Come si costruisce una società più inclusiva? A volte la risposta parte da una casa, ma non si ferma alle sue mura.
È questo il cuore di H:OUSE – Housing to Overcome Unstable Situations in Europe, il progetto europeo cofinanziato dall’AMIF che riunisce nove organizzazioni e istituzioni di cinque Paesi europei con l’obiettivo di sperimentare nuove forme di integrazione basate sul coinvolgimento diretto delle comunità locali.
Nel mese di maggio, i partner del progetto si sono incontrati a Budapest per fare il punto sui pilot avviati nei diversi territori e condividere risultati, sfide e prospettive future. Il confronto ha confermato come la community sponsorship e le iniziative comunitarie rappresentino strumenti concreti per favorire l’inclusione di persone rifugiate e migranti, mettendo in rete istituzioni, associazioni e cittadinanza attiva.
Tra le esperienze raccolte nel nuovo volume Pilot Projects and Policy Recommendations c’è anche quella di Ravenna, sviluppata dal Comune di Ravenna insieme a Refugees Welcome Italia e a una rete di realtà del territorio.
Il pilot sperimenta un modello innovativo di co-housing comunitario ospitato in un appartamento ristrutturato dal Comune e rivolto a persone migranti che, pur avendo un lavoro, continuano a incontrare ostacoli nell’accesso al mercato abitativo. L’iniziativa è stata progettata insieme alle comunità diasporiche, che partecipano attivamente alla selezione dei partecipanti e ai percorsi di inclusione. Accanto all’alloggio, il progetto offre mediazione interculturale, formazione sui diritti e doveri degli inquilini, corsi di lingua e percorsi di accompagnamento verso l’autonomia abitativa.
L’obiettivo è andare oltre la semplice risposta a un bisogno abitativo, costruendo un sistema di responsabilità condivisa che coinvolga enti pubblici, società civile e volontariato. Un approccio che mette al centro le relazioni e riconosce il ruolo delle comunità come attori fondamentali dell’inclusione.
Il volume pubblicato dal progetto raccoglie inoltre una serie di raccomandazioni politiche rivolte ai governi nazionali e alle istituzioni europee. Tra queste, la richiesta di riconoscere formalmente i programmi di community sponsorship, investire risorse pubbliche dedicate, rafforzare il ruolo degli enti locali e dei mediatori culturali e promuovere un quadro europeo comune capace di sostenere e diffondere queste pratiche.
Le esperienze raccolte da H:OUSE dimostrano che l’integrazione funziona meglio quando è un processo condiviso. Quando istituzioni, organizzazioni e cittadini collaborano, la casa diventa molto più di uno spazio fisico: diventa una comunità capace di accogliere, sostenere e creare opportunità.
Per Refugees Welcome Italia, partecipare a questo percorso significa continuare a promuovere un modello di accoglienza basato sulla prossimità, sulla fiducia e sulla convinzione che l’inclusione sia una responsabilità collettiva.



