“A Bologna mi hanno accolto e salvato”. Un lieto fine per Anas, rifugiato siriano.

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Una odissea durata tre anni che è terminata a Bologna. Nel capoluogo emiliano, Anas, rifugiato siriano di 27 anni, ha trovato le cure adeguate per salvare la sua gamba destra e l’ospitalità di una famiglia di Refugees Welcome. Anas viene da Goutha, un’area alla periferia di Damasco diventata tristemente nota a causa dei continui bombardamenti da parte dell’esercito siriano.

“Stavo uscendo da casa per prendere qualcosa e, mentre scendevo le scale, mi sono trovato davanti un cecchino”. Colpito in varie parti del corpo, Anas viene curato con mezzi di fortuna in Siria, ma la sua gamba destra, perforata da due proiettili, si infetta e peggiora giorno dopo giorno. Decide così di lasciare il suo Paese per sopravvivere: va in Libano e dopo in Libia, da dove si imbarca per Lampedusa. Arriva in Italia nel 2015, poi si sposta in Svezia e Germania, dove viene curato sommariamente e dimesso da vari ospedali e, infine, rimandato nel nostro Paese, con la gamba sanguinante, in virtù degli accordi di Dublino. Anas atterra a Milano, dove una volontaria lo accoglie: portato in quattro diverse strutture, viene ogni volta visitato e dimesso con anti-dolorifici. Rischia l’amputazione.

La rete di volontari lo porta a Bologna lo scorso 14 ottobre, dove viene finalmente trasferito all’ospedale Rizzoli e operato: l’infezione viene curata e Anas finalmente migliora. Oggi è in via di guarigione. “Ringrazio le persone che mi hanno accolto, trattandomi come un essere umano e restituendomi la dignità e la speranza di poter ancora vivere una vita”.

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