiettivo di favorire, facilitare e attuare i percorsi di integrazione di cittadini Titolari di Protezione Internazionale residenti sul territorio laziale.

Il progetto intende infatti cercare di individuare e risolvere con servizi creati ad hoc molte delle maggiori problematiche dei cittadini rifugiati residenti nella nostra Regione. Le attività, che si svolgeranno da ora fino al 31 marzo 2022 riguarderanno questi tre diversi ambiti d’azione:

  • inserimento abitativo, che prevede percorsi di accoglienza in famiglia e co-housing, campagne di sensibilizzazione e reclutamento delle famiglie/o altro nucleo abitativo e dei TPI interessati, matching tra famiglia e TPI idonei, attivazione e monitoraggio continuo delle convivenze da parte di operatori specializzati e attivazione di uno Sportello Casa nelle 5 Province interessate;
  • supporto all’inserimento lavorativo, che prevede l’attivazione di 5 Sportelli di Orientamento al Lavoro (1 per Provincia), percorsi di identificazione e messa in trasparenza delle competenze (formali, non formali e informali), percorsi formativi, riconoscimento dei crediti e dei titoli di studio acquisiti all’estero e iscrizione a corsi di laurea online dell’Università telematica UniNettuno e, come attività conclusiva, al fine di allargare la rete socio-economica dei destinatari sarà realizzato un evento di job matching: “Fiera del Lavoro”;
  • inserimento socio culturale, che prevede l’attivazione di 5 Sportelli di orientamento alle istituzioni e ai servizi del territorio (1 per Provincia), incontri info-formativi su diritti e doveri dei cittadini, servizio di primo ascolto psicologico per i destinatari di progetto particolarmente vulnerabili e una serie di attività formative e laboratoriali.

Una progettazione ambiziosa, ma che promette ottimi risultati quella di Destinazione Comune, che mette in campo le forze di organizzazioni di comprovata esperienza e credibilità in ambito di immigrazione, formazione professionale, formazione universitaria, lifelong learning, promozione sociale, lavoro, finanza e salute.

Il progetto, finanziato dal Fondo Asilo, Migrazione e Integrazione 2014-2020 (FAMI), si avvale infatti di un partenariato composto da Programma integra, Refugees Welcome Italia,  Università Telematica Internazionale UNINETTUNO, Asl Roma 1, CNCA Coordinamento Nazionale Comunità Migranti, CIES onlus, CIR – Consiglio Italiano per i Rifugiati, Associazione PerMicroLab, Upter Università Popolare di Roma, Roma Capitale – Dipartimento Turismo, Formazione Professionale e Lavoro, Folias scs onlus.

I destinatari di Destinazione comune sono cittadini Titolari di protezione internazionale (TPI) in uscita dal circuito dell’accoglienza o usciti da non oltre 18 mesi.

AVVISO PUBBLICO PER SELEZIONE COORDINATORE REGIONALE FAMI LAZIO

AVVISO PUBBLICO PER IL CONFERIMENTO MEDIANTE PROCEDURA SELETTIVA COMPARATIVA DI INCARICHI PER N. 1 COORDINATORE REGIONALE DEI TEAM LOCALI REGIONE LAZIO DA IMPIEGARE NEL PROGETTO FINANZIATO DAL FONDO ASILO MIGRAZIONE E INTEGRAZIONE (FAMI): “DESTINAZIONE COMUNE”. PROG 3306 – CUP F59D20000050002

AVVISO DI SELEZIONE PER COORDINATORE REGIONALE LAZIO

Coordinatore regionale LAZIO_allegato A

Allegato B – Coordinatore regionale

 

Esito selezione Fami 

Refugees Welcome Italia Onlus comunica che le operazioni di selezione per il conferimento incarico per la figura di Responsabile Territoriale, in riferimento all’Avviso sopra pubblicato, sono state completate dalla Commissione di valutazione il giorno 31 agosto 2020.