Per Gumbadin e Hajikhan inizia la vera autonomia

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“Noi abbiamo un figlio che vive da solo ed è un po’ più grande di Gumbadin e Hajikhan. Avremmo molto apprezzato, se si fosse trovato in difficoltà come loro, che qualche famiglia si fosse presa cura di lui”.

A parlare sono Andrea e Bruna Cavazzana, che nella loro casa in provincia di Padova ospitano, da aprile scorso, due ragazzi afghani, titolari di protezione internazionale. “Per le nostre convinzioni, che non sono necessariamente religiose, ci siamo detti che era giusto fare qualcosa per gli altri e così siamo entrati in contatto con l’associazione Refugees Welcome Italia che ci fa fatto conoscere Gumbadin e Hajikhan, 24 anni entrambi, che vengono da una zona non lontana dalla capitale afghana Kabul”.

L’intento era accompagnare i due giovani verso l’inclusione, attraverso un lavoro e un alloggio autonomi. Andrea e Bruna sono riusciti ad aiutare i “loro ragazzi”, come amano definirli. Dal primo febbraio, Gumbadin e Hajikhan si trasferiranno in una abitazione di Monselice, dove hanno anche trovato occupazione.

La convivenza allargata in questi mesi è stata positiva per la famiglia Cavazzana. “Certo, ci  sono abitudini diverse, ma a tutto si trova rimedio. Durante una delle prime sere ci siamo impressionati, perché i due ragazzi si sono svegliati in piena notte per farsi da mangiare, spiegandoci il giorno dopo che stavano osservando il digiuno per il mese di Ramadan. Abbiamo spiegato loro che la mattina ci svegliamo presto per andare a lavoro e dalla notte dopo non abbiamo più udito alcun rumore, anche se loro giustamente facevano il loro pasto notturno”.

“Siamo d’accordo che, una volta che si trasferiranno nella loro nuova casa, quando avranno nostalgia verranno a trovarci, mentre noi abbiamo già rinnovato a Refugees Welcome Italia la disponibilità ad ospitare altri rifugiati”.

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